Bimba morta a Bordighera, la versione della mamma in una lettera. Perché per l'avvocato "è disperata"

A Morning News giovedì 30 luglio 2026 parla per la prima volta la legale della mamma di Beatrice, la bambina morta a due anni a causa delle ripetute violenze subite

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Emanuel Iannuzzi
IPA

"Morning News" torna a occuparsi nella puntata di giovedì 30 luglio 2026 della storia di Beatrice, la bimba morta a Bordighera lo scorso 9 febbraio a causa delle numerose violenze che le sarebbero state inflitte secondo la Procura dalla mamma e dal compagno di lei. Nel frattempo, stanno emergendo particolari agghiaccianti dall’autopsia, la piccola aveva infatti i polmoni come quelli di un fumatore.

Bimba morta a Bordighera, Morning News puntata 30 luglio 2026: cosa è successo

Emanuela, la mamma di Beatrice, ha scritto una lettera al suo ex, il papà di Beatrice, morta a Bordighera a febbraio mentre lei si trovava insieme alle altre sue due figlie più grandi a causa di Emanuel Iannuzzi, il suo compagno. La missiva è stata redatta recentemente dal carcere, dove si trova con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della figlia e dal legame di parentela ed è volta a dare la sua versione dei fatti: "Io non c’entro nulla con la sua morte, il responsabile è lui", accusando il suo compagno.

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Anche Iannuzzi, dal canto suo respinge ogni accusa dal carcere di Cremona: "Il mio assistito si dichiara innocente, non solo non ha mai toccato la bambina, ma dice di non avere mai visto usare violenza nei confronti di Beatrice – sono le parole della sua legale Maria Gioffrè -. Questa è la stessa versione della mamma".

Ora la donna sembra avere cambiato versione, nonostante questo la Procura non ha modificato l’impianto accusatorio. L’autopsia mette in evidenza il contesto in cui si sarebbero verificate le violenze: Bea era una bimba malnutrita, con i polmoni di una fumatrice, si sarebbe potuta salvare se si fossero chiamati i soccorsi, e invece i due hanno provato a rianimarla con acqua e zucchero o bagni gelati. La sua morte è dovuta a un trauma cranico avvenuto al massimo 48 ore prima del decesso, potrebbe essere stato causato da una caduta o da ulteriori botte, come sostiene l’accusa. Sul giubbotto della mamma sarebbero state trovate dai RIS di Parma tracce di sangue, mentre nel sopralluogo nella casa di Bordighera tracce ematiche sulle pareti, riconducibili a schizzi, si i parla di "contesto maltrattante".

In collegamento c’è Laura Corbetta, avvocato della mamma di Beatrice, che fino ad ora non aveva mai parlato. Lei ora spiega il cambio di versione: "Non conosco il contenuto delle lettere, so che recentemente si è messa in contatto con il papà delle bambine, sia con videochiamate sia con queste lettere, non trovo di buon gusto chiedere cosa lei abbia scritto. Si tratta di un’attività recente, al massimo negli ultimi 15-20 giorni, è stata contattata per prima dal papà delle bambine, da lì è partito lo scambio. Eravamo in attesa degli esiti dell’autopsia per raccogliere il materiale e poi parlarne con lei".

Dario Maltese vuole conoscere dalla legale lo stato d’animo della sua cliente: "L’abbiamo incontrata in occasione delle udienze, quelle di convalida e presso il Tribunale per i Minorenni e presso il Tribunale Ordinario per la gestione delle altre bambine, che sono in una struttura protetta anonima, non sappiamo dove. Con il collega Bruno Di Giovanni attendiamo di incontrarla a Torino, la signora è in condizioni difficili, è disperata, nega e respinge tutte le accuse che le sono state mosse, siamo ancora in una fase di indagine. Bisogna capire la sua condizione socio-psicologica. lei arrivava da una relazione difficile con il papà delle bambine, tant’è che Beatrice è nata in assenza del papà, lei l’ha cresciuta da sola, con l’aiuto della sua famiglia di origine, con la famiglia del padre c’erano sempre difficoltà, oltre ai problemi di carattere economico".

Il giornalista la incalza, la versione del papà della bambina è infatti differente, la zia aveva infatti raccontato che era la mamma a impedirle di vedere la piccola: "Non parlo di relazioni interpersonali, ma di situazione economica, le bambine mangiano tutti i giorni, il padre è in carcere, ci sarebbe stata un’udienza che poteva regolare l’interesse della signora per stabilire un importo per il mantenimento, ma non ci siamo arrivati. Il mantenimento a volte c’era, a volte no, il papà è in carcere, dava la disponibilità a darlo, ma non sempre arrivava".

Arrivano nel frattempo altri dettagli dall’autopsia, che confermano le indiscrezioni che erano state diffuse: "La perizia è composta da altri elementi, che la Procura non ha condiviso con noi difensori, ci è arrivata solo la parte relativa al diritto di difesa, quindi quella in merito all’autopsia. Non contiene valutazioni di tipo medico-legale o ipotesi sulla corrispondenza tra quanto scritto-emerso e la compatibilità con oggetti che possono avere procurato la singola lesione. Si parla di echimosi e contusioni su tutto il corpicino, soprattutto nella parte del torace e della schiena, oltre ad aspetti anomali, delle macchie sul viso"- precisa l’avvocato .

Maltese prosegue, visto che la donna si dichiara estranea, ma la bimba era malnutrita da almeno un anno, con segni di una violenza reiterata, ma stava in casa principalmente con lei, è bene capire il pensiero della donna: "Non abbiamo letto la parte sulla malnutrizione, la signora conferma che la bimba mangiasse poco, lei cercava di acquistare cose che le piacevano per sopperire alla cosa, mentre le sorelline avevano un appetito diverso. Collegare la trascuratezza a questi eventi non so, non posso dirlo. La relazione con Iannuzzi è iniziata molto dopo, non risale a un anno fa, sono aspetti da analizzare".

Ci sono però due testimoni che avevano rivelato la contrarietà della mamma a chiamare i soccorsi per timore che i nonni paterni potessero denunciarla e toglierle la bambina, questa la replica della legale: "La versione non è confermata dalla signora, può essere che abbia raccontato della difficoltà con la famiglia del papà, ma affermarla in quel contesto no. Noi abbiamo appreso del contenuto delle dichiarazioni delle bambine, ma non hanno detto niente alla mamma, anzi lei è stata la prima a chiedere di sentirle visto che lei non era presente. Quando è tornata ha visto che la bambina non stava bene, ma aveva sintomi uguali a un’influenza intestinale".


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