Blake Lively, nuove accuse contro Baldoni: retroscena inquietanti e spunta il nome di Taylor Swift

Blake Lively contro Justin Baldoni, emergono carte inquietanti: insulti, pressioni e retroscena sul set di It Ends With Us, alla vigilia dell’udienza chiave.

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

Ormai è un dato di fatto ed è inutile da negare. La faida tra Blake Lively e Justin Baldoni ha acceso i riflettori sul mondo del cinema, trasformandosi in uno scontro legale e mediatico. Tutto è iniziato sul set di It Ends With Us, tratto dal bestseller di Colleen Hoover. Lively ha accusato Baldoni di molestie sessuali e di aver creato un ambiente lavorativo tossico, mentre lui nega e parla di campagna diffamatoria, coinvolgendo anche Ryan Reynolds e Taylor Swift. Da quel momento è stato un susseguirsi di accuse, denunce e speculazioni. Tuttavia, a pochi giorni da un’udienza che potrebbe cambiare le cose, l’attrice è tornata nuovamente all’attacco di Baldoni con retroscena inquietanti. Vediamo tutti i dettagli.

Le nuove accuse di Blake Lively contro Justin Baldoni: spunta anche Taylor Swift

Sarebbero spuntate nuove rivelazioni sul caso giudiziario Blake Lively-Justin Baldoni. L’attrice Jenny Slate avrebbe definito la realizzazione del film It Ends With Us "una ripresa davvero disgustosa e inquietante" in un testo del 2023 emerso oggi tra documenti appena desecretati. Questo intervento arriva a due giorni da un’udienza chiave nell’ambito della causa per molestie sessuali e ritorsioni intentata da Blake Lively contro Justin Baldoni e i produttori del film distribuito da Sony, una vicenda in corso da oltre un anno. Oltre alle aspre accuse di Lively a Baldoni, definito "maiale rabbioso" e "idiota", i documenti (che includono missive, deposizioni e trascrizioni) offrirebbero numerosi dettagli inediti. Tra i contributori ci sono Lively stessa, Slate, l’autrice di IEWU Colleen Hoover, la sceneggiatrice Christy Hall, la regista Claire Ayoub (Empire Waist), l’attrice Isabela Ferrer, l’ex conduttrice del podcast Man Enough Liz Plank, alcuni addetti stampa e cameo di Taylor Swift, Hugh Jackman e Ryan Reynolds. Nei messaggi, Swift avrebbe definito Baldoni una "stronza" in uno scambio del 2024, mentre Slate lo avrebbe descritto come "il più grande pagliaccio e il più intenso narcisista".

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

I documenti confermerebbero le accuse di Lively secondo cui Baldoni e il CEO di Wayfarer, Jamey Heath, avrebbero tentato di denigrarla dopo che aveva sollevato preoccupazioni sulla condotta inappropriata sul set. La denuncia di Lively, resa pubblica il 20 dicembre 2024 al Dipartimento per i Diritti Civili della California, sostiene che Baldoni l’avrebbe molestata ripetutamente e che avrebbe scatenato contro di lei una campagna diffamatoria online. Il processo, se non si raggiungerà un accordo nei colloqui di conciliazione del prossimo mese, è previsto per maggio. Lively chiede circa 500 milioni di dollari di risarcimento per danni alla reputazione, alla famiglia e alle attività, mentre la controquerela da 400 milioni di Baldoni è stata respinta l’anno scorso.

Il ruolo di Sony Pictures nel processo

Un aspetto chiarito nei documenti riguarderebbe il ruolo di Sony Pictures: Lively avrebbe supervisionato il montaggio finale del film, principalmente quello distribuito ad agosto 2024, contrariamente alla narrativa di Baldoni e Wayfarer secondo cui il montaggio era "dirottato". Lively afferma che, su suggerimento e con il supporto della Sony, avrebbe creato un montaggio separato coinvolgendo l’autrice, altri registi e colleghi fidati, tra cui Swift e Reynolds. Il vicepresidente della produzione Andrea Giannetti aveva definito Lively una "fottuta terrorista" per le sue minacce di abbandonare il progetto, ma l’attrice spiega che il suo coinvolgimento era motivato dalle preoccupazioni sul prodotto finale e dalle pressioni per rispettare la data di uscita, non dal desiderio di "controllo".

Ancora nessuna risposta dai legali di Baldoni

A meno di 48 ore dall’udienza di New York sul giudizio sommario, i legali di Lively hanno presentato documenti piuttosto forti per la causa. "I documenti recentemente desecretati mostrano chiaramente la reazione costante di numerose donne, membri del cast, della troupe e dirigenti lavorando con Justin Baldoni", ha dichiarato l’avvocato Sigrid McCawley. I rappresentanti di Baldoni, Wayfarer e dei coimputati non hanno rilasciato dichiarazioni sui documenti depositati martedì.


Potrebbe interessarti anche