Clamoroso dietrofront, Carlo Verdone si tira indietro sulla lettera pro-Palestina: "Ho firmato ma i nomi non c'erano"
Passo indietro da parte dell'attore romano, che scansa parzialmente quanto espresso dalla lettera aperta del collettivo Venice4Palestine alla Biennale

Netto dietrofront da parte di Carlo Verdone, tra gli oltre 1.500 firmatari della lettera aperta di qualche giorno fa inviata dal collettivo Venice4Palestine alla direzione della Biennale di Venezia. In un’intervista al Corriere della Sera, l’attore romano avrebbe confidato di essere stato "tirato in mezzo". Insomma, il protagonista di Bianco, rosso e verdone, Borotalco, Viaggi di nozze e altri capolavori del cinema italiano rivede un po’ la propria posizione, scansando parzialmente la lettera del collettivo.
Il chiarimento di Carlo Verdone sulla lettera pro-Palestina
"Mi ha chiamato Silvia Scola, la figlia di Ettore Scola, chiedendomi se volevo firmare un appello contro quello che sta accadendo a Gaza, che va condannato in tutti i modi, nell’ambito della Mostra, manifestando a una platea ampia la sensibilità del cinema, che non è chiuso nell’indifferenza. E ho firmato. In un secondo momento i promotori pro Palestina hanno aggiunto i nomi di quei due attori". Così si è espresso Carlo Verdone, intervistato dal Corriere della Sera, in merito alla situazione che ha caratterizzato i giorni e le ore immediatamente precedenti all’inizio dell’82esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Un passo indietro abbastanza netto da parte dell’attore classe 1950, che continua: "Anche all’inizio della guerra in Ucraina ricordo il boicottaggio verso i tennisti russi. Ma cosa c’entravano loro? Sono sportivi, non militari né politici, giocano a tennis. Gli attori non possono diventare il tribunale dell’Inquisizione. Un festival è un tavolo di confronto, di tolleranza e di libertà. Questo invece significa censurare".
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Entra nel canale WhatsAppSe però Verdone rivede la propria posizione sull’esclusione di Gal Gadot e Gerard Butler, rei di aver appoggiato le decisioni politiche del governo israeliano, traccia invece una netta linea di demarcazione riguardo a quanto sta accadendo a Gaza, per quanto con un tono in ogni caso disilluso. "Quando leggo che gli israeliani colpiscono un ospedale di Gaza, mi indigno. Ma noi di fronte a queste vicende siamo una goccia nell’oceano", confida all’intervistatore.
Carlo Verdone, lo specchio dell’Italia attraverso quattro decenni da rivedere in streaming
Uno dei grandi meriti di Carlo Verdone è quello di essere riuscito, in oltre 40 anni di carriera, a tratteggiare in modo perfetto nei suoi film la società italiana. Tutto questo alternando ruoli comici e dissacranti a performance drammatiche degne dei grandissimi del cinema. Se, infatti, in Bianco, rosso e Verdone (in streaming su TIM Vision, Netflix e Prime Video) dipinge l’assurda complessità del nostro Paese, in In viaggio con papà (al fianco di Alberto Sordi e in streaming su Prime Video) regala un affresco dolce e tenero.
Con Borotalco (disponibile in streaming su Netflix, Prime Video e TIM Vision) mescola brillantemente la commedia con una profonda riflessione su realtà e finzione. La sua interpretazione, infine, in La grande bellezza, di Paolo Sorrentino (in streaming su Netflix e Prime Video), ci mostra come Verdone possa essere anche un grande attore drammatico, a proprio agio anche in ruoli impegnati e non solo caricaturali.
