Bimba morta a Bordighera, l'autopsia sconvolge: il colpo alla testa e la malnutrizione. "Ha detto che non aveva niente di preoccupante"
A Morning News martedì 28 luglio 2026 spazio alla storia di Beatrice, l'esame autoptico è stato depositato, emergono dettagli raggelanti sulle ultime ore di vita della piccola

A "Morning News" martedì 28 luglio 2026 nuovo spazio dedicato alla terribile storia di Beatrice, la bambina morta a Bordighera a soli due anni lo scorso febbraio, secondo la Procura a cusa delle ripetute violenze inflitte dalla mamma e la compagno di lei. Entrambi attualmente si trovano in carcere.
Bimba morta a Bordighera, Morning News puntata 28 luglio 2026: cosa è successo
Sono finalmente arrivati i risultati dell’autopsia sul corpicino della piccola Beatrice, morta a Bordighera il 9 febbraio scorso. Il medico legale Francesco Ventura ha consegnato il suo lavoro alla Procura di Imperia, solo nei prossimi giorni saranno a disposizione dei legali della mamma, Manuela, e del suo compagno, Emanuel iannuzzi, entrambi in carcere, accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina.
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Entra nel canale WhatsAppChi indaga vuole prima capire cosa sia successo alla piccola nei suoi ultimi giorni di vita, una cosa è chiara, ha sbattuto la testa o è stata colpita violentemente al massimo 48 ore prima della sua morte. Beatrice si è poi spenta lentamente con il passare delle ore nel casolare di Perinaldo dell’uomo mentre, come testimoniato dalle sorelle più grandi, lui e la mamma provavano a rianimarla con acqua e zucchero e bagni di acqua gelata. Non è escluso non ci fosse già più nulla da fare per lei quando la mamma ha deciso di tornare in auto a casa sua a Bordighera, avvolgendo la piccola in una copertina insieme alle sorelle.
I dettagli emersi dall’esame autoptico sono terribili, "sofferenza e patimento, gravi lesioni ai reni e all’intestino dovuti alle percosse". I suoi polmoni secondo il medico legale somigliavano a quelli di un fumatore, agli atti dell’inchiesta c’è infatti anche un video in cui si vede la piccola fumare una sigaretta tra le risate dei presenti. A questo si aggiunge la steatosi epatica da malnutrizione, di cui la piccola soffriva da un anno, segno evidente di come non mangiasse abbastanza, forse addirittura digiunava. L’autopsia dovrà inoltre chiarire a quando risalgano i colpi che la piccola aveva su tutto il corpo, se siano recentemente o se si tratti di violenze reiterate nel tempo questo può essere determinante, in base a questo elemento la Procura potrebbe decidere se cambiare il capo di accusa nei confronti dei due indagati. Oggi a loro viene contestato il reato di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina, ma potrebbe trasformarsi in omicidio.
Il deposito dell’autopsia in Procura rappresenta un passo importante anche per avere il nulla osta per i funerali, che si terranno nella Chiesa dell’Immacolata a Bordighera, celebrati da Padre Faustino, insieme al vescovo e a Don Luca. Il religioso è presente in collegamento, Dario Maltese vuole sapere da lui se conoscesse bene la mamma e quale sia la sensazione che si respira: "Da febbraio le giornate non sono più come prima per questa dolorosa vicenda. Io sono parroco a Bordighera nella Chiesa dell’Immacolata Concezione, ma non ho conosciuto la famiglia, abitavano distanti dal centro. La comunità ha risentito per questa sofferenza, è una ferita che un po’ si rimargina e un po’ si riapre. Penso che questa cicatrice rimarrà per sempre sul corpo della comunità di Bordighera. Quando è successo c’era poca gente, era chiamata bassa stagione, oggi il numero è decisamente superiore, nei primi giorni la notizia è apparsa come un fulmine a ciel sereno per tutta Italia, quando sapremo il giorno del funerale ci riuniremo tutti insieme per condividere questo dolore".
All’ultimo saluto potrà essere presente anche la mamma, concessione che sta dividendo l’opinione pubblica, il conduttore vuole conoscere il pensiero a riguardo di Padre Faustino: "Non vorrei esprimere un giudizio, non spetta a me, come frate e sacerdote devo accogliere le persone e pregare con loro. E’ sempre la mamma, poi la giustizia farà il suo corso stabilendo le responsabilità, ma questo non spetta a me, la Chiesa è una casa dove la vita nasce con il battesimo e si conclude con il giorno del funerale. Nella nostra Chiesa c’è una vetrata che rappresenta Gesù con i bambini, spesso con le lacrime agli occhi la guardavo immaginando Beatrice. Per quanto riguarda la mamma, permettetemi di non esprimermi. L’organizzazione sarà delicata (ci sarà anche il padre biologico, attualmente in carcere per altri reati, ndr), noi faremo la nostra parte, lo Stato le forze dell’ordine faranno la loro. Io non ho mai incontrato Beatrice né loro, la zona in cui abitavano era isolata, forse è stato un nostro limite non uscire dalla Chiesa".
ll giornalista lo sollecita, chiedendogli se non crede se si potesse fare qualcosa di più per la bambina al di fuori della famiglia: "Non so chi fosse a contatto con loro, quali strutture, non lo so. Se qualcuno me lo avesse segnalato certamente avrei cercato strade per aiutarli".
