Caldo record, l'allarme in Tv: "Sassi e sabbia dove c'era l'acqua". E Mario Giuliacci svela cosa ci attende
A Morning News martedì 11 agosto 2026 spazio al caldo record che continua da settimane in modo incessante, con conseguenze da non sottovalutare. Ecco cosa può accadere a breve

Siamo entrati nella settimana di Ferragosto, ma a pochi giorni da una giornata che per molti rappresenta il crocevia dell’estate è inevitabile osservare come quest’anno sia destinato a restare nella storia per il caldo record, che si registra in maniera ininterrotta ormai da settimane. I disagi sono notevoli, sopportare queste temperature è difficile un po’ per tutti, ben sapendo che la situazione non si attenua nemmeno nel corso della notte. Questo è stato quindi uno dei temi al centro della puntata di "Morning News" di martedì 11 agosto 2026.
Caldo record, Morning News puntata 11 agosto 2026: cosa è successo
Il caldo record che si registra ormai da settimane in tutta Italia appare difficile da sostenere un po’ per tutti, anche da parte di chi ha sempre adorato l’estate considerandola il periodo migliore dell’anno. Questo ha inevitabilmente degli effetti anche sull’ambiente che ci circonda, tutt’altro che positivi.
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Entra nel canale WhatsAppEmblematica è, ad esempio, la situazione del fiume Trebbia, uno degli affluenti del Po, che attraversa le province di Parma e Piacenza, come mostrato dall’inviato di "Morning News, che si trova sul posto: "Stiamo camminando in un punto dove fino a qualche settimana fa c’era l’acqua, ora solo sassi e sabbia. Il fiiume Trebbia nasce dall’Appennino Ligure, attraversa Piacenza, e noi siamo nel Piacentino nel punto in cui si immette nel fiume Po. La situazione è critica anche per gli affluenti, è ferma la centrale idroelettrica di Isola Serafini, che serve circa 160 mila famiglie. Lo stop è temporaneo, ma non si è potuto fare altrimenti a causa della portata del fiume Po".
Una situazione come questa non può essere sottovalutata perché genera conseguenze sul turismo, ma anche sull’agricoltura, come ha sottolineato l’agricoltore Umberto Gorra, presidente provinciale di Confagricoltura, in grado quindi di analizzare al meglio il quadro. "E’ un’annata particolarmente difficile per le temperature molto alte che persistono dalla primavera e continuano per tutta l’estate, oltre alla scarsità di pioggia. Questo ha messo in tensione le nostre aziende per la scarsità d’acqua e i costi che si devono apportare per l’energia e il gasolio, che è decisamente caro. Annate come queste evidenziano la mancanza di infrastrutture sul territorio per l’accumulo di acqua, bacini artificiali e dighe, in grado di accumulare l’acqua quando è in eccesso durante la stagione delle piogge, oltre a mitigare le piene dei torrenti".
Chi si aspetta un calo a breve deve però purtroppo mettersi il cuore in pace, è necessario infatti resistere ancora un po’. A evidenziarlo è stato il meteorologo Mario Giuliacci, in occasione del suo intervento nella trasmissione "Zona Bianca" andata in onda ieri sera.
"Ci sono due o tre perturbazioni deboli che raggiungono le Alpi, sfociano in parte sui Balcani, così da portare venti da Nord-Est sull’Alto Adriatico e venti di Maestrale sulla Sardegna e regioni nel basso Tirreno. La vera perturbazione, quella che rispedirà a casa l’anticiclone africano, arriverà intorno al 17 agosto, resterà qualche residuo di temperature intorno ai 32-33° solo sulle estreme regioni meridionali. Sul resto del Centro-Nord le temperature saranno intorno ai 30°, quindi il meglio di quello che possiamo sperare. Questo a mio giudizio dovrebbe durare fino alla fine di agosto. Il 31 agosto dal punto di vista climatico finisce l’estate, possiamo quindi dire che l’ultima parte dell’estate ci farà vivere in maniera più serena nelle reazioni psico-fisiche, visto che questo caldo record ci sta distruggendo".
Insomma, chi è stremato dovrà resistere ancora per qualche giorno, poi il peggio dovrebbe essere alle spalle.