Bimba morta a Bordighera, le sevizie e il cambio versione del nonno. Eleonora Daniele sconvolta con le mani sul viso: "Dritti all'ergastolo"
Eleonora Daniele è rimasta sconvolta nella puntata di Storie Italiane di venerdì 5 giugno 2026 parlando della bimba morta a Bordighera a causa dei maltrattamenti subiti in casa

Al centro dell’ultima puntata settimanale di "Storie Italiane", in onda venerdì 5 giugno 2026, non solo il delitto di Garlasco, ma anche il caso di Beatrice, la bimba morta a Bordighera a soli due anni a causa delle violenze che le venivano perpetrate nell’ambiente domestico. In manette sono finite la mamma, Emanuela Aiello, e il comagno di lei, Emanuel Iannuzzi, anche se quest’ultimo per ora si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Bimba morta a Bordighera, Storie Italiane puntata 5 giugno 2026: cosa è successo
"Sta st**a, speriamo che si sveglia tra sei mesi sta st**a", è solo una delle intercettazioni di Iannuzzi che hanno contribuito al suo arresto. A parlarne è anche il PM: "Sul telefono di Iannuzzi ci sono quelle che riteniamo siano prove schiaccianti dei maltrattamenti, c’è un video in cui alla bambina di due anni viene imposto di fumare mariujana, il risultato è che Beatrice scoppia a piangere".
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Entra nel canale WhatsAppA rendere ancora più grave il quadro di quello che è successo è il racconto dell’inviato Alessandro Politi: "Ci sono fotografie terrificanti della bambina, che documentano in modo oggettivo le lesioni, impossibili da non vedere". Il giornalista ha poi interpellato telefonicamente il nonno materno, che lui aveva avuto modo di sentire già qualche giorno prima, ora arrivato a dare una versione diversa dei fatti: ""Abbiamo visto solo le lesioni sulla fronte, basta! Lei ci ha detto che era caduta dalla culla, stop! Noi non la vedevamo quasi mai", sono state le sue ultime parole. In un primo momento, invece, sosteneva di vedere le nipoti con cadenza settimanale, cosa che rendeva poco credibile lui non si fosse accorto di quanto accadesse alla nipote.
Eleonora Daniele commenta: "Lo stiamo dicendo da giorni, questa bambina poteva e doveva essere salvata, c’erano tutti gii elementi che potevano raccontare sevizie e maltrattamenti che subiva ogni giorno". Il giornalista prosegue: "La vicenda lascia senza parole, tantissimo dolore e vicinanza, si poteva decisamente salvare, le fotografie terrificanti raccontano una violenza durata diversi mesi, è inequivocabile. Il nonno materno ci diceva di avere visto le nipoti ogni settimana, quando gli abbiamo fatto presente fosse impossibile non vedere le lesioni ci ha attaccato il telefono in faccia. Abbiamo sentito anche un caro amico di infanzia di Iannuzzi, ci ha raccontato una serie di episodi diretti, quando aveva visto la bambina pochi giorni prima della morte, comportamenti di Iannuzzi e della mamma verso la bambina. Sappiamo che Iannuzzi è stato trasferito dal carcere di Genova a Ivrea, è posto in isolamento, secondo alcune indiscrezioni sarebbe stato minacciato di morte da alcuni detenuti a Genova". Daniele commenta: "Era prevedibile venisse trasferito. C’erano tutti i segnali per capire che la bambina fosse maltrattata. Il rispetto della vittima meriterebbe il silenzio per quello che le hanno fatto, ma mamma e Iannuzzi continuano a dire di non avere fatto niente, come si fa a negare qualcosa che è così evidente? ".
Marco Scotti, direttore di Affaritaliani.it, evidenzia dei dettagli agghiaccianti: "Fin troppo palese cosa è successo, parlarne è complicato anche per la tutela delle sorelline, che rischiano di essere troppo riconoscibili rispetto a quello che ogni Codice deontologico ci imporrebbe di fare, ma sono coloro che hanno squarciato il velo su questa vicenda. Se non ci fosse stata la sorella maggiore probabilmente non sapremmo molti dettagli. ha raccontato del tentativo di metterla sott’acqua per farla rianimare, del sangue, del vomito, lei era quella che si occupava della bambina e della sorella minore". Daniele: "Questa immagine che hai raccontato", la conduttrice si mette con le mani sul volto perché impressionata da tutto questo, dice: "Mamma mia, mi auguro che loro vadano dritti all’ergastolo". Interviene l’avvocato Calabretta: "Per ora no, serve la modifica del capo di imputazione, il garantismo è irrinunciabile, noi dobbiamo valutare queste azioni deplorevoli ma come moralmente sanzionabili. Mi auguro che gli elementi raccolti possano portare a questo, anche con l’aggiunta dell’aggravante della premeditazione, vuol dire che c’era la volontà di eliminare la bambina dal contesto sociale".
