Bimba morta a Bordighera, nuovi accertamenti sul capello: "Servono a trovare tracce di droga, fumo o alcol". Bocciata la mossa della mamma
Spazio alla vicenda della piccola Beatrice, morta a Bordighera a due anni, a Morning News venerdì 7 agosto 2026. La Procura di Imperia ha chiesto un nuovo test, che può essere decisivo

Ultima puntata della settimana per "Morning News", in onda venerdì 7 agosto 2026, con uno spazio dedicato alle ultime novità per un caso che ha sconvolto tutti, quello di Beatrice, la bimba morta a Bordighera lo scorso febbraio. Sulla base di quanto ricostruito finora dalla Procura, a causare il decesso sarebbero state le ripetute violenze inferte alla piccola dalla mamma e dal compagno di lei, entrambi attualmente in carcere.
Bimba morta a Bordighera, Morning News puntata 7 agosto 2026: cosa è successo
La Procura di Imperia ha ora predisposto un’analisi del capello e un supplemento di accertamenti nell’inchiesta che riguarda Beatrice, la bambina morta a Bordighera a soli due anni lo scorso febbraio. Oggi verrà conferito l’incarico al professor Francesco Ventura, che dovrà proprio effettuare test specifici sul capello della piccola, elemento ritenuto utile per ricostruire con maggiore precisione la dinamica del decesso. Il medico aveva già eseguito l’esame autoptico sul corpicino, da cui erano state individuate una serie di tracce di violenza sul corpo, così come la causa della morte, un’emorragia cerebrale dovuta a un colpo alla testa, avvenuto al massimo 48 ore prima. Attualmente sono accusati di maltrattamenti aggravati dalla conseguente morte della minore la mamma Emanuela e il compagno Emanuel Iannuzzi, entrambi detenuti in carcere, anche se finora entrambi hanno respinto le accuse.
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Entra nel canale WhatsAppNelle scorse ore i legali della donna hanno però fatto una mossa inaspettata, che potrebbe scardinare le carte in tavola, è stata infatti depositata una richiesta di incidente probatorio, volta a raccogliere la testimonianza delle sorelle più grandi della piccola, che spesso si occupavano in prima persona di lei. I legali ritengono questo possa servire a far venire alla luce i loro ricordi, nella forma del contraddittorio tra le parti. A ridosso dell’evento, infatti, le due avevano confermato un contesto di violenza e degrado in cui vivevano, i legali di Manuela puntano in questo modo a far emergere la situazione in cui Bea era costretta a vivere prima della morte, così da capire come si sia arrivati alla tragedia. Il pm titolare dell’inchiesta, Veronica Meglio, ha però dato parere negativo all’istanza, è compito del giudice a questo punto prendere una decisione a riguardo, se dovesse arrivare parere favorevole la versione delle due sorelle sarebbe cristallizzata e potrebbe essere determinante se si arriverà a processo.
A intervenire a "Morning News" è Fabio Scaffidi, avvocato del papà delle tre bambine, che si trova attualmente in carcere per altri reati: "E’ un atto di parte, è diritto della difesa chiedere l’incidente probatorio, sappiamo del parere negativo del pubblico ministero, ora spetterà al giudice prendere una decisione". La pm è evidentemente convinta che ascoltare le due bambine e fare loro rievocare quanto accaduto in passato sia ancora troppo doloroso, in considerazione anche della loro età.
Dario Maltese chiede al legale se il suo cliente sia stato informato di questa azione: "Non ho ancora avuto modo di parlare con lui, forse lo vedrò oggi prima del conferimento dell’incarico al dottor Ventura per i nuovi esami sul capello. Il papà è a completa disposizione dell’autorità giudiziaria, se il giudice riterrà opportuno sentire le bambine nel contraddittorio tra le parti non ci sarà nulla da obiettare, attendiamo la decisione del giudice".
Al momento le due sorelle sono ancora in una struttura protetta, si è però mossa la zia paterna per avere il loro affidamento, il legale dà un aggiornamento anche su questa pratica: "Siamo in attesa della presa a carico dei servizi del nucleo familiare paterno, siamo a completa disposizione, la casa è pronta per accogliere le bambine, attendiamo che ci venga data la possibilità. Le bambine meritano di vivere serenamente, siamo certi che la zia sia la persona più idonea a permettere loro di crescere in maniera serena, in attesa che il papà possa tornare a esercitare la sua responsabilità genitoriale. Attualmente nessuno può avvicinarle, non c’è possibilità né di vederle, né di sentirle, vorremmo avere per il papà almeno un messaggio registrato per dargli un po’ di sollievo, da quando lui è detenuto non ha più sentito le sue uniche figlie rimaste. Siamo fiduciosi possa uscire dal carcere il prima possibile, per ora non c’è una data certa, speriamo entro la fine dell’anno".
Il giornalista interroga il legale anche in merito all’analisi del capello predisposta dalla Procura: "Sicuramente vorranno accertare se ci sia stato uso di sostanze stupefacenti, abuso di alcol o di farmaci, noi saremo in Tribunale oggi, incaricheremo il nostro medico, il dottor Profumo, come già nominato in atti, aspettiamo anche questo riscontro. Noi accetteremo ogni cosa, importante venga fatta giustizia e venga a galla la verità il prima possibile per dare una degna sepoltura a questa bambina".