La rinascita di Antonio Banderas dopo il giorno che gli ha cambiato la vita per sempre

Il cuore che si ferma, la vita che riparte: la rinascita di Banderas passa da Malaga, dal teatro, dal cinema d'autore e da Indiana Jones e il quadrante del destino

Diego Scappini

Diego Scappini

Giornalista

Classe 1987, lo sport è il mio habitat naturale ma sono appassionato anche di TV, serie e cinema, soprattutto horror.

Antonio Banderas - Indiana Jones e il quadrante del destino
Facebook - Antonio Banderas

Più delle mille candidature a Oscar e Golden Globe, più delle storie d’amore patinate (su tutte il matrimonio con Melanie Griffith), il vero spartiacque della vita di Antonio Banderas è stato il 26 gennaio 2017. Quel giorno, dopo una corsa come tante vicino alla sua casa nel Surrey, in Inghilterra, il suo cuore ha deciso di fermarsi per qualche secondo di troppo. Un infarto "davvero serio", come lo ha definito lui, che gli ha ribaltato la vita come un calzino.

Banderas lo racconta senza farne un dramma, ma con la consapevolezza di chi ha capito quanto poco basta per perdere tutto. "Ha cambiato il modo in cui guardo la vita", ha detto. E poi una frase che ti arriva addosso senza filtri: "Ho visto la morte proprio qui davanti". Oggi fa un certo effetto rivederlo in Indiana Jones e il Quadrante del Destino nei panni di Renaldo, l’amico fidato che Indy ritrova dopo anni, se pensiamo a quello che gli è successo e a quanto quell’episodio abbia influito sulla sua vita e sulla sua carriera.

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Dopo l’infarto, la scelta di rallentare

Dopo l’intervento per l’inserimento di tre stent cardiaci, Banderas ha deciso di fare una cosa non comune per le star di Hollywood: rallentare. Ha smesso di fumare, ha venduto il jet privato, ha lasciato la vita da pendolare del cinema globale ed è tornato a Malaga, la sua città. In Spagna ha rimesso insieme la sua vita e le ha dato una nuova direzione: "Le cose che prima mi preoccupavano all’improvviso mi sono sembrate prive di senso", ha spiegato. La carriera, la fama, le ansie, le corse… tutto rimesso a posto.

Il teatro e il ritorno alle origini

A Malaga ha fondato il Teatro del Soho, di cui oggi è direttore artistico: un progetto che non è un capriccio da star, ma un ritorno alle origini. "In fondo, sono un attore di teatro", ha ammesso. E mentre ritrovava il palco, ritrovava anche un altro pezzo di sè: il cinema d’autore. Non è un caso, infatti, che dopo l’infarto sia arrivato uno dei suoi ruoli più intensi, quello in Dolor y gloria di Pedro Almodóvar. Un film che sembra quasi un’estensione di ciò che stava vivendo: la fragilità, la memoria, la riconciliazione con il proprio corpo.

Un altro modo di stare sullo schermo

E allora riguardiamoci Indiana Jones e il Quadrante del Destino con questa nuova consapevolezza. Il suo ruolo è piccolo, certo, ma è interpretato da un uomo che nel 2023 ha già vissuto la sua rinascita e che non ha bisogno di rubare la scena all’infinito Harrison Ford: gli basta esserci. Quando a marzo 2026 ha detto "Non sono mai stato così felice", non sta parlando di un film o di un premio, sta parlando della vita che si è costruito dopo aver rischiato di perderla.


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