Battiti Live Spring, le pagelle: Annalisa perfetta (9), Sal Da Vinci in affanno (5). Ma la serata è senza senso (4)

Top e flop della prima puntata di Battiti Live Spring in onda mercoledì 29 aprile 2026 su Canale 5. Al timone Alvin e Michelle Hunziker.

Giusy Palombo

Giusy Palombo

Content creator

Giornalista e content creator. Racconto cultura pop e spettacolo tra articoli e video, con uno stile diretto e autoriale.

La prima puntata di Battiti Live Spring, condotta da Alvin e Michelle Hunziker, è andata in onda mercoledì 29 aprile 2026 su Canale 5. Un esperimento lanciato da Mediaset dopo l’acquisizione di Radio Norba, chiusa nel dicembre 2025, che ha portato il gruppo a prendere il totale controllo del format. Nasce così una doppia versione dello show: una primaverile, pensata come antipasto, e quella estiva, ormai appuntamento fisso. Ma funziona davvero questo raddoppio? Ecco le pagelle della serata.

Battiti Live Spring, puntata del 29 aprile 2026: le pagelle

Annalisa apre lo show e lo fa da padrona: voto 9. Canta Esibizionista, poi Canzone Estiva con il suo corpo di ballo. Stupisce già dal primo impatto: look diverso dal solito (e finalmente, verrebbe da dire) lasciano momentaneamente in panchina il suo stile sempre impeccabile, ma ormai diventato prevedibile. Per Battiti Live Spring a Ferrara ha scelto un tailleur color crema strutturato, chirurgico, acceso da capelli e labbra rosse: elegante, ma con carattere. Sul palco non sbaglia niente: energia, voce pulita, presenza che cresce. Dovrebbe essere la base per chi fa questo mestiere, e invece ormai sembra quasi un’eccezione quando succede davvero. Annalisa è un usignolo che ha capito che non basta cantare bene, ma bisogna anche farsi guardare. E sta imparando in fretta. Aprire lo show su Canale 5 con lei? Scelta furba e azzeccata, quasi obbligata. Talento e immagine che funzionano insieme: una certezza senza data di scadenza.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Emma nella versione migliore di sempre: voto 8. Sembra aver allineato tutto: suono, immagine e presenza. Finalmente anche lo styling fa il suo – anzi, fa la differenza. Qualcuno ha finalmente capito come valorizzare la sua femminilità senza smorzare l’energia. Il nuovo biondo miele le accende il viso, il mini dress bianco drappeggiato è una dichiarazione d’intenti, eyeliner felino e décolleté nere completano un look che funziona dal primo all’ultimo dettaglio. Tra le meglio vestite, a mani basse. Prima con Rkomi, poi da sola: cambia registro e ritmo, ma non perde un colpo. Versatile, centrata, presente. Dettaglio non da poco? Canta dal vivo, e sì: va sottolineato. Emma non insegue le mode, le attraversa. In un’industria piena di meteore che si consumano alla velocità di una hit estiva, lei regge. Perché il talento resta e la costanza costruisce.

Michelle Hunziker non è Ilary Blasi (e va bene così): voto 7,5. Saluta a inizio puntata l’amica e collega che conduce con Alvin la versione estiva del format, ma la mancanza – diciamolo – non si avverte. Questo è esattamente il suo campo da gioco: musica, ritmo, leggerezza e zero pretese di profondità. Lì dentro Michelle si muove con scioltezza. Con Alvin forma una coppia che gira senza attriti: lui spalla perfetta, mai invadente; lei macchina rodata che tiene insieme tutto. Funzionano, e si vede. Quello che ancora manca è un filo di caos. Un’imperfezione, un momento fuori copione, qualcosa che rompa la patina. L’effetto gobbo si sente, e dopo anni di carriera pensa ancora più del dovuto. Però per Battiti è promossa. Senza picchi o scivoloni, fa il suo e lo fa bene.

Battiti Live: Sal Da Vinci come il prezzemolo, Fedez dov’era?

Sal Da Vinci è Sal Da Vinci. Ma forse…troppo Sal Da Vinci? Voto 5. Il fresco vincitore di Sanremo da settimane è ovunque: tv, eventi, palchi. Spremuto come un limone tra Sanremo e l’Eurovision, senza un attimo di respiro. E viene da chiedersi: se la cometa di Halley passasse ogni anno, farebbe lo stesso effetto? Spoiler: no. Decisamente no. Sul palco, poi, arriva la delusione: playback tiepido davanti a una platea rovente che canta ogni parola di Rossetto e caffè e Per sempre sì con più voce di lui. L’artista del momento è giusto che occupi spazio, certo. Ma qui si rischia l’overdose. E quando sei ovunque, il rischio è diventare improvvisamente… meno necessario. A volte, un passo indietro vale più di dieci apparizioni di troppo.

Batti Live Spring non ci mancava: voto 4. Ma davvero serviva un’edizione primaverile venduta come "novità"? Tra due mesi arriva quella estiva, praticamente identica. Stesso format, stessi meccanismi, stesso déjà-vu annunciato. E il dubbio è forte: quanti degli artisti visti stasera, torneranno a cantare le stesse identiche canzoni senza uno straccio di novità? La coppia Alvin-Hunziker funziona, inutile negarlo: sono due professionisti veri, cresciuti a pane e palchi musicali. Tengono il ritmo, la scena e fanno il loro. Ma basta questo a giustificare un contenitore del genere piazzato lì, alla vigilia dell’estate 2026? E poi la scelta che fa storcere il naso: portare uno show con una forte anima pugliese a Ferrara, solo perché ora è in casa Mediaset. Risultato? Si perde identità e quella riconoscibilità che aveva fatto affezionare il pubblico nel corso degli anni. Occasione sprecata? Più che altro manca proprio l’idea. E senza idea, anche il palco più grande resta vuoto.

Fedez con Masini, ma sul palco c’è solo Masini: voto 3. Il problema non è tanto l’accoppiata (che sulla carta poteva anche avere un senso), ma l’assenza totale di uno dei due. Fedez c’è, ma non si vede. E soprattutto non si sente. Esibizione piatta, svuotata, con un playback telefonato e zero guizzi. Il look è identico a chi scende un attimo sotto casa per buttare l’immondizia o accompagnare il cane per i bisognini. Lo sguardo poi, dice tutto: vorrebbe essere ovunque, tranne che sul palco di Battiti Live Spring. La domanda sorge spontanea: ha davvero senso continuare così? Se questo è il mood fisso da due anni siamo nell’inerzia, più che nella presenza. Da Sanremo a Canale 5 il filo non si spezza mai – ed è proprio questo il problema. Sembra un’abitudine difficile da togliere e questo non è certo un bene.


Guida TV

Potrebbe interessarti anche