Canzonissima, pagelle: Elettra Lamborghini e il vaffa tra le lacrime (8), Irene Grandi sincera (7), Gino Paoli meritava di più (5)
Promossi e bocciati e top e flop della seconda puntata dello show del sabato sera di Rai Uno guidato da Milly Carlucci sabato 28 marzo

Nuovo sabato sera in compagnia di Canzonissima. In prima serata su RaiUno è andata infatti in onda il 28 marzo, la seconda puntata del nuovo show guidato da Milly Carlucci e ispirato all’omonimo storico varietà Rai.
Dopo la vittoria di Fabrizio Moro la scorsa settimana, con "Il Mio Canto Libero" di Lucio Battisti, questa sera "la canzonissima" di questa settimana è "La leva calcistica della classe ’68" cantata da Arisa.
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Entra nel canale WhatsAppI cantanti in questo secondo appuntamento hanno dovuto scegliere una canzone da dedicare che incarnasse un pensiero per una persona cara, una situazione, un ricordo. In questa seconda puntata il pubblico ha trovato due cantanti che non c’erano nella serata d’esordio: Paolo Jannacci, che è stato protagonista di un omaggio al padre Enzo, e Arisa, ormai libera dall’impegno con la stagione trionfale di The Voice Generations chiusa l’altroieri 27 marzo.
Questi i brani scelti dagli artisti del cast in questa seconda puntata: Enrico Ruggeri ha cantato "Quello che le donne non dicono", Fabrizio Moro ha portato "Anima fragile", Leo Gassmann si è esibito in "Tanto pe’ canta’" ,"Se io fossi un angelo" è stata la canzone scelta da Michele Bravi. Fausto Leali ha cantato "Almeno tu nell’universo", Malika Ayane ha scelto "Fotoromanza","La donna cannone" è il brano scelto da Irene Grandi. Elettra Lamborghini ha optato per "Alta marea", Arisa ha cantato "La leva calcistica della classe 1968","O sole mio" è il brano scelto stasera da Vittorio Grigolo, "Vengo anch’io (No tu no)" è stato l’omaggio di Paolo Jannacci al padre e "Per sempre sì" la scelta dei Jalisse.
In questa lunga serata di musica poteva mancare uno spazio per il ricordo di Gino Paoli, scomparso in settimana. Ad animare lo show, anche nel secondo appuntamento, i Magnifici 7: Francesca Fialdini, Caterina Balivo, Pierluigi Pardo, Claudio Cecchetto, Giacomo Maiolini e Riccardo Rossi.
Ma come è andata questa serata? Ecco cosa ci è piaciuto di più e cosa, secondo noi, ha funzionato meno, con le pagelle della seconda puntata di Canzonissima 2026.
Canzonissima 2026, le pagelle della seconda puntata (sabato 28 marzo)
La dolcezza di Elettra Lamborghini, voto: 7. Questa sera Elettra Lamborghini commuove tutti con le sue lacrime sincere per la sua cavallina, Lolita, morta 5 anni fa. Una perdita che la cantante definisce "Devastante", da cui non si è ancora ripresa. La sua cavalla è stata l’amica fidata da quando aveva dieci anni: "Se ne è andata tre giorni prima del matrimonio, ha aspettato che fossi grande e mi ha lasciato a mio marito. Credo che gli animali siano angeli, che arrivano nella nostra vita quando più ne abbiamo bisogno". Quanta tenerezza, e pazienza se la sua cover di Alta Marea non è da standing ovation, tutto il cuore che ha ce l’ha messo, e si sente. Quando ha ancora gli occhi umidi dall’emozione, si avvicina al bancone dei Magnifici 7 e reagisce male al commento di Simona Izzo: "Ti dicevo il vestito a sirena, che rappresenta il mito di Ulisse"…"Ma chissene frega di Ulisse", esplode Elettra, "Ma vaffanc*lo Ulisse, ti sto parlando della mia cavalla morta e mi parli di Ulisse???". E insomma, una reazione che chiarisce lo stato emotivo sincero della cantante e sottolinea i tempi non azzeccatissimi del commento della regista.
Paolo Jannacci, voto:7. Una delle performance più belle, addirittura travolgente, è quella che Paolo Jannacci dedica al papà Enzo con la suona versione del classico "Vengo anch’io (no tu no)", presentata dal padre proprio nella storica Canzonissima: si canta, si balla, ci si diverte, un brano geniale che non stanca mai e in cui c’è tutto.
Riccardo Rossi e Pierluigi Pardo, voto: 7. Possiamo dire che loro sono, tra i Magnifici 7, quelli che preferiamo. Per il modo leggero in cui interpretano il loro ruolo, non cercando mai forzatamente la scena, ma anche e soprattutto perché aggiungono sempre qualche dettaglio interessante sulle canzoni presentate, da veri appassionati di musica.
La sincerità di Irene Grandi, voto: 7. La cantante toscana stasera approfitta del tema delle dediche per raccontare i motivi del suo allontanamento dal mondo della musica: "Dopo 15 anni di lavoro e entusiasmo, non mi sono ritrovata più. Sono andata in crisi, ho litigato con diverse persone, ho fatto un Sanremo faticoso, non mi riconoscevo più in chi ero e che facevo". Per fortuna, a darle una mano c’è stata un amica, e grazie al suo aiuto è ripartita. La sincerità con cui oggi lo racconta, è davvero lodevole.
L’omaggio a Gino Paoli, voto: 5. Nella puntata che ha come filo conduttore il concetto di "dedica" era stato annunciato un omaggio a Gino Paoli, venuto a mancare qualche giorno fa. Anche questa volta però, come in altre occasioni, l'"omaggio" è sembrato un atto più dovuto che sentito, una pratica sbrigativamente conclusa in forse un minuto forse meno. Veramente, bisognerebbe prendersi la responsabilità di non farli proprio "omaggi" così e limitarsi a dire qualche parola in ricordo del personaggio scomparso, forse verrebbe meglio.
Giacomo Maiolini, voto: 4. Il discografico che dovrebbe essere il super esperto tra tutti i 7 al bancone, continua a non fare altro che dire "no, questa non è una canzonissima". In una serata in cui ascoltiamo dodici capolavori, lui salva solo "O Sole Mio", l’unica che può essere, a suo parere, definita "canzonissima". Cosa pensa invece del brano che ha vinto, ovvero "La leva calcistica della classe ’68" di Francesco De Gregori reinterpretata da Arisa? "Io non lo mai capita". Ah.
