Attentato a Sigfrido Ranucci, “Lavitola presunto mandante”: ma il conduttore di Report non ci crede e smentisce
Gli inquirenti proseguono le indagini per chiarire il movente dell’attacco al giornalista, il quale però ribadisce di essere amico dell’ex imprenditore

Si cerca ancora di fare chiarezza sull’attentato a Sigfrido Ranucci risalente allo scorso ottobre. Stando alle ultime ricostruzioni, infatti, l’imprenditore ed ex giornalista Valter Lavitola sarebbe finito tra gli indagati. Come riportato dal portale Ansa gli inquirenti hanno acquisito il cellulare e il pc e sarebbero a ‘caccia’ del movente. Il conduttore di Report, però, ha subito detto la sua smentendo il tutto. Scopriamo tutti i dettagli
Attentato a Sigfrido Ranucci: indagato Valter Lavitola
L’inchiesta sull’attentato subito da Sigfrido Ranucci si arricchisce di un nuovo e clamoroso sviluppo con l’iscrizione nel registro degli indagati di Valter Lavitola, ritenuto dagli investigatori il presunto mandante dell’attacco dinamitardo avvenuto nell’ottobre 2025. Una notizia che ha sorpreso lo stesso giornalista e conduttore di Report, il quale ha preso pubblicamente le distanze da questa ricostruzione. "Ci conosciamo dal 2019, è un amico. Ci sentivamo spessissimo, se non tutti i giorni quasi" ha dichiarato Ranucci, ricordando come il loro rapporto non fosse mai stato nascosto. "È una cosa risaputa". Il giornalista ha poi ribadito di essere "sicuro che non mi avrebbe mai fatto del male", pur sottolineando il proprio "massimo rispetto del lavoro dei magistrati e dei carabinieri". In un’intervista al Corriere della Sera Ranucci ha inoltre svelato di avere sentito Lavitola: "Mi ha chiamato l’altra sera mentre i carabinieri lo stavano perquisendo. Era agitato". Poi la sicurezza: "Io posso solo pensare che lui non avrebbe mai voluto fare del male a me e alla mia famiglia (…) Fra di noi penso ci sia un affetto sincero".
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Entra nel canale WhatsAppChi è Valter Lavitola, il presunto mandante dell’attentato a Ranucci
Valter Lavitola, nato a Salerno nel 1966, è un imprenditore ed ex giornalista-editore già noto alle cronache giudiziarie italiane. Dopo gli inizi nel Partito Socialista Italiano, ha guidato il quotidiano L’Avanti! tra il 1996 e il 2011, finendo più volte al centro di vicende politiche e processi. Negli anni è stato condannato in via definitiva per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi e ha riportato altre condanne legate alla gestione dei finanziamenti pubblici destinati all’editoria. Oggi la Procura di Roma lo considera il presunto mandante dell’attentato contro Ranucci. Secondo gli inquirenti avrebbe incaricato Gomes Clesio Tavares di individuare persone capaci di procurarsi esplosivo ed eseguire l’attacco. Nel corso della perquisizione disposta dalla Direzione Distrettuale Antimafia sono stati sequestrati il telefono cellulare e il computer dell’imprenditore, mentre le indagini proseguono per chiarire il movente che avrebbe portato all’organizzazione del blitz.
