Dopo Ferrari e Maserati, arriva il film più intimo su Bugatti: "La corsa è tra padre e figlio"
Il nuovo film di Camille Delamarre racconta Ettore Bugatti tra velocità, ambizione e tragedia familiare, mettendo al centro il rapporto tra padre e figlio

Camille Delamarre si prepara a portare sul grande schermo la storia di Ettore Bugatti, fondatore dell’omonimo marchio automobilistico, con Bugatti: The Final Race. Ma dietro il rumore dei motori e il mito della velocità, il nuovo progetto prodotto da Andrea Iervolino vuole raccontare soprattutto un uomo e il rapporto con il figlio, trasformando la storia di una delle più celebri case automobilistiche del mondo in un racconto familiare segnato dall’ambizione, dal dolore e dalla ricerca della perfezione. Il film, scritto da Andrea Iervolino insieme ad Alberto Ferrari a partire da un soggetto dello stesso Iervolino, sarà ambientato nella Parigi del 1947, negli ultimi mesi di vita di Ettore Bugatti. Un periodo in cui il fondatore del marchio deve confrontarsi con la perdita della propria fabbrica di Molsheim e con un passato che continua a tornare nel presente.
Bugatti, la velocità e il dolore dietro il mito automobilistico
Al centro della storia ci sarà dunque Ettore Bugatti, l’uomo che trasformò la progettazione automobilistica in una forma d’arte. La vicenda si svolge quando il costruttore, ormai negli ultimi mesi della sua vita, cerca di riconquistare Molsheim e il controllo del nome che ha costruito. Per Andrea Iervolino, il film rappresenta anche il punto di arrivo di un percorso dedicato alle grandi famiglie dell’automobilismo italiano, dopo Lamborghini: The Man Behind the Legend, Ferrari di Michael Mann e Maserati: The Brothers. Con Bugatti, però, il racconto assume una dimensione più personale e drammatica. "Bugatti è un’altra cosa: è arte applicata al motore, un uomo che disegnava le auto come altri scolpiscono, e che ha pagato quel sogno con la perdita del figlio", ha raccontato Iervolino, spiegando di aver portato questa storia con sé per anni prima di decidere di scriverla.
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Entra nel canale WhatsAppBugatti, la storia di una corsa tra un padre e un figlio
A dirigere il film sarà Camille Delamarre, regista e montatore con una lunga esperienza nel cinema d’azione. Prima di passare dietro la macchina da presa ha lavorato al montaggio di Transporter 3, Colombiana, Lockout e Taken 2, per poi dirigere Brick Mansions, The Transporter Refueled e Assassin Club. Il legame con Bugatti è anche personale: Delamarre è cresciuto vicino a Molsheim, luogo simbolo della storia del marchio, e nella sceneggiatura ha trovato il racconto che cercava: "Un film in cui le auto non sono scenografia, ma personaggi". Per questo la produzione utilizzerà automobili d’epoca vere e location autentiche, con l’obiettivo di restituire anche il suono e l’atmosfera delle vetture dell’epoca. Ma per il regista il vero centro della storia è il rapporto tra Ettore e suo figlio: "La corsa che mi interessa di più è quella tra un padre e un figlio: due uomini che inseguono la stessa perfezione da direzioni opposte, con molto meno tempo di quanto credano". Una corsa intima che appassionerà molto di più di quelle su strada.