Carolina Rey regina del mattino Rai: "Alessandro Greco è un galantuomo, sogno un varietà con lui. De Martino farà un grande Sanremo" - Intervista
Carolina Rey, da Sanremo a Unomattina Estate: "Il sogno l'ho realizzato, ora punto alla prima serata con Alessandro Greco". Intervista esclusiva

Dal sogno di Sanremo alla sveglia alle cinque del mattino per Unomattina Estate. Carolina Rey sta vivendo un momento intenso della sua carriera: dopo l’esperienza al PrimaFestival accanto a Carlo Conti, è tornata alla guida del daytime Rai, dove ogni giorno condivide il palco con Alessandro Greco. Tra nuovi traguardi, ambizioni future e il desiderio di una prima serata, la conduttrice si racconta a Libero Magazine e parla anche di un tema che la riguarda da vicino: il rapporto delle donne con il proprio corpo e l’ossessione per il giudizio estetico.
Carolina Rey si racconta: il futuro con Alessandro Greco e il corpo delle donne: "Basta commentare la fisicità degli altri"
Sei tornata alla guida di Unomattina Estate, un impegno che ti assorbe completamente. Com’è cambiata la tua quotidianità e come si svolge una tua giornata tipo in questo periodo?
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Entra nel canale WhatsAppIn questo periodo i ritmi sono davvero serrati. Mi capita di mangiare a orari improponibili: oggi, per esempio, stavo pranzando nel pomeriggio. Ho un fuso orario tutto mio, tanto che tra pranzo tardissimo e cena presto sembra quasi di fare un unico pasto.
Da mamma chioccia ho deciso di prendere casa a Fregene per l’estate, così mio figlio può stare al mare con mia madre mentre io lavoro. Ogni mattina parto alle cinque per raggiungere gli studi di Saxa Rubra. È una levataccia, ma in compenso mi godo l’alba, che ho riscoperto essere uno dei momenti più belli della giornata.
Arrivo intorno alle sei, mi concedo un caffè per capire chi sono e perché mi trovo lì, poi mi aspettano costumista, truccatori e parrucchieri. C’è una squadra che riesce a farmi sorridere già a quell’ora del mattino e questo rende tutto più leggero.
Spesso arrivo ancora con i segni della giornata precedente perché, appena finisco la riunione, torno subito a Fregene per portare mio figlio in spiaggia. Le ragazze del trucco e dei costumi fanno miracoli per restituirmi un aspetto presentabile dopo sole, mare e salsedine. Sono giornate intense, ma sono molto felice: gli ascolti ci stanno premiando e sento davvero di essere nel posto giusto, al momento giusto. È una sensazione che non capita spesso, anche quando fai lavori importanti.
Questa conduzione rappresenta un punto di svolta nella tua carriera? Come hai reagito quando ti hanno proposto di guidare una delle fasce più importanti del daytime Rai?
Mi sono sentita profondamente onorata della fiducia che mi hanno dato il direttore Angelo Mellone e la vicedirettrice Elsa Di Gati. Quando l’anno scorso mi telefonarono per propormi Unomattina Estate, ricordo di aver pianto per almeno mezz’ora senza riuscire a parlare.
Per me è stato come chiudere un cerchio. Ho iniziato la mia carriera nel 2012 proprio a Saxa Rubra, con il TG dei ragazzi. Tornare lì, dodici anni dopo, negli stessi studi dove tutto era cominciato, è stato un segnale fortissimo.
Quest’anno, invece, lo vivo come l’inizio di un nuovo capitolo. Unomattina Estate mi ha portato fortuna: è arrivato Sanremo, è stato un anno molto intenso dal punto di vista professionale e mi ha regalato anche amicizie importanti. È un programma al quale sono profondamente legata e tornare ogni mattina mi fa sentire davvero a casa.
Con Alessandro Greco siete una coppia televisiva molto affiatata. Qual è la qualità che apprezzi di più di lui come collega e compagno di viaggio?
Alessandro è un galantuomo. È una delle persone più generose che abbia mai incontrato nel lavoro. Sa ascoltare e mette sempre l’altro nelle condizioni di esprimersi e valorizzarsi.
Quando si conduce in coppia non è semplice trovare il giusto equilibrio. Invece tra noi è successo in modo molto naturale, perché abbiamo un approccio molto simile e condividiamo lo stesso modo di lavorare e di scherzare.
Anche quest’anno mi è stato vicino, mi ha dato consigli quando sono andata a Sanremo. Sul palco ci capiamo al volo: se nasce una gag improvvisata ci buttiamo entrambi senza preoccuparci di invadere lo spazio dell’altro. È tutto condiviso.
La cosa più bella, però, è il clima che si respira anche dietro le quinte. Tecnici, autori e tutta la squadra lavorano con entusiasmo e ci divertiamo davvero tanto. Credo che questa armonia arrivi anche al pubblico da casa.
Ti abbiamo vista al PrimaFestival con un’immagine diversa, più pop e glamour. Ti piacerebbe tornare a Sanremo in una veste ancora più importante?
