Boris Becker a Verissimo, dal carcere alla battuta su Laila Hasanovic: “Io e Sinner ci somigliamo”

Becker si racconta a Verissimo: dal carcere alla rinascita, fino al paragone scherzoso con Sinner, il suo “erede” dai capelli rossi.

Libero Magazine

Libero Magazine

Redazione

Libero Magazine è il canale del portale Libero.it dedicato al mondo della televisione, dello spettacolo e del gossip.

Verissimo Becker Sinner
Mediaset Infinity

Ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, Boris Becker ripercorre il proprio percorso personale e sportivo, alternando ironia e introspezione. L’ex numero uno tedesco parla del passato, delle cadute e della rinascita dopo il periodo in carcere, sottolineando come il tennis gli abbia permesso di ritrovare un’identità: "Oggi lavoro come commentatore. Devo ringraziare la comunità del tennis: dopo il carcere mi ha accolto".

Boris Becker a Verissimo, la battuta su Sinner e le donne bellissime

Quando Silvia Toffanin gli chiede chi possa considerarsi il suo "erede", Becker non ha dubbi: Jannik Sinner. Con un sorriso, il campione tedesco sottolinea alcune somiglianze che, nella sua visione, avvicinano lui e il tennista di San Potito: "Ci sono molte somiglianze tra me e Jannik Sinner. Per cominciare i capelli rossi e la pelle molto chiara". Poi aggiunge il commento più scherzoso e diventato subito virale sul web italiano, facendo riferimento a Laila Hasanovic, la nuova fidanzata di Jannil

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

E ho notato che anche a lui piacciono le donne bellissime.

La rinascita personale e il racconto del carcere

Nel 2022 Becker è stato condannato nel Regno Unito a 2 anni e mezzo di prigione per reati legati alla sua bancarotta personale del 2017.
Il tribunale lo ha ritenuto colpevole di aver nascosto beni, fondi e conti bancari ai curatori fallimentari, di aver trasferito denaro a terzi per sottrarlo al patrimonio sequestrabile e di non aver dichiarato alcuni asset rilevanti. Ha scontato circa 8 mesi in prigione, prima di essere rilasciato ed espulso dal Regno Unito. Becker racconta quel periodo come un’esperienza devastante a causa della perdita d’identità e della paura quotidiana:
"In carcere ti trovi completamente senza controllo. Non ero più Boris Becker, ero un numero di serie". Racconta la solitudine della prima notte, i rumori, le urla, il terrore della doccia, e quei momenti in cui ha temuto perfino per la propria vita. "È stato difficile l’impatto con il mondo del carcere. Sei senza controllo, per fortuna alcuni non sapevano chi fossi. La prima notte è stata terribile, c’erano urla infinite. Alla fine ci si abitua". Durante i 200 giorni trascorsi in prigione, svela di aver vissuto due momenti davvero difficilissimi: "Sono stato aiutato da una guardia prima che mi accadesse qualcosa di veramente brutto. Poi, un’altra volta sono stato minacciato, ho vissuto momenti terribili".

Lilian, il ritorno alla vita e la famiglia che cresce

Accanto a lui c’è la moglie Lilian de Carvalho Monteiro, in attesa del loro bambino. La donna entra nello studio di Verissimo rradiosa e racconta di come abbia scelto di restargli vicino: un gesto istintivo, dice, maturato ben prima dei guai giudiziari. Becker parla della nuova paternità come di un dono prezioso: un nuovo inizio. Pur senza allenare più Djokovic, Becker ricorda quegli anni con affetto e rivendica il legame profondo con il circuito. Continua a frequentare giocatori di alto livello, a osservare le nuove generazioni e, non a caso, a riconoscere in Sinner una scintilla che gli appartiene.


Potrebbe interessarti anche