Bimba morta a Bordighera: "Poteva essere salvata". Filtrano i risultati agghiaccianti dell’autopsia
"Morning News" venerdì 10 luglio 2026 è tornato a occuparsi di Bea, la bambina morta a Bordighera a due anni, facendo venire alla luce un quadro devastante su quanto accaduto

Ultima puntata della settimana per "Morning News", in onda verdì 10 luglio 2026, il programma di Canale 5 è tornato a occuparsi di Beatrice, la bimba morta a Bordighera lo scorso febbraio a soli due anni, secondo la Procura a causa delle violenze subite dalla mamma e dal compagno di lei. Emergono ora importanti novità sull’autopsia, che possono permettere di capire meglio cosa sia accaduto nei suoi ultimi giorni di vita.
Bimba morta a Bordighera, Morning News puntata 10 luglio 2026: cosa è successo
"Se solo qualcuno avesse chiamato l’ambulanza la piccola Beatrice si sarebbe potuta salvare", così esordisce Dario Maltese nello spazio di "Morning News" dedicato alla bimba morta a Bordighera a inizio anno. Queste sono le prime indiscrezioni che emergono dall’autopsia eseguita sul suo corpicino. La piccola è morta a causa dei danni causati da un colpo alla testa, sarebbe questo quanto emerge dall’accertamento peritale, la cui documentazione sarà depositata il prossimo 16 luglio. Ora in carcere si trovano Emanuela, la mamma, e il suo compagno, Emanuel Iannuzzi, che si sono sempre dichiarati innocenti. Il colpo fatale che ha causato un’emorragia acuta sarebbe stato inferto al massimo nelle 48 ore precedenti al decesso, Beatrice si sarebbe trovata a Perinaldo, a casa di Iannuzzi, insieme alla mamma e alle due sorelline di 7 e 9 anni, le prime a raccontare agli assistenti sociali dei presunti maltrattamenti subiti. Nel corpo di Bea sarebbero state trovate anche altre emorragie, una sulla parete intestinale e una ai reni, potenzialmente fatali se la bimba non fosse stata uccisa prima dal colpo alla testa. Non solo, le condizioni del fegato avrebbero messo in evidenza un grave denutrimento che si sarebbe protratto da almeno un anno.
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Entra nel canale WhatsAppUna volta depositata l’autopsia, potrà esserci il nulla osta definitivo per il funerale della bambina, a cui dovrebbero partecipare entrambi i genitori biologici e forse le due sorelline. Il papà delle bambine, in carcere per altri reati, sarebbe però contrario a questo convinto che le bambine possano subire un altro trauma rivedendo la mamma. Per quanto riguarda le indagini, si attende la relazione sui telefoni sequestrati a Iannuzzi, mentre è da sciogliere il nodo sul futuro delle due sorelline più grandi, attualmente in una comunità protetta, anche se la zia paterna si è detta disposta a prenderle con sé in affido.
A fare il punto della situazione è l’inviata Martina Orecchio, che si trova a Bordighera fuori dalla casa dove è stata trovata senza vita la bambina: "Si parla per ora solo di indiscrezioni, l’autopsia dovrà essere depositata entro al massimo il 16 luglio, il medico legale Ventura potrebbe chiedere un’altra proroga di 30 giorni. Da quanto emerge, la bambina sarebbe morta per un’emorragia cerebrale dovuta a un colpo alla testa, un trauma che risalirebbe al massimo a 48 ore prima della sua morte. Se almeno uno degli adulti che era con lei la sera dell’8 febbraio (oltre a mamma e compagno c’erano anche alcuni amici della coppia) avesse chiamato l’ambulanza lei si sarebbe potuta salvare. La mattina del 9 febbraio sarebbe stata portata a Bordighera dalla mamma con le sorelle, ma quando ormai per lei non c’era più nulla da fare".
Dario Maltese fa poi leva su un altro elemento che emergerebbe dall’autopsia in riferimento alle condizioni: "Beatrice soffriva di steatosi epatica da malnutrizione, era da tempo malnutrita, non veniva alimentata come doveva per una bambina della sua età". L’inviata precisa: "Questo accadeva da almeno un anno secondo i medici, parliamo di un tipo specifico di malnutrizione, dovuta a carenza di proteine o digiuni drastici. Non c’era in corso solo l’emorragia, poi rivelatasi fatale, erano in corso altre due emorragie, una alla parete interna e una ai reni, quindi violenze ripetute nel tempo".
Il condittore fa riferimento a un altro dettaglio ritenuto agghiacciante, emerso su ‘La Stampa’, "polmoni come se avesse fumato tantissimo". Su questo continua l’inviata: "Sono sempre indiscrezioni da confermare, ma sarebbero state trovate grandi quantità di fumo di sigaretta nei polmoni di Beatrice, sarebbe stata esposta al fumo di sigaretta o l’avrebbero spinta a fumare. Il fumo di marijuana trova riscontro in un video presente nel cellulare della mamma, dove si vede Beatrice con in mano una sigaretta artigianale fatta con la marijuana".
Nel frattempo, Iannuzzi è stato trasferito da Ivrea al carcere di Pavia per motivi da accertare, ma sembra soprattutto a causa del clima teso e violento che c’era all’interno, per questo si sarebbe reso necessario lo spostamento.
Importante la testimonianza di Giuseppe Guastella del ‘Corriere della Sera’: "La situazione era emersa nell’ordinanza di custodia cautelare, è chiaro che se si fosse intervenuto, se almeno un amico avesse avuto il coraggio o la prontezza di andare a denunciare quanto visto e avesse testimoniato probabilmente la situazione sarebbe diversa. Non solo, negli atti si parla di una falsa testimonianza da parte di questa persona, la bambina è stata completamente abbandonata a se stessa, dire traumatizzata è poco. Beatrice ha passato gli ultimi due mesi nel terrore, il gip descrive il compagno come ‘abominevole’, la bambina è stata picchiata, massacrata di botte con scarpe, mani, poteva essere salvata fino all’ultimo istante. Secondo quanto riferiscono gli investigatori hanno provato a coprire quanto avevano fatto, addirittura con acqua e zucchero o una doccia fredda, si erano quindi resi conto di tutto. E’ una vicenda orripilante, c’è un dato interessante, se venisse confermato sulla steatosi. Nelle carte fino ad oggi si è detto che la situazione era iniziata solo negli ultimi mesi, quando la signora aveva iniziato ad assumere droga e alcol, ora arriviamo ad apprendere che la bimba aveva polmoni e fegato problemi che risalivano a molto prima. Era la bambina più grande a darle da mangiare, viene descritta come coraggiosa e molto più matura, sicuramente molto più attenta della mamma. Tutte le tre bambine sono state trattate in condizioni terribili, la più piccola di più perché secondo gli inquirenti rappresentava un ostacolo alla loro relazione".