Assolutamente sì. Sanremo era il sogno della mia vita. Da ragazzina sognavo perfino di passarci per caso durante la settimana del Festival, quindi ritrovarmi a condurre il PrimaFestival era qualcosa che ritenevo quasi irraggiungibile.
È stato un punto d’arrivo, ma anche un punto di partenza. Esistono tante altre possibilità e tanti altri ruoli che si possono ricoprire. Sanremo rappresenta l’apice della carriera di un conduttore e mi auguro che, prima o poi, possa ricapitare l’occasione di tornarci.
Resterò sempre grata a Carlo Conti per aver scelto me, Ema e Manola. Ha realizzato il sogno della mia vita. Oggi, però, vivo tutto con maggiore serenità: quel sogno l’ho già realizzato e non sento più l’ansia di dover arrivare a tutti i costi. Se succederà ancora, sarò felicissima.
Da donna, mamma e professionista della televisione, qual è il pregiudizio che hai dovuto combattere di più nel tuo percorso? Le critiche ti hanno mai ferita?
Le critiche, in generale, mi danno forza. Se sono costruttive le ascolto sempre, perché penso che nella vita ci sia sempre spazio per migliorarsi e per evolvere.
Diverso è quando si giudica una persona per il suo aspetto o per il suo modo di essere. Sentirsi dire che si è troppo truccati, troppo biondi, troppo giovani o troppo carini non è una critica costruttiva. È un giudizio che non racconta chi sei davvero.
Oggi chiunque ha la possibilità di esprimere un’opinione e questo è un bene, ma troppo spesso si critica senza alcun fondamento. Nel corso degli anni mi hanno detto di tutto: che ero troppo giovane, troppo carina, troppo bionda, poi troppo in carne e, in altri momenti, addirittura troppo magra. Credo che si dovrebbe imparare a dare valore alle persone, smettendo di puntare continuamente il dito sull’apparenza.
I social hanno cambiato il rapporto delle donne con il proprio corpo. Oggi siamo più libere o ancora prigioniere dei modelli estetici?
Penso che siano stati fatti tanti passi avanti, ma che ci sia ancora molta strada da fare. Continuare a parlarne è importante perché può aiutare a rendere tutto più semplice.
Il mio è un lavoro in cui l’immagine ha un peso, ma oggi si parla tantissimo anche di intelligenza artificiale e di personaggi creati artificialmente. Quello che ci rende davvero unici non è l’aspetto fisico, ma la personalità, il carattere e l’anima.
Per questo credo che ogni donna debba sentirsi libera di mostrarsi come desidera, senza dover rispondere alle aspettative degli altri. Io stessa a Sanremo avevo scelto un’immagine più glamour e femminile, mentre oggi, a Unomattina Estate, sento il bisogno di essere più autorevole. Sono fasi diverse della vita e del lavoro, ed è giusto che ognuna possa esprimersi come si sente.
In passato hai raccontato con grande sincerità anche i problemi di salute che hanno influenzato il tuo rapporto con il corpo. Pensi che oggi ci sia ancora un’ossessione eccessiva per la magrezza?
Più che un’ossessione per la magrezza, vedo un’ossessione nel commentare il corpo degli altri. Ed è una delle cose più sbagliate che si possano fare.
Si è diffusa una sensazione di inadeguatezza che nasce proprio dal continuo giudizio sull’aspetto fisico. E non riguarda soltanto chi lavora nel mondo dello spettacolo: riguarda tutte le donne.
Mi è capitato di sentirmi dire, in alcuni periodi, che ero troppo in carne e che avrei dovuto vestirmi di nero. Oggi, invece, c’è chi mi dice che sono troppo magra. Ma chi stabilisce che cosa sia "troppo"?
L’importante è stare bene con se stessi. Nella vita attraversiamo tutti cambiamenti, anche fisici, e credo che commentare continuamente il corpo di una persona non serva a nessuno. Riduce una donna al suo aspetto esteriore, quando invece c’è molto di più.
Hai vissuto il Festival di Sanremo accanto a Carlo Conti e ora si apre una nuova stagione. Che cosa ti aspetti dall’era di Stefano De Martino?
Penso che Stefano De Martino farà un grande Festival. È un artista completo, di grande talento, ironia e intelligenza. Ha dimostrato anche di sapersi circondare di professionisti molto preparati e credo che questa sia una qualità importante.
Ho amato il Festival di Carlo Conti perché lui è una persona elegante, generosa, profondamente legata ai valori della famiglia, e questo si rifletteva anche nella sua conduzione.
Stefano, invece, porterà inevitabilmente la sua personalità: è brillante, poliedrico, canta, balla, conduce e ha un’energia contagiosa. Mi aspetto un Festival fresco, frizzante e capace di rinnovarsi, pur restando fedele alla tradizione. Ed è proprio questa la forza di Sanremo: riuscire a cambiare senza perdere la propria identità.