Annalisa, brividi per Fabrizio De Andrè a Genova: "L'ho aspettato tanto". Cos'è successo nel suo show 'speciale'

Tra emozione, identità e spettacolo, il concerto allo Stadium della Fiumara diventa un racconto intimo ma collettivo, che conferma la maturità artistica della cantante.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Doveva essere una semplice "data 0", una sorta di prova generale per la seconda parte del tour, e invece si è trasformata in qualcosa di molto più significativo: il concerto di Annalisa a Genova, davanti a 4.500 persone, è stato un vero e proprio viaggio emotivo, capace di unire spettacolo, riflessione e un legame profondo con il pubblico. Fin dalle prime parole, la cantante ha messo in chiaro quanto questa tappa fosse speciale: "Non sapete quanto abbia desiderato portare uno spettacolo così, a Genova, da ligure. L’ho aspettato tanto e, finalmente, ci siamo". Una dichiarazione semplice, ma carica di significato.

Annalisa a Genova: il legame con il pubblico e il ringraziamento che commuove

Ciò che ha colpito fin dall’inizio non è stato solo l’impatto visivo dello show, ma anche la varietà del pubblico presente. Non solo giovanissimi, ma anche spettatori più adulti, cresciuti con le sue partecipazioni a Sanremo e rimasti legati nel tempo alla sua musica. Un pubblico che ha risposto con entusiasmo a ogni momento dello spettacolo. Durante il concerto, la cantante si è lasciata andare a riflessioni molto personali, ripercorrendo il proprio passato con una sincerità rara: "Il tempo passato è ancora un po’ più lontano. In questo palasport sono venuta tante volte a vedere concerti di altri, con i miei amici, quando ancora non suonavo, o magari suonavo nei ristoranti, nei bar. Tornando indietro fino a quei giorni là ripenso a tutto quello che è successo. Se siamo rimasti qua è grazie a voi ragazzi". Poi il plauso a chi ha creduto in lei sin da’inizio: "Grazie alle persone che, già in quegli anni, c’erano. Erano pochi, ma c’erano. Nel corso del tempo sono arrivate altre persone. Però siete rimasti anche voi, tanti che conosco sono qua nelle prime file, anno dopo anno. Il medley è stato un modo per dirvi grazie, dal profondo mio cuore, per tutta questa vita passata insieme, per tutto questo viaggio, che sicuramente è ancora lunghissimo".

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Uno spettacolo diviso in tre "sogni"

La struttura del live, articolata in tre atti chiamati "sogni", ha dato al concerto una narrazione onirica. Il primo, dedicato al fuoco, ha rappresentato l’energia e la passione, con una scenografia dominata da un vulcano centrale. Il secondo, legato al fiume, ha introdotto una dimensione più intima e riflessiva, mentre il terzo, quello della tigre, ha portato sul palco una forza più istintiva e selvaggia. Non si è trattato solo di un espediente scenico: ogni parte dello show ha contribuito a raccontare un’identità artistica sempre più delineata, capace di mescolare estetica e contenuto.

Momenti chiave: dagli acuti esplosivi all’omaggio a De Andrè

Nel corso delle due ore e mezza di spettacolo, non sono mancati momenti particolarmente intensi. Dopo Avvelenata, Annalisa ha spiegato il senso del "fuoco" nello show: "Fa tanto parte di questo spettacolo e rappresenta quella passione che mi fa stare qua". Una frase che riassume perfettamente l’anima del concerto. Tra i picchi emotivi, anche l’esecuzione di Delusa, con un acuto finale potente, e la suggestiva performance di Stelle, cantata sospesa nel vuoto. Particolarmente significativa anche la scelta di inserire una cover di Sweet Dreams, così come l’omaggio a Fabrizio De André con La canzone di Marinella, che ha aggiunto un ulteriore livello emotivo alla serata.

Tra provocazione e libertà espressiva

Uno degli aspetti più discussi dello show riguarda anche la componente visiva e simbolica, come la coreografia di Maschio, decisamente esplicita, o il messaggio provocatorio legato a Canzone estiva: "Mi vuoi più suora o por**diva?". Più che una provocazione fine a sé stessa, si tratta della volontà di affermare il diritto di esprimersi liberamente sul palco, senza dover rispondere a schemi o aspettative. Il concerto si è chiuso senza ospiti, ma con un’intensità crescente fino all’ultimo brano, Io sono, accolto da una lunga standing ovation.

La scaletta del concerto

  • Ragazza sola
  • Chiodi
  • Bye bye
  • Il mondo prima di te
  • Nuda
  • Eva + eva
  • Movimento lento
  • Avvelenata
  • Delusa
  • Tsunami
  • Euforia
  • Sweet Dreams (cover)
  • Indaco violento
  • Medley: Dieci; Alice e il blu; Bonsai; Storie brevi
  • Sinceramente
  • Mon amour
  • Esibizionista
  • Maschio
  • Emanuela
  • La canzone di Marinella (cover)
  • Piazza San Marco
  • Canzone estiva
  • Tropicana – Disco paradise
  • Amica
  • Bellissima
  • Io sono

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