Bimba morta a Bordighera, la nuova scoperta sulle foto delle violenze cambia tutto. "La prova regina viene meno". Il ruolo della sorella maggiore

Storie Italiane ha dedicato un breve spazio alla bimba morta a Bordighera a soli due anni, emerge una novità importante che cambia lo scenario pensato fino ad ora

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Manuel Iannuzzi
IPA

"Storie Italiane" è in onda anche martedì 9 giugno 2026 con uno spazio dedicato a una vicenda di cronaca che sta certamente indignando non poco l’opinione pubblica, quella di Beatrice, la bimba di due anni morta a Bordighera, secondo la Procura che indaga determinanti sarebbero state le violenze subite dalla mamma e dal suo compagno.

Bimba morta a Bordighera, Storie Italiane puntata 9 giugno 2026: cosa è successo

A fare il punto della situazione sulla terribile storia di Beatrice, che ha inevitabilmente smosso coscienze e cuore di tutti è l’inviato Alessandro Politi, che dà una notizia davvero inaspettata.

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"Abbiamo una novità clamorosa, incredibile. Le famose fotografie terrificanti della piccola Beatrice che la ritraggono con occhi pesti e lividi in tutto il corpicino attribuite a Iannuzzi, attualmente detenuto a Ivrea e compagno della mamma, non le avrebbe scattate lui. Le immagini erano presenti nel telefono in uso alle altre due bambine e intestato alla mamma. Questo inevitabilmente cambia lo scenario e il modo in cui il fatto debba essere letto. Non si parla più di un uomo che ha scattato le foto, pur essendo indagato dalla Procura, che gli ha contestato diversi elementi grazie anche alla testimonianza delle bambine in merito alle presunte violenze e ai messaggi Whatsapp violenti nei confronti delle bimbe. La prova regina, legata all’archivio presente nel telefono, viene meno, le foto non solo non erano nel suo telefono, ma non sono state nemmeno scattate da lui".

Eleonora Daniele osserva: "Questo conferma come la sorella maggiore di Beatrice abbia portato le prove di quello che stava succedendo alla sua sorellina scattando quelle foto".

I parenti più stretti delle due sorelle maggiori di Beatrice, rispettivamente di nove e sette anni, non hanno però intenzione di stare a guardare, ma anzi si stanno muovendo in maniera concreta. Il padre di Beatrice, Maurizio R., attualmente in carcere ma per reati non legati alla famiglia, ha già avviato le pratiche per poter dare il suo cognome all’unica bimba che non lo aveva. Quando la piccola è nata, infatti, lui era già detenuto, per questo la mamma aveva deciso di darle il suo cognome. A confermarlo è stato l’inviato Fabio Scaffidi Fonti a Fanpage.it: "Sono stato in carcere da Maurizio Rao e vorrebbe darle il suo cognome. È una possibilità che stiamo valutando".

Ad agire in questi giorni è anche la zia paterna, Sonia, ha presentato un’istanza ufficiale per ottenere l’affidamento delle altre due nipotine, ora protette in una struttura sicura. Sin da subito lei aveva manifestato questa intenzione, sottolineando fosse importante preservare al meglio chi è ancora in vita: "Ho presentato istanza per ottenere l’affidamento. Mi sono già messa a sistemare la casa. Sto preparando quella che potrebbe diventare la loro stanza, un luogo accogliente dove poter ricominciare, con intorno il calore di una famiglia" – ha detto in un’intervista al quotidiano ‘La Stampa’.


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