L’inviata Martina Orecchio è riuscita però a intervistare un testimone che era presente in casa con tutti loro la sera prima della tragedia: "Non mi ricordo niente, non ho nemmeno visto la bambina – dice -. E’ la prima sera che andavo a mangiare lì, è la prima volta che andavo a casa loro, quindi mi sono trovato in una situazione che… Li ho conosciuti un mese, non ho proprio visto la bambina, ci ha detto che la bambina non stava bene, ma che non aveva niente di preoccupante, che non l’avrebbe portata in ospedale altrimenti avrebbe avuto problemi con.. Avessi visto la bambina non credo che a sessant’anni mi sarei trovato in una situazione così".
Interviene anche l’avvocato Maria Gioffré, legale di Emanuel Iannuzzi, Maltese sottolinea come, alla luce anche di questa testimonianza, le persone presenti in casa avessero sottovalutato la situazione: "Noi siamo in attesa dell’esame autoptico, stiamo aspettando il deposito della Procura. Beatrice era a Perinaldo, è un dato oggettivo che emerge sia dalle celle telefoniche, sia dalle telecamere cittadine, ma non era lì da sola, c’erano la mamma e le due sorelline. Ora non ci pronunciamo su un eventuale atto doloso, aspettiamo di leggere l’elaborato per valutare eventuali richieste di approfondimenti".
Il conduttore ne approfitta per leggere uno stralcio dell’ordinanza di arresto di Iannuzzi: "Le due sorelline hanno descritto il tremore che percorreva il corpo di Beatrice quando si avvicinava all’abitazione dell’indagato a Perinaldo e i pianti cui si abbandonava per la paura che l’uomo le ispirava". Maltese non riesce a esimersi dal commentare: "Soltanto a leggere questi passaggi fanno molto effetto".
Arriva così una replica della legale: "Quei passaggi sono motlo duri, concordo, c’è da dire che le minori sono state sentite in audizione protetta, quindi senza il contraddittorio, così da non permetterci di chiedere di approfondire l’argomento con le bambine. Sono considerate testimonianze chiave perché è il lavoro che sta facendo la Procura ma, ripeto, senza le garanzie del contraddittorio nella forma dell’audizione protetta e non dell’incidente probatorio. Queste mancano delle garanzie proprie del diritto di difesa". L’avvocato non esclude la possibilità che il capo di imputazione possa cambiare in omicidio: "E’ possibile, ne siamo consapevoli. Se si parlerà di dolo vedremo, per ora non c’è nella contestazione".
Arriva il commento duro del giornalista Roberto Alessi: "Apprezzo la presenza dell’avvocato, lei sottolinea la sua assenza per il contraddittorio con le bambine, ma in italiano questo significa andare contro alla testimonianza di due minorenni molto piccole. Questo mi addolora, sono certo che lei sia una persona molto perbene, capisco il suo disagio nel difendere un cliente che probabilmente, in modo presunto, usiamo questo termine garantista, si è macchiato del più orrendo dei crimini, far male a un bambino". L’avvocato ribatte: "Io sono la prima, ovviamente dopo i familiari, a essere toccata da questa tragedia. Non sono a dire che la bambina avesse segni di malnutrizione o lividi pregressi, emerge dalle indiscrezioni dell’esame autoptico, non è vero che io abbia mancato di rispetto alla morte di una bambina, tocca noi tecnici più di chiunque altro. Né mi sono permessa di mettere in dubbio l’operato della Procura, è un dato di fatto che le bambine dovessero essere sentite dopo l’audizione protetta sotto forma di incidente probatorio, al limite per rafforzare o confermare quanto detto da loro. Noi rispettiamo la tragedia, abbiamo avuto accesso a documenti terribili" .
Interviene anche Marco Puppo, consulente criminologo di Iannuzzi: "Non escludo che Beatrice abbia subito in quella casa maltrattanenti che poi hanno portato alla sua morte, ma invito a guardare il quadro generale della vicenda, non a concentrarsi solo sull’abitazione o un episodio singolo di maltrattamenti. Si deve analizzare tutto il contesto, come stiamo facendo noi, chiamati a cercare una verità in quello che è successo. Iannuzzi si dichiara innocente ed estraneo ai fatti, noi però dobbiamo basarci sugli elementi che abbiamo, da lì dobiamo andare oltre alle sue dichiarazioni e capire davvero cosa sia successo".