Avatar 3 - Fuoco e cenere, Libere Recensioni: e se James Cameron non avesse più nulla da dire?
Il terzo capitolo della saga degli alieni blu di James Cameron arriva nelle sale: ecco tutte le nostre impressioni

Ben ritrovati con Libere Recensioni, la rubrica di Libero Magazine dedicata ai film in uscita al cinema e in anteprima nazionale. Oggi torniamo sul pianeta Pandora, casa degli alieni blu Na’Vi, minacciato ancora una volta dagli invasori più pericolosi della galassia: noi. La saga fantascientifica di James Cameron, Avatar, esce al cinema col suo terzo capitolo, sottotitolato Fuoco e cenere, e porta avanti la saga familiare di Jake Sully (Sam Wortington) e Neytiri (Zoe Saldana), riprendendo da dove si era interrotta con Avatar 2 – La via dell’acqua.
Come sempre visivamente splendido, Avatar 3 – Fuoco e cenere introduce un nuovo elemento nel conflitto nel conflitto, rappresentato dall’aggressiva tribù capeggiata dall’adoratrice del fuoco Varang (Oona Chaplin). Ancora più incentrato sull’importanza della famiglia, dei legami e delle tradizioni, Avatar 3 approfondisce molti personaggi che erano rimasti un po’ in ombra nel secondo capitolo. Ma, allo stesso tempo, presenta alcune criticità, prima fra tutte una generale reiterazione nella struttura narrativa. Ma andiamo con ordine.
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Entra nel canale WhatsAppAvatar 3 – Fuoco e cenere, la recensione: il peso del lutto e del dolore
Avatar 3 comincia esattamente dove si era interrotto il secondo capitolo, ovvero pochi giorni dopo la tremenda battaglia tra umani e Na’Vi nel territorio del clan Metkayina. Jake e Neytiri sono alle prese, ciascuno a proprio modo, con la morte del primogenito Neteyan, rimasto ucciso nel tentativo di salvare Spider (Jack Champion). Anche il fratello minore Lo’ak (Britain Dalton) sta facendo i conti con il lutto, esacerbato dalla sensazione di essere colpevole dell’accaduto. Mentre la famiglia cerca di capire come muoversi, Jake si rende conto che Spider, impossibilitato a respirare l’aria tossica di Pandora, non può continuare a vivere con i Metkayina e che prima o poi finirà la riserva di ossigeno. Inoltre, il ragazzo è una minaccia per il Clan, poiché Miles Quaritch (Stephen Lang), suo padre biologico, è attivamente alla sua ricerca, con ogni mezzo necessario.
Per risolvere almeno parzialmente la situazione, Jake convince il giovane a tornare al campo base umano nella foresta, sfruttando come alcuni Mercanti dell’Aria di passaggio. Spider acconsente unicamente a patto che tutta la famiglia Sully lo accompagni per dargli l’ultimo addio. Il tragitto si rivela impervio, soprattutto per la presenza di un aggressivo clan di predoni guidato da Varang (Oona Chaplin), una Na’Vi adoratrice del fuoco. La carovana viene attaccata e la famiglia sparpagliata nella foresta. Quando Spider finisce l’ossigeno e sta per soffocare, Kiri (Sigourney Weaver) interviene connettendosi direttamente a Eywa, la Grande Madre, salvando il ragazzo e "cambiandolo" per sempre. Ma facendo così, lo rende ancora di più un bersaglio di Quaritch e della RDA, che si è ora alleata con Varang, diventando ancora più letale e pericolosa.
Visivamente spettacolare, ma c’è qualcosa di più?
Abbiamo avuto la fortuna di assistere all’anteprima stampa di Avatar 3 – Fuoco e cenere nella meravigliosa Sala Energia del Cinema Arcadia di Melzo. Tra audio spaziale Dolby Surround, 3D allo stato dell’arte e uno schermo gigante da oltre 30 metri, il film è stato un’esperienza semplicemente meravigliosa. Pandora si riconferma un mondo vivo, vibrante e coloratissimo. Il design delle creature è come sempre ispiratissimo e diversificato e gli effetti speciali vi lasceranno ancora a bocca aperta. Oona Chaplin nei panni della folle Varang funziona davvero molto bene: l’attrice spagnola, nipote del celebre Charlie, dona fisicità e movenze al personaggio che ben riflettono la sua pazzia omicida e il suo desiderio di distruzione.
Abbiamo apprezzato il maggior risalto dato a personaggi che, nella precedente pellicola, erano un po’ in ombra, in particolar modo Kiri. La Na’vi "clone" dell’Avatar della dottoressa Grace Augustine, morta nel primo film e diventata parte di Eywa, assume in Avatar 3 un peso fondamentale e la sua caratterizzazione viene resa più rotonda e stratificata. Anche Lo’ak vede per sé un trattamento molto simile, entrando nella dinamica della gestione del lutto per Neteyan che riguarda anche Neytiri e, soprattutto, Jake. Il legame padre-figlio tra i due viene messo duramente alla prova, uscendone inspessito e rinsaldato.
Dove stiamo andando a parare?
Questa domanda ci ha "perseguitati" sin dai primissimi minuti dopo il termine della visione. Sin dal primo film il fulcro della vicenda è la guerra tra gli umani invasori, desiderosi unicamente di spogliare Pandora delle proprie ricchezze naturali, e i pacifici Na’vi. Al termine del terzo capitolo della saga, però, si avverte poco la direzione generale che essa vuole prendere. Questo Avatar 3 risulta quasi un "secondo tempo" di una macro-pellicola che comprende anche Avatar 2, dando tra l’altro una sgradevole sensazione di dèjá-vu. Non è un caso che le riprese si siano svolte in contemporanea con quelle del film uscito nel 2022.
La struttura narrativa dei due è pressoché identica, con le uniche eccezioni date dalle micro-trame parallele legati ai singoli personaggi. Che il villain principale sia Miles Quaritch è abbastanza chiaro, ma manca quel fil rouge che lega ogni capitolo. All’alba del quarto film (su cinque) non sappiamo davvero dire dove la saga voglia andare a parare, ed è un problema abbastanza grave. Il secondo film è stato trainato al successo al botteghino dalla fama del primo, ma non siamo per nulla certi che questo Avatar 3 verrà accolto nella stessa maniera. E se dovesse floppare, le ripercussioni sul resto del franchise avrebbero conseguenze non di poco conto.
Voto: 7-/10