Rai, San Carlo da Firenze apre le porte del "Grande Rilancio": se Conti riabilita pure Fazio, il ritorno di Amadeus è già scritto

Il conduttore toscano si riscopre Papa straniero: l'invito a Fazio a "Tale e Quale" è il capolavoro diplomatico che prepara il trionfale rientro a casa del figliol prodigo

Maria Francesca Troisi

Maria Francesca Troisi

Giornalista

Dal 2015 scrive di musica, TV e cinema. Analizza lo showbiz senza peli sulla lingua, ma giura: «Io non sono cattiva, mi disegnano così».

C’era una volta il tele-esilio, o almeno così ci piaceva raccontarlo nelle sere di malinconia catodica. Poi arriva il settembre dei palinsesti, le nebbie dell’ideologia si diradano e sul palcoscenico di Rai 1 sale lui: Carlo Conti. Non un semplice conduttore, ma l’ultimo vero democristiano della TV di Stato. Mentre i dirigenti cambiano, i governi passano e i consiglieri d’amministrazione si azzuffano sulle nomine, l’Abbronzatissimo resta lì: colorito perenne da stabilimento balneare, sorriso che rassicura le nonne d’Italia e i bilanci dell’azienda blindati dai suoi successi (L’Eredità, I Migliori Anni, Tale e Quale, Festival di Sanremo). Un "buon uomo" per tutte le stagioni, una specie di San Vincenzo de’ Paoli del piccolo schermo, pronto a fare quello che la politica non sa più fare: la pace sociale a colpi di share.

Il Papa di Viale Mazzini

Il capolavoro diplomatico di "San Carlo da Firenze" si consuma sul terreno più scivoloso dell’autunno: il mercoledì sera. Tale e Quale Show, colonna di Rai 1 dal 2012, quest’anno affronta la complessa sfida del trasloco strategico dal venerdì a metà settimana. Proprio nella sera in cui Warner Bros. Discovery ha deciso di far raddoppiare Fabio Fazio, che fa ascolti da sballo sul circuito, piazzando il suo Tavolo sul Nove in aperta collisione con l’ammiraglia. Finita l’epoca degli esili culturali, che volevano il volto di CTCF «non in linea» con la nuova narrazione aziendale, la contromossa del padrone di casa Rai è pura ironia istituzionale. Durante il lancio della trasmissione, il Papa nero ha infatti annunciato il rientro del grande transfugo ligure in qualità di quarto giudice speciale della prima puntata. «L’ho invitato per dimostrare che non c’è rivalità». Il gioco di specchi è totale. Chi imita chi? Fazio che giudica le imitazioni altrui diventa così il trionfo del metateatro: lui che è l’imitazione perfetta del conduttore istituzionale, richiamato per blindare il debutto della rete che lo aveva messo alla porta.

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Il gancio per Amadeus

Il vero disegno politico dei palinsesti, però, si svela subito dopo, quando qualcuno si ricorda di fare il proprio mestiere (Fanpage) chiedendo conto del destino dell’altro grande latitante. Se il buon Carlo stende il tappeto rosso in prima serata al blindatissimo Fazio, l’operazione diventa automaticamente l’assist perfetto e lo scivolo mediatico per gestire l’altro grande Pentito. «Amadeus è un altro grande amico e c’è un gran rapporto tra noi, magari chissà nelle prossime settimane potrebbe esserci anche lui», sentenzia. Tradotto: l’abbraccio del Granduca di Firenze potrebbe servire a spianare la strada per il ritorno a casa del figliol prodigo (già benedetto e resuscitato, proprio in quei lidi, quando da ex re del preserale accettò di farsi giudicare mascherato da Sandy Marton).

La parabola del fuggiasco

La parabola di "Ama", d’altronde, è ormai scritta nei numeri. Dopo aver toccato il cielo con un dito tra Festival da record e un Affari Tuoi stabilmente sopra i 5 milioni di spettatori, il passaggio sul Nove con Chissà chi è si è rivelato un flop commerciale da prefisso telefonico, inchiodato a medie del 2% di share mentre il suo successore in Rai, alias il reuccio Stefano De Martino, volava oltre il 30%. Lo scorso 26 giugno, la nota ufficiale ha comunicato la risoluzione consensuale anticipata del contratto con Discovery, lasciandolo nella condizione di free agent della televisione, a vagare come un’anima in Purgatorio. Le "ospitate di pace" sono già andate in scena a inizio estate da Fiorello a La Pennicanza, dove l’ex Rai ha ironizzato sui "muri enormi", dichiarando però di non aver paura di superarli. Ma dopo la benedizione concessa a Fazio, la via del "Ravvedimento Operoso" è già tracciata.

Il ritorno degli esiliati

I conduttori passano, i gettoni di presenza restano e la Rai si riscopre una gigantesca sagra dove tutti, prima o poi, tornano a sedersi a tavola per un piatto di tortellini riscaldati. La televisione pubblica resta, insomma, una grande e immutabile balena bianca: puoi cercare l’Eldorado dei canali commerciali o tentare rivoluzioni copernicane nei palinsesti, ma alla fine il pubblico della mutua chiede i soliti volti e le solite sicurezze. E a distribuire i cestini del pranzo ai reduci, con il solito rassicurante sorriso, c’è sempre e solo Carlo Conti.


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