Carmen Russo: "Io ed Enzo Paolo ad Amici? Maria non ci ha mai chiamati, saremmo una forza. Sogno di fare l'avvocato in una fiction" - Intervista

Carmen Russo si racconta senza filtri a Libero Magazine: dai varietà del sabato sera ai reality che l'hanno resa protagonista di una nuova tv

Stefania Meneghella

Stefania Meneghella

Giornalista

Giornalista pubblicista, scrittrice e critica d’arte, sono autrice di quattro romanzi e fondatrice di Kosmo Magazine

In occasione del Caltagirone Short Film Festival, in programma dal 10 al 12 luglio 2026 nel cuore del centro storico della città, il palcoscenico celebra una delle figure più poliedriche, amate e riconoscibili del panorama artistico italiano: Carmen Russo. Ballerina, musa per il cinema d’autore di Federico Fellini e regina del grande varietà, riceve quest’anno il Premio Icona dello Spettacolo Italiano, un riconoscimento che ne consacra la carriera trasversale e quel sodalizio d’amore e d’arte con il marito Enzo Paolo Turchi.

Intervista a Carmen Russo prima del Caltagirone Short Film Festival, in programma dal 10 al 12 luglio

Libero Magazine ha intervistato l’artista che, in questa chiacchierata informale, ha ricordato retroscena sul passato e sui momenti trascorsi negli studi del varietà Mediaset, ma anche le sfide della tv di oggi e del futuro. E su Amici di Maria De Filippi ha detto: "Io ed Enzo Paolo Turchi saremmo una forza come insegnanti del talent, non siamo mai stati chiamati".

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In occasione del Caltagirone Short Film Festival ricevi il Premio Icona dello Spettacolo Italiano. La motivazione parla di te come di una figura simbolica e trasversale. Che effetto ti fa essere definita un’"icona" e cosa significa per te questo riconoscimento oggi?

Questo riconoscimento è sicuramente molto gratificante per me. Essere definita "icona" è stupendo e io sono felicissima; vuol dire che, in questi 40 anni di carriera, ho lasciato un bel segno e ho fatto qualcosa di significativo.

Un’icona della danza, del cinema, della tv e del teatro. Quale di queste "anime" senti che ti rappresenti di più? Hai mai pensato di doverne scegliere una tra queste?

No, non l’ho mai pensato. Se mi viene proposto un lavoro che io ritengo consono e fattibile, lo affronto con serietà, professionalità e come se fosse una sfida. Per me qualsiasi lavoro è un’opportunità. La tv mi ha dato sicuramente maggior risalto sia in Italia che in Spagna, in cui ho avuto grande riscontro da parte del pubblico.

Dai grandi varietà del sabato sera alla tv dei reality e delle piattaforme di oggi. Qual è il cambiamento della televisione più grande che hai vissuto sulla tua pelle?

La televisione si propone a un pubblico ed è lui che decide e che rende popolari certi personaggi e certi programmi. Io sono stata molto fortunata a fare una televisione molto costruttiva, artistica, varia. Sono nata con il varietà di Canale 5 e ho partecipato a storiche trasmissioni come Grand Hotel, Risatissima, Un Fantastico Tragico Venerdì con Paolo Villaggio. Un varietà che era in competizione e spesso vinceva con la Rai. Sono stati anni d’oro.

Dato che non guardo solo al passato ma anche al presente per poter avere un futuro bello, ho anche accettato di fare dei reality. Ho partecipato in primis a L’Isola dei Famosi venticinque anni fa, con uno share del 40 – 50 %. Per me è stata una bella esperienza. Amo questo lavoro e ho ancora la passione, grazie soprattutto al pubblico che mi segue. Nei reality il personaggio viene messo da parte e viene fuori la persona.

Quanto è servito mostrare al pubblico la tua persona?

Mi è servito tantissimo. Prima c’era una televisione che era fatta di sketch, vestiti, varietà; c’erano programmi che facevano sognare e intrattenevano. I reality hanno invece fatto sì che mi conoscessero come persona e come donna, e ho avuto anche delle grandi soddisfazioni.

Il premio celebra anche il tuo lunghissimo sodalizio artistico e sentimentale con Enzo Paolo Turchi. Nel vostro caso, l’amore ha amplificato l’arte o l’arte ha protetto l’amore? Qual è il segreto per lavorare e vivere insieme?

Questo è un discorso complementare. I nostri interessi hanno fatto sì che il nostro rapporto restasse sempre intenso. Parliamo del lavoro, dei progetti, di come affrontare le cose. In certe coppie il fatto di avere lo stesso lavoro è negativo, e non è quindi sempre così scontato. È chiaro che il lavoro ci ha unito tanto ma forse abbiamo realizzato delle cose belle perché c’è feeling tra di noi, oltre che stima e rispetto.

Come siete riusciti a mantenere intatta la vostra identità artistica individuale pur essendo così uniti nel lavoro?

