Angelina Jolie: "L'ultimo film mi ha aiutato a superare un trauma. Ecco cosa ho fatto per sentirmi protetta"
Alla vigilia dell'uscita in sala del suo ultimo lavoro, l'attrice si confessa tra il ricordo della madre e il significato più profondo della recitazione.
L’attesa è finita: da domani Angelina Jolie torna nelle sale cinematografiche con un’opera intensa ed emozionante, soprattutto per le forti connessioni con i trascorsi e la vita dell’attrice. In questo film, Couture, la diva hollywoodiana interpreta infatti una regista impegnata nella realizzazione di un lungometraggio durante la settimana della moda di Parigi: la diagnosi improvvisa di un tumore al seno ne sconvolgerà l’esistenza. Per la Jolie questo non è sicuramente stato un semplice lavoro, o una sfida professionale come le altre: calarsi nei panni del personaggio si è rivelato un percorso profondo e riflessivo, capace di riaprire ma anche di curare le cicatrici di un passato doloroso e segnato dalla malattia.
L’ombra della malattia di Angelina Jolie e il rapporto con la madre
Ripercorrendo la propria storia personale e familiare, la stella del cinema ha infatti ricordato con grande commozione il forte legame indissolubile con la madre, Marcheline Bertrand, scomparsa prematuramente nel 2007 ad appena 56 anni dopo una sofferta battaglia contro un tumore alle ovaie. Quell’assenza così devastante ha lasciato una grande ferita nell’animo di Angelina Jolie, segnandole per sempre la vita. Alcuni anni dopo la sua scomparsa, la star americana ha scoperto di aver ereditato la medesima anomalia genetica, la tristemente celebre mutazione del gene BRCA1, che ha rappresentato per lei un secondo, gravissimo, trauma psicologico, facendo riaffiorare prepotentemente lo spettro di quella malattia e della sua tragedia familiare. "Ero disperatamente legata a mia madre e sapere di avere la sua stessa mutazione genetica mi ha fatto rivivere quella situazione" ha infatti recentemente raccontato la star americana. Con l’obiettivo di scongiurare lo stesso destino della madre e ridurre drasticamente il rischio di sviluppare neoplasie, l’attrice scelse con grande coraggio di sottoporsi ad alcuni complicati interventi chirurgici di prevenzione, come la mastectomia e l’ovariectomia: decisioni molto forti, che all’epoca fecero il giro del mondo. La sua decisione, però, diventò un vero e proprio monito educativo per l’opinione pubblica, portata ad analizzare l’importanza della prevenzione genetica contro le malattie.
Il potere terapeutico del cinema per superare il lutto
Affrontare una storia così speculare al proprio vissuto sullo schermo non è stato privo di esitazioni. Come rivelato dalla stessa Jolie, inizialmente la prospettiva di interpretare un personaggio toccato da questo genere di malattia le ha causato non poche ansie. Immergersi nell’universo del film e collaborare a stretto contatto con la regista Alice Winocour si è però infine trasformato in un’esperienza liberatoria e terapeutica: "La regista è stata molto delicata nel trattare questo tema. Questa prova è stata estremamente intima, a volte dimenticavo di essere su un set e mi immergevo completamente nel ruolo come se vivessi la realtà. Il film mi ha aiutato a superare parzialmente il trauma, anche se comunque rimarrà sempre dentro di me. Durante le riprese ho anche indossato una collana che apparteneva a mia madre, mi ha fatto sentire meno vulnerabile e più protetta". Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp