“Ho la certezza di essere pagata meno di un collega uomo”: Carolina Crescentini, la denuncia sui compensi e l’appello alle donne
L'attrice italiana denuncia le disparità che ancora colpiscono le donne nel cinema: dai compensi ai pregiudizi, e invita le nuove generazioni a non arretrare.

Sul palco del Cineteatro Cavallera, dentro la kermesse Creuza de Mà – Musica per Cinema, Carolina Crescentini si racconta con la franchezza di chi il set lo conosce da dentro. L’attrice, ospite del festival ideato da Gianfranco Cabiddu, parte da una riflessione sul rapporto tra cinema e teatro, per poi ripercorrere gli anni della formazione al Centro Sperimentale, l’esordio quasi casuale in un film cult come Notte prima degli esami e il metodo, fatto di musica e appunti, con cui costruisce ogni personaggio. Non manca, però, un passaggio più duro: quello sui pregiudizi che ancora oggi si porta dietro. Tutti i dettagli.
Carolina Crescentini e il ‘potere’ del cinema: "Ti spia"
Carolina Crescentini ha spiegato che il cinema riesce a cogliere ogni minimo dettaglio dell’attore, molto più di quanto accada a teatro. La macchina da presa, infatti, osserva da vicino e rende visibili anche le emozioni più sottili: "Ti spia. A teatro il signore dell’ultima fila non lo vede. Il cinema invece è diverso: ti guarda fisso, e becca tutto". L’attrice ha sottolineato, inoltre, che recitare permette di liberarsi dal bisogno di apparire sempre perfetti e di sperimentare aspetti di sé che nella vita quotidiana spesso vengono nascosti: "Il problema è sempre questa ossessione che abbiamo di piacere. Invece il nostro lavoro ti dà una grande libertà: puoi essere anche sgraziatissima, puoi essere orrenda, sei tutelata dal personaggio. Puoi permetterti cose che nella vita magari non ti permetteresti". Per interpretare i personaggi, Crescentini segue un metodo molto preciso.
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Entra nel canale WhatsAppPorta sempre con sé la sceneggiatura, "come una coperta di Linus", e utilizza quaderni per annotare pensieri e informazioni. Costruisce mappe, cronologie e prospetti per capire la storia del personaggio: "Mi faccio tutto un prospetto: da dove vengo, dove andrò, che cosa mi è successo nella scena precedente, che bagaglio emotivo ho". Anche la musica è importante: prepara playlist per entrare nello stato emotivo necessario alla scena e per isolarsi dalle distrazioni del set.
Carolina Crescentini, la continua lotta contro i pregiudizi
Crescentini ha raccontato di aver dovuto affrontare diversi pregiudizi nel corso della sua carriera, anche a causa del successo ottenuto con Boris. Nonostante le difficoltà, continua a considerare il lavoro e la professionalità il modo migliore per dimostrare il proprio valore: "Io ancora oggi combatto con i pregiudizi. Il santo Boris, nel bene e nel male. Questo è un lavoro in cui non arrivi mai. Ma io sto lì e dico: va bene, la strada sarà più tortuosa, ma combatto. Perché me lo guadagno. Non perché ho una statuetta a casa o perché vado a cena con qualcuno".
Carolina Crescentini, la denuncia sulla disparità dei compensi e l’appello alle donne: "Qui tocca lottare"
L’attrice ha affrontato anche il problema della disparità economica tra uomini e donne nel mondo dello spettacolo. Secondo Crescentini, a parità di popolarità e condizioni professionali, le attrici sono pagate meno dei colleghi uomini: "Sono certa di fare più provini dei miei colleghi uomini e ho la certezza di essere pagata meno di un collega uomo, a parità di popolarità e di tutto il resto. Ragazze, qua tocca lottare". Per lei, quindi, la parità professionale non è ancora stata raggiunta e le donne devono continuare a rivendicare i propri diritti attraverso la preparazione, la serietà e la professionalità.
