Checco Zalone inafferrabile al box office, ma i numeri del cinema in Italia svelano un'altra realtà: il duro confronto
Gli italiani stanno davvero tornando al cinema? Sì e no, il discorso è un po' più complesso di come sembra: analizziamolo insieme

Gennaio volge al termine e porta con sé il record degli oltre 70 milioni (quota 73, al momento in cui stiamo scrivendo) per Buen Camino di Checco Zalone. Un risultato incredibile ma non sorprendente, visto che il comico pugliese ha sempre sbancato al botteghino con ogni sua pellicola, per quanto Tolo Tolo non sia stato recepito benissimo, soprattutto dalla critica. Ciò che tuttavia porta in dote è il merito, assieme ad altri grandi pellicole uscite nelle ultime settimane, di avere apparentemente rivitalizzato un settore, quello del cinema italiano, che ha segnato in questo gennaio 2026 un incremento di un terzo rispetto allo stesso periodo nel 2025. Ben due terzi, circa il 63%, se guardiamo al 2024. Analizziamo assieme il box office di gennaio 2026 rispetto a quello del 2025, provando a capire lo stato del cinema e dei cinema in Italia.
Box Office 2025 vs 2026: Checco Zalone trascina il cinema italiano
È innegabile come i 73 milioni incassati da Buen Camino di Checco Zalone dalla sua uscita, lo scorso 25 dicembre, abbiano assunto i connotati dell’ossigeno puro per il cinema e per le sale cinematografiche italiane. In totale, al 25 gennaio 2026 le sale in Italia hanno incassato quasi 80 milioni di euro totali, segnando un +29% rispetto al gennaio 2025. Guardando al 2024 il risultato è ancora migliore: +63%. Le presenze sono 10.038.844, +21% rispetto al 2025 e +47% rispetto al 2024. Insomma, si respira un’aria di maggior fiducia, ma è ancora presto per trarre conclusioni definitive, sebbene i numeri di gennaio siano superiori a quelli del 2019, ovvero a prima della Pandemia.
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Entra nel canale WhatsAppOvviamente in prima posizione per quanto riguarda gli incassi delle singole pellicole, come detto, troviamo Checco Zalone e il suo Buen Camino. Nella sola settimana tra il 22 e il 25 gennaio ha incassato ben 2.202.373 euro. Oltre 9 milioni di presenze dal 25 dicembre al 25 gennaio.
Paolo Sorrentino in seconda posizione per la settimana 22-25 gennaio al cinema
La Grazia, film di e con Paolo Sorrentino, si piazza in seconda posizione per la settimana che va dal 22 al 25 gennaio, incamerando 1.669.913 euro. Il calo rispetto alla prima settimana (è uscito lo scorso 15 gennaio) è stato solo del 30%, merito quasi certamente del passaparola e altro sintomo di come il pubblico stia progressivamente tornando al cinema. Quasi 5 milioni di incasso totale al 25 gennaio, raggiungendo e superando Il Divo, fermo a quota 4.556.240 euro. Nel mirino un altro film del regista napoletano, ovvero Parthenope, che guadagnato 7.643.861 euro.
Debutto in terza posizione per Marty Supreme. Il film con Timothée Chalamet, premiato ai Golden Globe e in corsa agli Oscar, ha esordito con 1.588.185 euro, migliorando il precedente record di A complete unknown, che aveva esordito con 1.339.744 euro per un totale di 4.159.771 euro. Buonissimi numeri anche per 2 cuori e 2 capanne di Massimiliano Bruno e Prendiamoci una pausa di Cristian Marazziti. Il primo, con Edoardo Leo e Claudia Pandolfi, ha debuttato con 923.378 euro, superando l’esordio di un’altra pellicola del regista, I peggiori giorni, fermo a 707.862 euro. Il secondo ha incassato dal 15 al 25 gennaio circa 1 milione e mezzo di euro, record per il regista.
Ma è davvero tutto oro quel che luccica?
Non proprio. Perchè è vero che gli incassi totali del 2025 sono quasi gli stessi del 2024 (con un minuscolo +0,5% a favore dell’anno appena passato), ma le presenze totali hanno segnato un -2%. Se guardiamo al 2023, il dato è ancora più impietoso: +0,2% negli incassi con un -3,2% di presenze. In soldoni: i biglietti costano immensamente di più anche solo rispetto al periodo pre Covid. Sempre guardando a Buen Camino, un posto centralissimo è costato anche più di 12 euro durante le feste natalizie.
Per comprendere l’incidenza dell’aumento del prezzo dei biglietti basta incrociare i parametri incassi/spettatore dello stesso Zalone che con Quo Vado?. Nel 2016 la pellicola ha registrato 65.365.767 euro per quasi 10 milioni di spettatori. Si tratta del terzo maggiore incasso nella storia del cinema in Italia ma "solo" il 43° come numero di spettatori. Buen Camino ha incassato circa 10 milioni di euro in più, ma con quasi 2 milioni in meno di presenze. Insomma, a voler essere a tutti i costi pessimisti, Checco sta probabilmente facendo un campionato a sé e difficilmente può essere considerato la vera cartina di tornasole del ritorno degli italiani al cinema.
Una nuova normalità
Anzi, è molto facile supporre che il pubblico presente nei cinema prima della Pandemia non tornerà mai più. Il box office globale 2025, stimato da Gower Street, è di 33,55 miliardi di dollari, -16% sotto la media 2017-2019. La società di analisi descrive la situazione attuale come di "transizione persistente". Tradotto: dopo gli shock eccezionali (pandemia e sciopero a Hollywood), il "vecchio" pubblico dei cinema non è comunque più ritornato.
Ciò è in gran parte legato alle nuove abitudini di consumo, come la sempre maggiore presenza nel panorama dei vari servizi di streaming. Chi paga magari due o tre abbonamenti, tra Netflix, Prime Video e Disney Plus, difficilmente va al cinema, e se lo fa è solo per quei grandi eventi che mobiliterebbero le masse in qualsiasi condizione (leggasi Avatar o Checco Zalone). Se i cinema vogliono ricostruire un pubblico fidelizzato, devono puntare sui giovani, con un rifacimento quasi totale della visione passata del modello cinema. Sempre secondo Gower Street, il 2026 si assesterà su un modello in linea con l’anno appena passato: 35 miliardi di dollari globali (+5%) e 9,9 miliardi di dollari per il Nord America (+11%), spinti soprattutto dal ritorno di un calendario più ricco di titoli hollywoodiani (da Toy Story 5 a The Odyssey a Spider-Man: Brand New Day ). Ma se il mercato continuerà a picchi, sanciti dalle feste, dal ritorno dei grandi franchise o dalla presenza di pellicole particolarmente spettacolari (in IMAX e simili), sarà impossibile costruire una base consolidata di spettatori divisa equamente lungo l’arco dell’anno.
