Beatrice Arnera, gli insulti e le minacce (choc) dopo Raoul Bova: “Mi invitavano al suicidio”

L'attrice è tornata sulle difficoltà degli ultimi mesi, sfogandosi per la tempesta mediatica che l'ha travolta dopo la separazione da Andrea Pisani. Ecco i dettagli.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

C’è un momento in cui la tempesta si calma. Beatrice Arnera sembra averlo raggiunto, ma il racconto di cosa ha attraversato negli ultimi mesi — tra la fine della relazione con il comico Andrea Pisani, l’inizio della storia con Raoul Bova e la valanga di odio social che ne è seguita — è tutt’altro che leggero. L’attrice ha scelto di parlarne senza filtri a Donna Moderna, e le sue parole restituiscono il ritratto di una donna che ha toccato il fondo, ma ha trovato la forza di rialzarsi. Mettendo al centro di tutto la serenità della figlia Matilde. Ecco i dettagli.

Beatrice Arnera, gli insulti e le minacce dopo Raoul Bova

La separazione da Andrea Pisani, e le voci sempre più insistenti sulla nuova relazione con Bova, hanno scatenato su Beatrice Arnera un’odio social senza precedenti. Non semplici commenti negativi, ma qualcosa di molto più pesante (e inquietante). "Ho ricevuto insulti, minacce, mi scrivevano che non ero una buona madre o mi invitavano al suicidio", ha rivelato l’attrice e comica a Donna Moderna.

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A rendere il tutto ancora più straniante, secondo Beatrice, è stato il modo in cui sono stati manipolati contro di lei i contenuti che lei e Pisani condividevano insieme online: "La delusione vera è stata vedere come sono stati usati i video che io e Andrea pubblicavamo sui social per lavoro, a tutti gli effetti contenuti professionali, progetti pubblicitari concordati. Posso capire la delusione, ma vedere quella dimensione lavorativa e creativa usata contro di me, come se fosse la prova di una felicità scippata, è stato straniante".

Le radici culturali dell’odio social

Beatrice Arnera ha proposto anche un’analisi più profonda di quello che le è successo. "Per secoli", ha spiegato, "alle donne è stato chiesto di sacrificarsi per l’idea di famiglia, anche se si trattava di famiglie infelici. Mia nonna nel 1960 non si separò perché al mercato le avrebbero dato della poco di buono. Oggi il meccanismo è lo stesso: non è più il mercato del paese, sono i social".

Una lettura che individua nell’accanimento social l’ennesima manifestazione di una mentalità patriarcale, che cambia forma ma non sostanza. Fotografando con precisione il meccanismo di controllo e giudizio che ancora oggi si esercita sulle scelte delle donne.

Il nuovo inizio di Beatrice Arnera

Ma nonostante tutto Beatrice Arnera ha trovato la forza di ricominciare. Non attraverso smentite o chiarimenti pubblici, ma grazie a una nuova consapevolezza di sé maturata in questi mesi. "Ho smesso di farmi piccina. Ora occupo il mio spazio", ha dichiarato l’attrice. E in parte la chiave per uscirne è stata anche la figlia, Matilde, che Beatrice ha saputo proteggere dalla tempesta mediatica. È fiera, dice, "del fatto che mia figlia stia bene. Io sono stata male, molto male: vederla serena significa che ho fatto un buon lavoro. Sono fiera di essermela smazzata e di essere fuori dal tunnel. Tutto questo l’ho fatto anche per lei, perché possa essere libera di scegliere quando sarà una giovane donna". Poi la conclusione: "Insegnerò a mia figlia che se non sta più bene è libera di andarsene da qualsiasi situazione. Senza nemmeno dover dare troppe spiegazioni a mamma, a papà, ai social o all’Italia intera".


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