Boy George nella bufera, rimossa la canzone pro-Israele dalla piattaforma Bandcamp. Ma la vera ‘colpa’ sarebbe dell’AI
Il cantautore britannico ha protestato in modo 'colorito' per la rimozione del suo brano a favore delle vittime del 7 ottobre. I motivi però non sarebbero politici.

"We Will Dance Again", canzone di Boy George in sostengo di Israele, è stata rimossa dalla piattaforma Bandcamp. Un fulmine a ciel sereno, per l’artista britannico che aveva partecipato a Eurovision 2026 in coppia con Senhit. Eppure il motivo della scelta non sarebbe politico, come spiegato da Fanpage, ma legato al possibile utilizzo di intelligenza artificiale nel brano. Un’eventualità che viene condannata dalla piattaforma, ma che non ha impedito all’artista inglese di scagliarsi con parole molto forti contro questa scelta. Ecco in dettaglio che cosa è successo.
Boy George, la canzone pro-Israele censurata per colpa dell’AI
La canzone di Boy George "We Will Dance Again" è uscita lo scorso 28 luglio, scatenando subito polemiche, e riprende nel titolo lo lo slogan di speranza nato dopo l’attacco di Hamas al Nova Festival. In quell’occasione – era il fatidico 7 ottobre 2023 – le milizie sostenute dall’Iran uccisero 378 persone, portando all’invasione della Striscia di Gaza e a una reazione sproporzionata da parte del governo di Netanyahu. Così il cantante britannico ha omaggiato la resilienza israeliana, vedendosi però rimuovere il brano dalla piattaforma musicale Bandcamp, spazio che permette agli artisti di caricare e vendere musica direttamente ai fan.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppVenuto a conoscenza del blocco, Boy George avrebbe definito i responsabili un "branco di stron*i", invitando poi, in un video postato online, chi possedeva ancora copie del brano a condividerle sul web. L’artista avrebbe inoltre accusato la piattaforma di aver trattenuto i profitti derivanti dalla vendita, auspicando di riavere i soldi che gli spettano. In tutto ciò, però, la rabbia della voce storica dei Culture Club sembra aver ignorato il vero motivo della rimozione. Non politico, anti-Israele, ma legato a un presunto utilizzo dell’AI nella creazione del pezzo.
La replica della piattaforma a Boy George e i sospetti sull’uso dell’AI
Come riporta ancora Fanpage, la stessa Bandcamp avrebbe spiegato in una dichiarazione a NME News che la rimozione di "We Will Dance Again" non sarebbe dovuta alla sua natura politica, bensì al modo in cui è stato creato. "Il brano", hanno aggiunto, "è stato rimosso in base alla violazione delle nostre Norme di utilizzo accettabile e moderazione, che, nello specifico per quanto riguarda questo caso, vietano la musica e l’audio che siano interamente o in parte sostanzialmente creati, composti o generati dall’intelligenza artificiale. Qualsiasi brano che rispetti le nostre Norme di utilizzo accettabile e moderazione è sempre benvenuto su Bandcamp".
Secondo Bandcamp, dunque, il brano sarebbe stato creato interamente o in parte con l’AI, cosa che viene espressamente vietata dalla piattaforma. Così come sono vietati per regolamento strumenti AI che impersonino altri artisti, e vengono perciò inviati gli utenti a segnalare eventuali utilizzi scorretti in tal senso.
La difesa di Boy George dalla accuse sul brano
Sulle accuse di utilizzo di AI, Boy George non si sarebbe ancora espresso. Pur approfittandone per replicare a chi, poco dopo l’uscita del brano, lo aveva additato come negazionista del genocidio a Gaza. "L’affermazione secondo cui non provo compassione per i palestinesi", ha detto l’artista, stando a quanto riportato da NME, "è tanto falsa quanto assurda. Sono profondamente addolorato per la perdita di vite innocenti da entrambe le parti di questa guerra e chiedo la pace…Ho letto articoli di stampa in cui vengo definito un ‘negazionista del genocidio’, eppure a chi nega la sofferenza degli israeliani viene data carta bianca. La mia canzone è a favore della pace e parla delle emozioni che ho provato dopo aver visitato la mostra Nova e aver parlato con Michael e Lisa Marlowe, a cui è stato portato via il figlio Jake. Ucciso mentre cercava di aiutare gli altri".