Maurizio Lastrico si lascia Don Matteo alle spalle e fugge in campagna, ma il sogno green si trasforma in un incubo esilarante

Arriva al cinema dal 16 aprile Benvenuti In Campagna: Maurizio Lastrico guida una commedia pungente sul sogno green che si trasforma in pura disillusione.

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

Il 16 aprile 2026 è arrivato nelle sale cinematografiche italiane Benvenuti In Campagna, la nuova commedia che vede protagonista Maurizio Lastrico, volto noto e amatissimo dal grande pubblico per la serie Don Matteo, in onda su Rai 1. La pellicola racconta il desiderio, sempre più diffuso, di abbandonare la città per inseguire un’esistenza più autentica e "naturale". Ma dietro l’idea di una rinascita tra campi, silenzi e pace si nasconde qualcosa di meno idilliaco. Scopriamo insieme tutti i dettagli.

Benvenuti In Campagna, Maurizio Lastrico cerca riparo dalla vita frenetica nel nuovo film

Il 16 aprile 2026 è sbarcato al cinema Benvenuti In Campagna, il nuovo film di Giambattista Avellino, con protagonisti Maurizio Lastrico e Giulia Bevilacqua. La pellicola racconta di una famiglia sull’orlo di una crisi che decide di lasciare la città per ricominciare in campagna. Gerry, ricercatore precario, Ilaria, vigilessa stressata dal caos urbano, e il figlio adolescente Giulio sperano di ritrovare serenità trasformando una fattoria in un nuovo progetto di vita. Ma la natura si rivela tutt’altro che idilliaca: tra imprevisti, vicini eccentrici e difficoltà quotidiane, il loro sogno di rinascita si scontra con una realtà più dura del previsto, mettendo a dura prova le loro speranze. Quella che sembra una scelta quasi liberatoria si trasforma però in un’esperienza piena di difficoltà e delusioni, che mette in discussione sia il progetto di vita sia i rapporti familiari. Il film riflette così sull’idea del "ritorno alla natura", quest’ultima molto spesso idealizzata sui social, e ne mostra, invece, una realtà più complessa e faticosa, facendo comprendere come la vita di campagna sia difficile.

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Ed ecco che l’ironia mette in contrapposizione aspettative e realtà: il regista evidenzia come cambiare luogo non basti a risolvere i problemi personali. La campagna non è un rifugio perfetto, ma uno spazio che richiede adattamento e che mette in luce la fragilità dei protagonisti, rendendo ancora più evidenti i conflitti familiari.

Il sogno infranto di vita perfetta in campagna

Come abbiamo già detto nel paragrafo precedente, la storia mostra come il sogno di lasciare la città per una vita rurale "perfetta" si trasformi presto in una delusione. Infatti, la famiglia protagonista immagina la campagna come una soluzione ai problemi della vita urbana, ma si scontra subito con la realtà: gestire un casale da ristrutturare e adattarsi a una vita agricola si rivela molto più difficile del previsto. Questo di Giambattista Avellino si preannuncia, quindi, un film non solo divertente (grazie anche alla presenza di volti comici che arricchiscono il cast), ma anche riflessivo.


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