Bimba morta a Bordighera, voci di violenze in carcere. Il dolore di Matano: "Faccio molta fatica". L'ira di Bruzzone contro la mamma di Iannuzzi
Vita in Diretta ha parlato della bimba morta a Bordighera mercoledì 10 giugno 2026, Alberto Matano non ha nascosto il suo dolore, Bruzzone non ha fatto sconti a nessuno

"Vita in Diretta" nella puntata di mercoledì 10 giugno 2026 è tornata a parlare di una vicenda che ha certamente addolorato l’opinione pubblica, la morte di Beatrice, la bimba di soli due anni scomparsa a Bordighera, secondo l’accusa della Procura, a causa delle violenze ad opera della mamma e del compagno di lei.
Bimba morta a Bordighera, Vita in Diretta puntata 10 giugno 2026: cosa è successo
Ad annunciare quanto emerso nelle ultime ore è Alberto Matano: "Manuela Aiello potrà partecipare al funerale della figlia, pur essendo accusata insieme al compagno, Emanuel Iannuzzi di avere provocato la morte della figlia, Beatrice a soli due anni, a causa delle numerose violenze ai danni della bimba. Dal carcere dice: ‘Voglio dire addio alla mia bambina’, mentre ci sono voci che parlano di aggressioni ai suoi danni in carcere. Si dice che una detenuta le abbia lanciato addosso una caffettiera, cosa però smentita dai suoi legali, che parlano solo di un suo problema durante il sonno". Secondo l’indiscrezione, una compagna di cella le avrebbe rotto i denti con l’impatto, mentre secondo i suoi legali avrebbe ingoiato la protesi dentaria mentre dormiva, per questo ora sarebbe senza denti
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Entra nel canale WhatsAppLa zia Sonia, sorella del papà biologico (lui è attualmente in carcere per altri reati) ha compato un vestitino bianco da far indossare a Beatrice in occasione del funerale, non c’è ancora una data per le esequie, in attesa di ulteriori accertamenti sul DNA ritrovato sul corpo della bambina. La funzione si svolgerà probabilmente al cimitero a porte chiuse, in questa occasione la Aiello si troverò a faccia a faccia con il papà, la famiglia aveva espresso la volontà di far cremare la piccola per farla riposare accanto a nonna Concetta, scomparsa da poco, ma si è poi optato per la sepoltura. Si sta inoltre valutando se far partecipare al funerale le due sorelle più grandi, di 7 e 9 anni, decisione che sarà però presa dagli assistenti sociali. Le due bambine hanno un ruolo cruciale, sono state loro a essere testimoni delle violenze subite dalla bimba, a scattare foto come prova.
L’inviata Caterina Varvello ha intervistato la mamma di Manuel Iannuzzi, che ha finora respinto ogni accusa nei suoi confronti, a difenderlo è anche la donna: "Credo all’innocenza di mio figlio, questa realtà per me non esiste, ho dato la vita a mio figlio, ho fatto tutto quello che le mamme fanno ai propri figli. Lui ha aperto il cuore, questa donna era da sola con queste tre bambine, aveva bisogno di aiuto. Ho capito che Manuela non ce la facesse più a fare la mamma, non era stabile, è una donna che è partita, è partita di testa. Io avevo chiesto spiegazioni dei lividi, mi ha detto che Beatrice continuava a cadere, era caduta in cucina e aveva picchiato la testa, aveva picchiato con la faccia contro l’altalena, è sconvolgente. Non riesco neanche a entrare dentro in questa storia, e non ci voglio entrare, assolutamente. Sì, credo all’innocenza di Manuel. Non puoi lasciare una responsabilità del genere a due bambine scosse dalla vita. Lui ha sbagliato, mi potevano chiamare, lasciarlo in carcere non esiste perché credo all’innocenza di mio figlio e vorrei che mio figlio uscisse da là"
Alberto Matano non riesce a nascondere lo sgomento per questa terribile vicenda: "Vi devo confessare che faccio molta fatica a vedere le immagini di questa bambina, a vedere questo amore di bimba che sorride e immaginare quello che le è accaduto".
Roberta Bruzzone ci tiene a dire la sua sulla vicenda: Trovo inconcepibile che con tutto quello che è emerso, documentato, alla base di una misura cautelare che, assicuro, non èfacile prendere in casi di questo tipo (la Procura ci ha lavorato a lungo prima di emetterla) una madre di un soggetto indagato per uno dei crimini più esecrabili, più abominevoli che un essere umano possa pensare di fare, ancora oggi si ostina a dire che il figlio sia innocente. Signora, cerchiamo di fare i conti con la realtà, si documenti meglio, che suo figlio sia innocente è molto molto improbabile, cortesemente almeno taccia, considerato quello di cui stiamo parlando, uno strazio su una bambina di due anni. Almeno faccia la cortesia a tutti di tacere. Lui è indifendibile".
Matano fa una precisazione, pur concordando con la criminologa: "Stiamo parlando di una persona indagata e non condannata, quello che abbiamo raccontato va oltre ogni incubo ai danni di una bambina di due anni. Le parole di Roberta sono anche le nostre, anche se la mamma difende il figlio, come spesso accade".
