"Can Yaman è malato di disciplina, non prende nemmeno gli integratori": parla il preparatore atletico di Sandokan
L'allenatore che ha seguito il divo turco nella serie macina ascolti di Rai Uno svela il vero stile di vita dell'attore arrestato per uso di droga

La notizia che Can Yaman sia stato arrestato per presunto uso di droga e poi rilasciato (smentita dall’attore turco con un messaggio social) nel corso di un blitz delle forze dell’ordine in alcuni locali di Istanbul nella notte tra il 9 e il 10 gennaio, ha sconvolto, tanto i tanti fan del divo di Sandokan, e molti hanno reagito alla notizia con incredulità, tanto l’attore è amato e stimato.
Can Yaman fa uso di droga? Le parole dell’allenatore
A parlare in sua difesa, in una intervista al Messaggero, è stata anche una persona che ha seguito per molto tempo Can Yaman durante la lunga preparazione per il ruolo nella nuova versione del pirata di Salgari.
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Entra nel canale WhatsAppLui è Emiliano Novelli, preparatore atletico che ha detto a chiare lettere di non aver mai avuto alcun sentore che Can Yaman potesse fare il minimo uso di sostanze: "Mi sembra impossibile che faccia uso di droga", ha detto il preparatore atletico. "Almeno nei mesi in cui siamo stati insieme. Non avrebbe mai retto il ritmo". Un ritmo altissimo con cui l’attore turco è riuscito a trasformare e scolpire il suo corpo per entrare nei panni di Sandokan, grazie a costanza e grande disciplina.
"Lo ricordo come una persona assolutamente tranquilla, uno sportivo a tutto tondo. Uno che si allenava veramente otto ore al giorno, ed era seguitissimo dal suo team", dice infatti Novelli. "Abbiamo fatto delle sessioni per il lancio di Sandokan, un anno e mezzo prima, per sei settimane. Poi per cinque mesi allenamento quotidiano, con me e altre quattro, cinque persone. Se ti droghi, un ritmo così non lo reggi".
Parlando di Can Yaman, Novelli sottolinea la sua grande professionalità: "È un grande imprenditore di se stesso. Sapeva di poter contare su bellezza e fisico. E per mantenerli aveva l’obbligo di dormire un certo numero di ore e di nutrirsi in un certo modo. Prendeva la disciplina quasi come una malattia".
Insomma, un regime salutare che certo non prevedeva la minima sbandata. "Non l’ho mai visto sgarrare. Aveva un regime totalitario. Del resto, se sgarri, quell’addome non ce l’hai", spiega il preparatore atletico. "Specialmente se sei una montagna di uomo da un metro e novanta per cento chili. Quando fai sport ad alti livelli è praticamente obbligatorio prendere degli integratori. Gli atleti – dai calciatori in poi – sanno che sono indispensabili. Integratori, amminoacidi o proteine. Ma io non l’ho mai visto assumere niente. Davanti a me l’unica cosa che assumeva era acqua naturale. A temperatura ambiente".
Insomma, Novelli parla del divo turco come un uomo ultra disciplinato attento non solo al suo fisico, ma anche alla sua salute a 360 gradi e conclude dicendo che si sarebbe accorto di un eventuale uso di droga: "Si vede se non hai dormito. Fosse solo per il livello di concentrazione richiesto dalla disciplina. Le coreografie che imparava in studio da me, lui le riproponeva sul set perfettamente. Io posso solo dire che è stato bravo e professionale, preciso e attento. Non ha mai scordato un colpo, un movimento, un passo".
