Audrey Hepburn, il dramma nascosto prima di "Vacanze romane" che pochi conoscono: il lato umano dell'attrice
Prima dell'Oscar e del successo a Hollywood, Audrey Hepburn aveva già vissuto l'esperienza che avrebbe cambiato per sempre il suo modo di guardare il mondo

Per milioni di spettatori Audrey Hepburn sarà sempre la principessa Anna di Vacanze romane. Nel 1953 il film di William Wyler la trasforma in una star mondiale praticamente dall’oggi al domani, le spalanca le porte di Hollywood e la consegna per sempre all’immaginario collettivo come simbolo di grazia, eleganza e leggerezza. È un’immagine rimasta intatta per oltre settant’anni.
Ma è anche un’immagine incompleta. Molto prima dell’Oscar, dei riflettori e dei set cinematografici, la vita di Audrey Hepburn era già stata segnata da avvenimenti che nessun successo sarebbe riuscito a cancellare. Per capire perché, una volta diventata una diva, avrebbe preso una decisione destinata a segnare anche l’ultima parte della sua vita, bisogna ripartire proprio da quegli anni.
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Entra nel canale WhatsAppLa guerra che non ha mai dimenticato
Quando scoppia la Seconda guerra mondiale, Audrey Hepburn è ancora una bambina. È nata in Belgio, ma durante l’occupazione nazista vive nei Paesi Bassi e attraversa gli ultimi mesi del conflitto segnati dal cosiddetto Hongerwinter, "l’inverno della fame" che tra il 1944 e il 1945 mette in ginocchio il Paese. La malnutrizione lascia conseguenze che si porterà dietro anche da adulta e contribuisce a infrangere il sogno di diventare una ballerina professionista. Anche quando il cinema la consacra come un’icona di eleganza, Audrey Hepburn continua a sentirsi troppo magra e troppo lontana dall’idea di diva hollywoodiana. Un’insicurezza che la accompagnerà per gran parte della vita.
Il successo di Vacanze romane
La svolta arriva nel 1953. William Wyler la sceglie per interpretare la principessa Anna accanto a Gregory Peck, già una delle grandi stelle di Hollywood. Audrey Hepburn, invece, è quasi una sconosciuta. Dopo pochi giorni di riprese, però, Peck dice ai produttori che il nome di lei deve comparire accanto al suo nei titoli. È convinto che quella ragazza vincerà l’Oscar e ha ragione: pochi mesi dopo Audrey Hepburn viene premiata come miglior attrice protagonista.
Da quel momento diventa una delle dive più richieste del mondo. Arrivano Sabrina, Cenerentola a Parigi, Colazione da Tiffany e tanti altri film destinati a renderla un’icona senza tempo. Ma il successo non cancella ciò che aveva vissuto prima di arrivare sul set di Vacanze romane.
Perché dice addio a Hollywood
Negli anni Ottanta Audrey Hepburn inizia ad allontanarsi sempre di più dal cinema. Avrebbe potuto vivere di premi, riconoscimenti e del mito costruito in decenni di carriera, invece sceglie di mettere la propria notorietà al servizio dell’UNICEF, diventandone Ambasciatrice Speciale e visitando alcuni dei Paesi più colpiti da guerre, carestie e povertà, tra Somalia, Etiopia, Sudan e Bangladesh.
Non lo fa per semplice beneficenza o per dovere d’immagine: più volte spiega di sapere cosa significhi avere fame perché quella sensazione l’aveva conosciuta da bambina. È un ricordo che non l’ha mai abbandonata e che, in fondo, dà un significato nuovo anche alla sua storia nel cinema.