La malattia di Bruce Willis peggiora, il gesto estremo della famiglia: ecco qual è il motivo

La famiglia Willis affronta con coraggio la malattia di Bruce: la moglie e le figlie spiegano la decisione emotiva e scientifica di donare il suo cervello.

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

Era il 2022 (ben tre anni fa) quando a Bruce Willis è stata diagnosticata la demenza frontotemporale, una malattia neurodegenerativa che ha colpito l’attore, in particolare la personalità, il linguaggio e il comportamento, portandolo (purtroppo) a ritirarsi dal cinema. Sua moglie, Emma Heming-Willis, e le cinque figlie hanno affrontato con lui un percorso difficile, imparando nuove modalità di comunicazione. Emma ha più volte sottolineato quanto sia fondamentale affrontare la situazione con amore e pazienza. Inoltre, di recente, la famiglia della star avrebbe preso una decisione importante e che farà molto discutere. Vediamo tutti i dettagli.

Bruce Willis malattia: l’annuncio choc della moglie Emma Heming-Willis

Da tre anni, ormai, la famiglia Willis affronta la sfida della demenza frontotemporale che ha colpito Bruce Willis. Emma Heming-Willis e le figlie hanno raccontato, tramite media e social, come stanno vivendo questa esperienza e quali scelte stanno compiendo per prepararsi ai momenti più difficili. Emma ha spiegato che stanno organizzando in anticipo diverse fasi del commiato, per potersi poi concentrare sul sostegno reciproco, e sta guidando con attenzione le due figlie più giovani, Mabel ed Evelyn, aiutandole a capire i cambiamenti legati alla salute del padre. La moglie dell’attore ha inoltre confermato la decisione di donare il cervello di Bruce alla ricerca scientifica, affermando: "Questa decisione è emotivamente difficile, ma scientificamente necessaria per comprendere la demenza frontotemporale".

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Anche Rumer Willis ha parlato apertamente della situazione su Instagram, spiegando: "Chiunque soffra di DFT non se la passa benissimo. Ma lui se la cava bene, considerando che soffre di demenza frontotemporale, capisci cosa intendo." In un successivo post ha aggiunto: "Sono così felice e grata di poter ancora andare ad abbracciarlo. Che mi riconosca o no, lui può sentire l’amore che gli ho dato e io posso sentirlo a mia volta".

Perché la famiglia di Bruce Willis vuole donare il suo cervello dopo la morte dell’attore

Quella che per molti potrebbe essere una scelta ‘avventata’ o ‘inconcepibile’, per altri potrebbe apparire un gesto altruista. Si sa, la ricerca scientifica fa enormi progressi e necessita anche di esempi pubblici per crescere. Quando una personalità così conosciuta compie un atto simile, l’eco mediatico può trasformarsi in consapevolezza collettiva. Il gesto di Willis, infatti, potrebbe incoraggiare altri a informarsi, a contribuire o a sostenere enti e associazioni impegnate nella ricerca medica. Scelte come questa aiutano a sfatare il tabù che spesso circonda le malattie neurodegenerative. Discutere apertamente di FTD e della donazione di organi per la scienza significa integrare la ricerca nella vita quotidiana, normalizzandola come parte del cammino umano nella lotta contro la malattia.

Bruce Willis malattia: cos’è la demenza frontotemporale

La straordinaria carriera di Bruce Willis si è interrotta a causa di problemi cognitivi: in un primo momento si parlava di afasia, ma poi, di recente, la diagnosi è stata più chiara: si tratta di demenza frontotemporale, una malattia che colpisce linguaggio, personalità ed emozioni più che la memoria. Nello specifico, la demenza frontotemporale è una demenza primaria che non deriva da altre malattie ((a differenza, per esempio, della demenza vascolare causata da ictus) e comprende diverse forme clinico-patologiche, con sintomi cognitivi e neuropsichiatrici comuni, ma ciascuna con caratteristiche specifiche.


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