Bimba morta a Bordighera, la sorella maggiore aveva provato a salvarla. Scoperta choc sulle foto delle violenze: "Totale mancanza di empatia"
Storie Italiane mercoledì 10 giugno 2026 ha dedicato uno spazio a Beatrice, la bimba morta a Bordighera. Focus sulla sorella e sui due indagati

Nella puntata di mercoledì 10 giugno 2026 "Storie Italiane" ha voluto dedicare uno spazio anche alla terribile storia di Beatrice, la bimba morta a Bordighera a soli due anni lo scorso febbraio, secondo la Procura a causa delle violenze ai suoi danni da parte della mamma e del compagno di lei, Emanuel Iannuzzi, entrambi ora in carcere.
Bimba morta a Bordighera, Storie Italiane puntata 10 giugno 2026: cosa è successo
Eleonora Daniele parte facendo riferimento a quanto detto nella puntata di ieri, in riferimento alle immagini delle violenze subite dalla bimba, che erano nel cellulare che la sorella maggiore usava per comunicare con la mamma, non in quello di Emanuel Iannuzzi, come invece si pensava inizialmente. Una dimostrazione di come evidentemente la bambina, di soli nove anni, avesse fatto il possibile per denunciare quanto accadesse e provare a salvare la sorellina.
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Entra nel canale WhatsAppA fare il punto della situazione è l’inviato Alessandro Politi: "Non solo non sarebbe stato Iannuzzi a fare le fotografie, ma nemmeno il suo telefono. Questa informazione è rimbalzata su tutti i giornali per diversi giorni facendo passare l’uomo come una persona che collezionasse queste immagini della povera Beatrice, e invece la situazione era diversa. Gli scatti erano nel telefono in uso alle due sorelle maggiori, intestato alla mamma, la signora Aiello. La donna nei prossimi giorni parteciperà ai funerali della piccola, la cui data non è stata ancora fissata, ma ha ricevuto il nulla osta per farlo, come confermato dal suo avvocato. Un discorso analogo anche per il padre biologico, il signor Rao, detenuto ora per altri motivi da diversi mesi, per questo motivo per un motivo di sicurezza la Prefettura sta valutando se far svolgere la cerimonia in forma privata, c’è il rischio di un possibile linciaggio nei confronti della mamma. Abbiamo parlato ieri a lungo con la sorella del signor Rao, la zia delle bimbe, che si è detta distrutta per quanto subito dalla povera Beatrice e si è detta disponibile da subito ad accogliere a casa le due sorelline maggiori, ora senza famiglia e in una struttura protetta".
Eleonora Daniele commenta l’accaduto, che non può che colpirla essendo lei stessa mamma: "Una storia straziante, lui nega, dice di non avere fatto nulla".
Armando Palmegiani, conosciuto attualmente per essere uno dei consulenti della difesa di Andrea Sempio per il caso Garlasco, commenta: "Adesso ci sarà lo scarico delle responsabilità già subito con la piccola Matilda di Venezia, si ripete una situazione particolare (anche lei morta a causa delle violenze in casa anni fa, ndr)". Gianluca Zanella ha un’idea parzialmente diversa: "Questa volta pesa la testimonianza della bambina più grande, che racconta le azioni di Iannuzzi negli ultimi momenti di vita di Beatrice. E’ giusto dire correttamente che quelle foto non siano state scattate da lui, ma le azioni di cui si è macchiato sono comunque pesantissime". Palmegiani completa il suo intervento: "Vedo uno scarico di responsabilità, ma alla fine un concorso".
L’avvocato di Iannuzzi sta comunque provando a sminuire l’impianto accusatorio nei suoi confronti: "Come correttamente evidenziato dal servizio del giornalista Politi, le foto, il video richiamati nell’ordinanza applicativa della misura cautelare sono stati rinvenuti non nel suo cellulare, ma in quelli riferibili alla Iannello, di cui uno era nell’utilizzo delle minori. Pertanto, non corrisponde al vero quanto circolato dagli organi di informazione, secondo cui Iannuzzi deteneva una sorta di ‘galleria degli orrori’ e che avesse effettuato lui personalmente video e foto. Secondo quanto emerso dagli atti processuali, risulta che queste foto venivano rinvenute nel cellulare delle minori, quindi fatte dalle stesse".
Eleonora Daniele chiede all’inviato se ci siano notizie sulla mamma: "Sappiamo che entrambi gli indagati continuano a dichiararsi innocenti, estranei ai fatti. Questa scoperta delle fotografie apre un nuovo scenario, deve cambiare la lettura di informazioni e fotografie, queste restano gravissime perché documentano la sofferenza per mesi della bambina, morta a soli due anni, in qualche modo abbandonata a se stessa e alla cura delle sorelline, che hanno 7 e 9 anni. Loro hanno cercato in tutti i modi di fare da mamma a questa bimba, è evidente che sia una situazione gravissima, la bambina di 9 anni, viene definita ‘adultizzata’ dai servizi sociali, ha cercato in tutti i modi di chiedere aiuto, ma senza riceverlo. La questione delle foto apre un nuovo capitolo, se una bambina di 9 anni ha la capacità di riconoscere una situazione di questa gravità, di scattare fotografie e mostrarle a chi? Solo alla madre e a nessun altro? E strano che con i nonni, a scuola, con gli amici, con i genitori dei compagni non abbia mai detto niente, è un’altra crepa investigativa sui cu la Procura sta indagando".
Anche Gianluca Zanella dice la sua: "La madre e il compagno continuano a professarsi innocenti, questa è la prova lampante della loro completa mancanza di empatia, non hanno minimamente preso coscienza di quanto abbiano fatto, che è qualcosa di agghiacciante. Sarà importante capire a chi si siano rivolte le bambine per cercare aiuto, gli investigatori su questo sono chiari, a loro dire i nonni materni hanno mentito, sapevano e non hanno mosso un dito per aumentare la bimba. Magari risulta strano che non abbiano chiesto aiuto alle maestre, ma forse non è così scontato che le bambine si aprano con una maestra".