Bruno Vespa intervista Ali Baraka di Hamas, scoppia la bufera social: "Allucinante", "Terrorista mai"

L’intervista del 27 novembre a Cinque Minuti, realizzata da Francesca De Candia con il capo di Hamas Ali Baraka, provoca un’ondata di polemiche

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Bruno Vespa intervista Ali Baraka di Hamas, scoppia la bufera social: "Allucinante", "Terrorista mai"
Ipa, Raiplay

La puntata di Cinque Minuti andata in onda il 27 novembre, nello spazio di access prime time che precede Affari Tuoi, ha scatenato una forte ondata di polemiche. A far discutere è stata l’intervista realizzata dalla giornalista Francesca De Candia a Ali Baraka, indicato da Bruno Vespa come "uno dei nuovi leader di Hamas". Il movimento palestinese, spiega lo stesso Vespa, non avrebbe più una guida unica ma una sorta di terna dirigenziale pensata per evitare che la leadership venga sistematicamente eliminata dai raid israeliani. La scelta di trasmettere l’intervista in una fascia così popolare ha immediatamente acceso il dibattito pubblico, con molti spettatori che accusano Vespa e la Rai di aver dato spazio televisivo a un rappresentante di un’organizzazione considerata terroristica da numerosi Paesi occidentali.

Cinque Minuti: da Vespa l’intervista ad Ali Baraka, capo di Hamas

L’incontro con Ali Baraka è avvenuto in Turchia, in una località tenuta riservata. De Candia racconta di essere stata accompagnata in auto, "scortata", in un ufficio che funge da vera e propria sede del movimento. Una volta arrivata sul posto, ha scoperto soltanto lì chi avrebbe intervistato, trovandosi davanti uno dei membri della nuova leadership collegiale di Hamas.

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Baraka ha spiegato che la scelta di un gruppo ristretto di leader, e non di un capo unico, è motivata dal rischio di eliminazione mirata da parte di Israele: "Ogni volta che veniva individuato un singolo leader, veniva ucciso", afferma. La prima domanda è sulla strage del 7 ottobre, con Ali Baraka che ribalta la prospettiva:

"La domanda è chi li ha uccisi. Ci sono 70mila palestinesi martirizzati in questa guerra, la maggior parte donne e bambini, uccisi dagli israeliani. La guerra con israele non è iniziata il 7 ottobre, l’occupazione esiste dal 1948, le uccisioni non si sono mai fermate. I responsabili sono gli occupanti sionisti e chi li sostiene"

Le esecuzioni e questione dei due Stati

Nel definire la struttura del movimento, Baraka distingue tra l’ala politica di Hamas, che si occupa dei rapporti con i Paesi arabi e stranieri, e l’ala militare attiva nei Territori, responsabile delle "operazioni contro le forze israeliane di occupazione". Alla domanda sulle esecuzioni pubbliche avvenute a Gaza dopo la tregua con Israele, Baraka dice: "Sono state compiute dalla polizia palestinese contro ladri, agenti dell occupazione israeliana e contro chi rubava aiuti e ha ucciso civili. La polizia li ha giustiziati per impartire agli altri una dura lezione".

Sulla prospettiva dei due Stati, il dirigente di Hamas accusa il governo israeliano di bloccare ogni possibilità negoziale: "Netanyahu ha detto più volte di non accettare uno Stati palestinese a ovest del fiume Giordano, è il governo israeliano che impedisce la soluzione dei due popoli in due Stati. I palestinesi hanno diritto ad avere uno Stato con Gerusalemme capitale." Riferendosi allo scenario internazionale, cita anche Donald Trump: "Non è una questione di fiducia. Tutti sanno che èl’unico che può influenzare Israele. Netanyahu ha accettato l’accordo per terminare questa guerra perché c’è stata la pressione dell’America".

Le polemiche social: indignazione e accuse alla Rai

La messa in onda dell’intervista ha immediatamente acceso le reazioni social, trasformando X e Facebook in un lungo sfogo collettivo. Molti utenti hanno espresso sconcerto. "Non l’ho visto, ma trovo semplicemente vergognoso che sia stato invitato in tv un terrorista di Hamas!", ha scritto un utente. C’è chi ha raccontato di aver schivato la puntata per puro caso, commentando: "L’unica sera in cui non l’ho visto… meno male, ho risparmiato un travaso di bile".

In altri interventi è emersa soprattutto la critica alla cornice televisiva scelta da Vespa. Un utente ha scritto ironicamente: "Belli i cinque minuti di Bruno Vespa in cui un autorevole fonte, un leader di Hamas (ossia un terrorista), ci ha spiegato serenamente gli ultimi due anni", aggiungendo che in trasmissione "lo hanno definito politico. Membro di Hamas. Terrorista mai". C’è anche chi si è detto turbato dal semplice ascolto delle sue parole: "Allucinante sentire le parole uscite dalla bocca di questa persona".


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