Carlo Verdone lancia l’allarme: “Ormai di sicuro non c'è più niente", poi chiede una svolta
Il regista e attore sottolinea la necessità di un ricambio generazionale nel cinema italiano e mette in guardia dai rischi dell'intelligenza artificiale.

Il cinema italiano attraversa una fase delicata e Carlo Verdone guarda soprattutto al futuro per individuare una possibile via d’uscita. L’occasione è la presentazione della nuova edizione del Premio Mario Verdone, dedicato alle opere prime e ai talenti emergenti. Tra giovani registi, nuove idee e una produzione che fatica a trovare riscontro nelle sale, l’attore e regista richiama l’attenzione sulla necessità di rinnovare il settore. Di seguito, tutti i dettagli.
Carlo Verdone, il futuro del cinema passa dai giovani
Carlo Verdone richiama l’attenzione sulla necessità di favorire un ricambio generazionale nel cinema italiano, valorizzando nuovi attori, registi e autori. L’occasione è la XVII edizione del Premio Mario Verdone, inserito nel Festival del Cinema Europeo di Lecce, che seleziona cinque opere prime realizzate da giovani talenti. Secondo Verdone, il settore tende ancora troppo spesso a puntare su nomi già affermati, mentre sarebbe necessario investire maggiormente in idee nuove e nella qualità della scrittura. "Certamente il cinema è in mano alle nuove generazioni: per forza ci vuole un ricambio generazionale, altrimenti i film saranno sempre fatti dai soliti attori, i soliti registi che non sempre però riescono a centrare l’obiettivo. Siamo pieni di bravi attori e registi che hanno fatto corti molto buoni; oggi però si va sul sicuro ma ormai di sicuro non c’è più niente. Di certo c’è un problema di scrittura".
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Entra nel canale WhatsAppIl regista sottolinea inoltre le difficoltà attraversate dal cinema italiano nelle sale e considera il premio un’occasione concreta per sostenere chi si affaccia per la prima volta al mondo professionale: "In un momento come l’attuale in cui il cinema italiano soffre in sala – basta guardare il Cinetel ogni mattina ed è una cosa disastrosa – si può fare solo una cosa: cioè scrivere meglio, trovare idee originali, soggetti spiazzanti che guardino alla realtà in modo singolare. Non è una cosa semplice anzi è difficilissima soprattutto in un momento come questo in cui l’atmosfera non è delle migliori; siamo sommersi da notizie orribili, non è come gli anni 60 o anche gli anni 70 dove almeno c’era qualcosa di politico, qui sembra di stare in un medio evo in cui non si intravedono orizzonti. Però siamo alla ricerca di qualcosa di nuovo, facciamo il nostro lavoro e cercheremo di dare un’opportunità a un talento, così come Sergio Leone la diede a me quando avevo 28 anni."
Carlo Verdone e l’allarme sull’Intelligenza Artificiale
Durante l’incontro, Verdone affronta anche il tema dell’Intelligenza artificiale, esprimendo preoccupazione per le possibili conseguenze del suo utilizzo nel cinema. A suo avviso, un impiego sempre più esteso di questa tecnologia potrebbe coinvolgere e trasformare profondamente il lavoro di sceneggiatori, registi, scenografi e doppiatori. Il regista racconta di aver visto una versione di "Borotalco" realizzata con l’IA, caratterizzata da modifiche ai volti e dal doppiaggio in giapponese con sottotitoli italiani: "Mi hanno regalato una copia di Borotalco realizzata con l’Ia dove tutti parlano giapponese con sottotitoli in italiano, la mia faccia funzionava sì e no e c’erano altri cambiamenti. Dopo cinquanta minuti, ho interrotto: questo sarà il nostro futuro? Dio ce ne scampi." La sua posizione è riassunta nel timore che la tecnologia possa sostituire progressivamente la componente creativa e professionale che sta alla base della produzione cinematografica: "Speriamo non faccia altri passi avanti: se l’IA entra a gamba tesa per il cinema la vedo dura, sarebbe la fine per tante categorie dagli scenografi agli sceneggiatori ai registi, per non parlare dei doppiatori."
