Bimba morta a Bordighera, la legale del compagno nega le violenze a Morning News: "Si è fidato della mamma"

Nuovi aggiornamenti sulla terribile storia di Beatrice, morta a soli due anni a causa delle violenze subite. Il compagno della mamma respinge ogni accusa, pur non avendo chiesto aiuto

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Emanuel Iannuzzi
IPA

Ultimo appuntamento della settimana per "Morning News", in onda venerdì 24 luglio 2026, con uno spazio dedicato alle ultime novità su una storia che ha colpito tutti, quella della piccola Beatrice, morta a Bordighera a soli due anni lo scorso febbraio. A causare la tragedia secondo la Procura sarebbero state le violenze subite a più rirprese da parte della mamma e del compagno di lei, Emanuel Iannuzzi.

Bimba morta a Bordighera, Morning News puntata 24 luglio 2026: cosa è successo

Ormai da qualche tempo in carcere con l’accusa di maltrattamenti aggravati per la morte della piccola Beatrice ci sono la mamma e il compagno della donna, Emanuel Iannuzzi. Quest’ultimo, però, è stato recentemente trasferito nel carcere di Cremona, è la quarta volta che si ritrova a dover cambiare istituto penitenziario. La decisione si è rivelata però inevitabile a causa dell’ennesima aggressione subita da altri detenuti (prima è stato a Genova, Ivrea e Pavia).

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Si sta ancora lavorando comunque per ricostruire le ultime terribili ore della bambina, trovata senza vita il 9 febbraio nel suo lettino a Bordighera. Sul suo corpo i sanitari avevano riscontrato numerosi lividi, l’autopsia accerta che a ucciderla sia stato un violentissimo colpo alla testa, secondo la Procura arrivato dopo mesi di maltrattamenti e soprusi. La mamma e il compagno hanno sempre respinto ogni accusa, gli investigatori possono però contare su chat, video e foto che ricostruirebbero un contesto di violenze continue, ipotesi confermata anche dalle due sorelle più grandi, chiamate a prendersi cura di lei. C’è però un elemento che rende la tragedia ancora più devastante, la piccola si sarebbe infatti potuta salvare. Dopo il trauma subito nella notte tra l’8 e il 9 febbraio nel casolare di Iannuzzi a Perinaldo non è infatti stata portata in ospedale, i due avrebbero provato a farla rinvenire con metodi tutt’altro che efficaci, quali acqua e zucchero o bagni freddi, incuranti del peggioramento delle sue condizioni. Solo ore dopo, ma quando era ormai morta, Bea sarebbe stata riportata a casa a Bordighera, avvolta in una coperta, solo in quel momento è stato chiesto aiuto al 118.

Presente in collegamento Maria Gioffré, legale di Emanuel Iannuzzi, che dà gli ultimi aggiornamenti sul suo assistito: "E’ molto provato, per l’aggressione che ha subito a Pavia e per cui c’è un’inchiesta interna del carcere in corso, ora è a Cremona in una sezione protetta. Fa molte visite in infermeria, io e il mio collega l’abbiamo visto una decina di giorni fa, era provato sia dalla situazione, sia dagli insulti ricevuti in ogni casa circondariale in cui è stato. Il mio assistito si dichiara ancora innocente in merito ai maltrattamenti subiti dalla bambina, sottolinea non solo di non avere mai toccato la bambina, ma anche di non avere mai visto la madre usare violenza su di lei. Questa è la stessa cosa che sostiene la mamma".

Dario Maltese incalza la legale, facendo riferimento all’autopsia, dove si sostiene che la bimba abbia assunto nicotina, vuole quindi sapere la posizione a riguardo del suo assistito: "Su questa cosa mi ricollego a un video uscito, di cui siete tutti a conoscenza, ne chiederemo spiegazioni al cliente ma lì si sente chiaramente che quello sia un momento goliardico, sbagliatissimo, ma che è stato vissuto come goliardia, anche dalle sorelline. Si sentono le bambine ridere e giocare in quella situazione, sappiamo tutti che è una cosa che non si dovrebbe nemmeno pensare di fare, ma è stato un momento di gioco".

La presenza dell’avvocato può essere utile anche a ricostruire le ultime ore della bambina, che era sicuramente a Perinaldo, quindi a casa di iannuzzi, questa la versione dell’uomo: "Lui sostiene quello che ha sempre sostenuto, che la bambina per loro era infuenzata, tanto è vero che le hanno fatto l’aerosol, per loro era un malessere. Quando è stato detto alla mamma di portarla dal medico lei ha risposto: ‘No, altrimenti il mio ex suocero ne approfitta per chiedere l’affidamento’, come aveva detto anche un testimone".

Il condutore chiede poi all’avvocato cosa dica Iannuzzi in merito alle percosse subite da Beatrice, da lui catalogate come un incidente, secondo quanto riferito dal testimone: "Lui ribadisce di avere portato il sabato sera la bambina dalla mamma, poi per tutta la sera lui dice di non averla vista. Lui non è salito, lo ha fatto solo il testimone, lui si è fidato di quanto detto dalla mamma. Iannuzzi non ha però mai parlato dell’incidente, noi stiamo cercando riscontri sul motivo del mancato ricorso ai soccorsi, teniamo quindi il massimo riserbo".

Il medico legale incaricato dalla Procura di Imperia di eseguire gli esami autoptici sul corpicino ha chiesto un’ulteriore proroga di 15 giorni circa, già da lunedì potremmo avere i risultati completi, così da avere il nulla osta per i funerali.

L’avvocato ci tiene a fare un’ulteriore precisazione: "Non sto deresponsabilizzando nessuno, le insegnanti erano quelle che avevano più sott’occhio di tutti le bambine, ma non si sono accorte di eventuali disagi, così come i nonni, o hanno fatto finta tutti di non accorgersi di eventuali disagi, questo in riferimento alle eventuali responsabilità di terzi. Per quanto riguarda invece le responsabilità dei due soggetti, Iannuzzi e la mamma, su questo indaga la Procura, sappiamo dei maltrattamenti, non sappiamo chi dei due soggetti li abbia messi in atto, chi abbia fatto finta di niente, chi abbia dato il colpo che può aver causato la morte, dal punto di vista giuridico non è uguale".


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