Battiti Live Spring, pagelle finale: Michelle Hunziker fuori fase (5), Serena Brancale divina (9) e che torto ad Annalisa (3)

I voti all'ultima serata di Battiti Live Spring del 20 maggio 2026 su Canale 5. Come è andata per l'epilogo dell'esperimento primaverile targato Mediaset

Giusy Palombo

Giusy Palombo

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Giornalista e content creator. Racconto cultura pop e spettacolo tra articoli e video, con uno stile diretto e autoriale.

Battiti Live Spring
IPA

Le pagelle dell’ultima puntata di Battiti Live Spring su Canale 5. Michelle Hunziker e Alvin hanno presentato la serata conclusiva da Ferrara con gli ospiti in scaletta per le attesissime esibizioni. Mediaset punta sul doppio appuntamento primaverile ed estivo dopo l’acquisizione di Radio Norba da parte del polo editoriale del Biscione. Ecco come è andata dopo le due serate precedenti in onda nelle scorse settimane.

Battiti Live Spring 2026: le pagelle della puntata del 20 maggio 2026

Serena Brancale, diva indiscussa: voto 9. C’è poco da aggiungere, ormai è evidente a tutti. Serena Brancale è energia pura, talento, esperienza e originalità messi insieme. È riuscita a imporsi non solo come professionista credibile, ma come artista in continua evoluzione. Oggi è diventata quasi una presenza familiare: la sorella maggiore, la figlia modello… oppure, come probabilmente preferirebbe lei, la "zia" simpatica che vizia i nipoti con regali, sorrisi e sessioni canore. I suoi brani portano energia e leggerezza, ma soprattutto una cosa sempre più rara: sono eseguiti bene. E non per caso, ma con passione e una dedizione evidente. Ormai sembra che le estati della musica italiana siano sempre più affidate alla sua ugola d’oro e al suo stile riconoscibile. A Battiti Live Spring ha confermato tutto questo cantando Anema e core e Al mio paese. E noi, senza troppe discussioni, abbiamo apprezzato.

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Elettra… Elettra Lamborghini! Voto 8. Ok, diciamolo subito: ormai è ovunque, peggio del prezzemolo in ogni piatto della tv italiana. La verità è che questa presenza costante ha fatto scattare un effetto strano: Elettra Lamborghini è diventata una certezza. Una di quelle figure che riconosci subito, che non devi decifrare, che sai già cosa portano in scena. Se non lei, allora chi? Allegria, estetica pop e una sana dose di caciara controllata: il pacchetto è quello, e funziona. Porta evasione e quel brio primaverile che resta solo nella dicitura dello show, più che nell’atmosfera reale. Vestita di giallo e viola (accostamento che su altri sarebbe un azzardo, su di lei una passeggiata) si è concessa anche il bis, scendendo tra il pubblico a cantare e a mischiare palco e platea senza barriere. Una presenza che non passa inosservata, nel bene e nel benissimo. E ormai sì: senza di lei, questo tipo di televisione avrebbe decisamente meno volume.

Ferrara c’è, voto 7,5. All’inizio qualche sopracciglio alzato era quasi inevitabile. Battiti Live Spring fuori dalla sua comfort zone pugliese suonava come uno di quei cambi di rotta che fanno storcere il naso prima ancora di capire se funzioneranno. Invece, sorpresa: funziona. Il pubblico di Ferrara, in queste tre serate, si è dimostrato tutto tranne che comprimario. Carico, presente, rumoroso al punto giusto. Una platea che non guarda lo show: lo spinge avanti. L’idea di portare il format in location diverse, se gestita bene, potrebbe diventare una chiave interessante anche per le prossime edizioni. Perché qui non è solo scenografia: è energia che cambia forma. Cori puntuali, partecipazione costante, adrenalina da concerto vero, di quelli in cui la distanza tra palco e pubblico si accorcia fino quasi a sparire. Certo, manca il mare. E non è un dettaglio da poco per l’immaginario del programma. Ma, al netto della nostalgia salmastra, la scelta della produzione per questa versione primaverile si rivela più che azzeccata: promossa.

Battiti Live Spring 2026: i bocciati dell’ultima puntata su Canale 5

Michelle Hunziker e Alvin imbacuccati: voto 5. Che il programma sia registrato mesi fa, con un clima tutto fuorché primaverile, è ormai un classico non dichiarato della tv italiana. Ci eravamo già passati: concerti "natalizi" girati a luglio, platee sudate e pubblico con il piumino mentre si finge la magia delle feste. Un déjà-vu che ormai non sorprende più. Il punto, però, è un altro: se mi vendi un prodotto come la quintessenza della musica primaverile in tv, io quella primavera voglio sentirla. Voglio l’aria leggera, la sensazione frizzantina, il mood di stagione che accompagna anche l’ultimo respiro della primavera ormai al tramonto. E invece, ieri sera, il contrasto era quasi surreale: Alvin in velluto come se fosse in pieno dicembre e Michelle Hunziker avvolta in una pelliccia che nemmeno Malgioglio nei suoi momenti più teatrali. Il risultato è stato un cortocircuito estetico tra ciò che si racconta e ciò che si vede. E in mezzo, noi spettatori, a chiederci se stiamo guardando Battiti Live Spring… o Notti sul ghiaccio.

Aka7even e LDA, facciamo la prossima volta? Voto 4. Energia e simpatia, quando salgono insieme sul palco, sono praticamente una costante. Funzionano come duo "da estate italiana", di quelli che ti fanno già immaginare il ritornello in macchina coi finestrini abbassati. Peccato che, in questa puntata di Battiti Live Spring, la sensazione sia stata un’altra: c’erano fisicamente, ma vocalmente no. L’esibizione sulle note di Poesie clandestine ha arrancato più del previsto. A tenere su l’insieme ci hanno pensato il pubblico e una melodia comunque molto orecchiabile, che ha fatto da rete di sicurezza. Ma quando il palco chiama, non può essere solo l’effetto sorpresa o il "ci piacciono quindi va bene così". Se l’obiettivo è davvero accompagnare un’estate fatta di tormentoni e piazze da Nord a Sud, serve qualcosa in più: controllo, fiato, precisione. Tempi più solidi, meno affanno, maggiore consapevolezza di ciò che si sta portando in scena. Per Aka e LDA, più che una bocciatura, suona come una promessa rimandata. E infatti il titolo è già scritto: facciamo la prossima volta.

Annalisa non merita tutto questo: voto 3. Sia chiaro subito: questa non è una bocciatura alla performance. Tutt’altro. Sulle note di Canzone estiva l’interprete ligure, vestita di nero, ha fatto quello che sa fare meglio: precisione, presenza scenica e controllo assoluto. Ha trasformato la piazza di Ferrara in un coro unico, tra balli e mani al cielo, senza sbavature. Il problema non è lei. È tutto il contorno. Niente medley, solo un’esibizione singola che lascia l’amaro in bocca. Una scelta inspiegabile: per esigenze di post-produzione, non è stata nemmeno introdotta o salutata dai conduttori. Sparita, come se fosse un dettaglio e non uno dei nomi più solidi della scena pop italiana. Come si fa? Non sarebbe stato giusto per nessuno, ma per lei ancora meno. Perché quando un’artista tiene in piedi un’esibizione così, merita almeno di esistere anche nel racconto che la circonda. Annalisa, perdonali: non sanno quello che fanno.


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