Avatar 3, il finale apre la strada ai capitoli 4 e 5: il piano di James Cameron lascia senza fiato

Il regista canadese ha le idee ben chiare riguardo al futuro della sua saga fantascientifica, che si prepara a conflitti su larghissima scala

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Avatar 3 apre la strada per Avatar 4 e 5: il piano di James Cameron
Walt Disney Italia

Nella mente di James Cameron, Avatar 3 – Fuoco e cenere è ben più di un semplice film di mezzo, ma getta le basi per quelli che saranno i prossimi Avatar 4 e 5. I due capitoli conclusivi della saga, in programma rispettivamente per il 2029 e il 2032, sposteranno ancora di più il focus del conflitto, staccandolo dalla semplice dicotomia "Alieni pacifici" contro "Umani invasori".

Avatar 3: come l’ultimo film di James Cameron prepara il terreno per Avatar 4 e 5

Avatar 3 – Fuoco e cenere introduce nella saga creata da James Cameron un concetto fondamentale: i Na’vi non sono uniti come sembrava. La comparsa di una tribù ostile, aggressiva e guerrafondaia come quella guidata da Varang rompe la dicotomia semplicistica tra umani invasori e popolazione indigena compatta e spirituale. Si tratta di un passaggio importante, che apre la strada per Avatar 4: in esso il conflitto non sarà più semplicemente coloniale, ma multilivello.

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Avatar 3, inoltre, lavora in profondità sulla frattura generazionale. I figli di Jake Sully non sono più semplici eredi, ma portatori di visioni divergenti su cosa significhi difendere Pandora. Sono scelte che anticipano ciò che avverrà in Avatar 4,quando il punto di vista umano e Na’vi verrà ulteriormente rimescolato, spingendo lo spettatore a interrogarsi su chi abbia davvero diritto di guidare il futuro del pianeta.

Presenza umana radicata e irreversibile

In Avatar 4 ci sarà un salto temporale, nel quale la presenza umana su Pandora diventerà ancora più radicata, quasi irreversibile. Già in Avatar 3 abbiamo assistito a un’evoluzione in questo senso. La colonizzazione è diventata meno militare e più strutturale, con insediamenti permanenti e famiglie terrestri. Il conflitto diventerà quindi non più semplicemente un discorso tra rimanere o andare via, quanto se imparare a convivere oppure distruggersi a vicenda. Avatar 3 suggerisce anche che il legame spirituale con il pianeta non è eterno né infallibile. Questa frattura ideologica apre la strada al cuore tematico di Avatar 5, ovvero la sopravvivenza non solo fisica ma culturale, in un universo in cui nessuna civiltà può più permettersi l’illusione della purezza.


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