Non è una cosa difficile, perché basta avere rispetto del ruolo dell’altro. Io rispetto lui come coreografo e regista, lo ascolto e per me è colui che professionalmente sa. Proprio lui mi ha dato una "patente ballettistica", dato che venivo da Il Bagaglino e di me veniva fuori subito l’aspetto. Enzo è un professionista che si dedica agli altri ed è quindi tutto collaudato.

La tua radice è appunto la danza. Quanto ti è servita la sua severità metodica per affrontare poi i ritmi della televisione?

Negli anni ho fatto più jazz e danza moderna, anche se la danza di Enzo ha una base classica ed è stata quella che mi ha fatto imparare molto. Io caratterialmente sono molto disciplinata e non sono mai stata una ragazza con tanti grilli per la testa; non ho mai pensato di poter ottenere delle cose solo con la bellezza. I miei genitori mi hanno insegnato un valore molto importante: i risultati si ottengono grazie al lavoro e per meritocrazia.

Valori che fanno durare nel tempo un personaggio…

Il pubblico non si inganna, è sovrano e capisce, oggi ancor di più. C’è tanta offerta che fa sì che le persone riescano a individuare la qualità.

Oggi, grazie a talent come Amici, ragazzi giovanissimi diventano idoli nel giro di pochi mesi. Trovi che questo meccanismo sia una grande opportunità o rischia di bruciare i talenti troppo in fretta?

Il talent dà una visibilità immediata e pazzesca, ma il problema è che spesso i personaggi non hanno quello spessore artistico che permette loro di reggere il lavoro e lo stress. Con i talent si diventa famosi, ma dopo bisogna avere quella struttura che ti permette di affrontare tutto per non andare in crisi. Un artista diventa un professionista pian piano, con l’esperienza e con la gavetta, anche se la visibilità è chiaramente un bel passo avanti.

Se Maria De Filippi ti proponesse di essere la prossima insegnante o giudice di Amici, accetteresti?

Certo, mi piacerebbe molto. Sono dell’idea che un’insegnante debba avere l’esperienza per trasmettere qualcosa. Noi abbiamo un’esperienza legata all’insegnamento e alle scuole di danza. In tutti questi anni, non mi ha però mai chiamato, quindi penso che non rientro nelle sue scelte. Io ed Enzo saremmo una forza in coppia, lanciamo questo appello, anche se non ho molta fiducia.

Cosa bolle in pentola per la prossima stagione televisiva?

Noi abbiamo due o tre format che proponiamo spesso, anche perché ora ci sono le piattaforme, ma non è molto semplice. Bisogna trovare la collocazione e i budget. Tante belle soddisfazioni ce le prendiamo con i social; se facciamo dei video in cui raccontiamo il nostro quotidiano e la nostra vita, arriviamo anche a 5 milioni di visualizzazioni. Questo è sicuramente un bel segnale.

Tua figlia Maria sta crescendo in una famiglia di artisti. Ha già espresso il desiderio di seguire le vostre impronte nel mondo dello spettacolo? Voi da genitori la incoraggiate o siete spaventati da questo ambiente?

Io pubblico spesso foto e video con lei, perché alla gente piace la nostra vita e lei fa parte della nostra vita, sin da quando sono rimasta incinta. Non ho fatto mai segreto del mio essere madre e delle soddisfazioni che ha comportato; anche quella è stata per me una bella sfida. Maria dice che non farà danza, non le piace. Fa sport, ha fatto tennis e ora fa calcio. Di questo sono molto contenta, perché sta creando la sua dimensione e la sua identità. Ha però anche una predisposizione artistica musicale: le piace il pianoforte e la batteria. Maria vive la sua vita con molta serenità, perché noi facciamo una vita tranquilla. Non mettiamo davanti la popolarità.

Ti piacerebbe l’idea di partecipare a una serie TV o a un documentario sulla tua vita e sulla storia della danza in Italia?

Certamente, la danza è una grande arte da cui si determina la disciplina, la creatività, il movimento, i sentimenti. La danza funziona sempre e ha un ruolo nella nostra società.

Sei un volto del recente film La sobrietà di Carlo Fenizi, che ti ha voluta fortemente nel cast. Cosa puoi raccontarci di questo progetto?

Sono molto felice che lui mi abbia chiamata per interpretare il ruolo di una produttrice cinematografica. Lei è un personaggio un po’ lontano da quello che sono io, ma lui ha trovato nella mia determinazione la chiave giusta. Chissà che non ci sia per me un nuovo inizio artistico nel cinema o nelle fiction…

In quale altro ruolo si vedrebbe?

Io vorrei interpretare un avvocato oppure un personaggio in cui poter dimostrare la mia determinazione. Mi piacerebbe anche il ruolo di una ballerina che potrebbe essere di supporto ai giovani, un’insegnante di danza oppure la direttrice di una scuola di ballo. Ultimamente, sono più propensa per ruoli di avvocato, poliziotta, ispettrice. Anzi, un avvocato matrimonialista: la legge è importante ma bisogna anche saper interpretarla e capire tante cose; e poi io credo molto nell’amore. Lanciamo quindi anche questo appello.


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