Sanremo 2026, quello di Angelica Bove è il primo album in uscita: dopo X Factor decisamente buona la prima. La recensione di TANA

Eleganza e contemporaneità sono il fil rouge della tracklist in cui svetta Mattone, la canzone con cui l’ex concorrente del talent Sky correrà tra i Giovani all’Ariston.

Luca Burini

Luca Burini

Giornalista

Nato a inizio estate 1987, volevo fare il cantautore. Poi la vita mi ha portato a sfogare la voglia di comporre altrove.

Le canzoni della categoria Giovani di Sanremo 2026 sono già del pubblico dopo la partecipazione al contest condotto da Gianluca Gazzoli in autunno. Così i ragazzi rimasti in gara sono liberi di far uscire il loro disco anche prima dell’inizio del Festival. L’ha fatto Angelica Bove che è l’artista in gara all’Ariston a lanciare per prima il suo album. Disponibile in streaming dal 30 gennaio, s’intitola TANA (Atlantic Records/Warner Music Italy) ed è l’opera prima della cantante lanciata da X Factor. Nato sotto la direzione artistica di Federico Nardelli, co-autore delle nove tracce insieme a Matteo Alieno (anche lui ex volto del talent di Sky) e alla stessa Angelica, il disco mette in luce il timbro graffiante e profondo della 22enne tra sperimentazione e cantautoralità contemporanea. Coerente nei suoi arrangiamenti essenziali (suonati da strumenti veri), per ora TANA si è affacciato solo nella classifica degli album più streammati su Apple Music, ma con la kermesse a fine febbraio potrebbe avere una spinta importante.

Nella tracklist mancano i primi tre singoli di Angelica Bove, uno scritto da Tananai

Peccato che nella tracklist non abbiamo trovato spazio i singoli precedenti di Angelica Bove che meritavano più visibilità ed attenzione rispetto a quella che hanno effettivamente avuto. Manca L’inverno che, firmata anche da Tananai, è stato l’inedito presentato a X Factor. E nemmeno ci sono le potenziali hit Bellissimo e poi niente e La nostra malinconia con cui l’artista ha provato a conquistare un posto all’Ariston partecipando a Sanremo Giovani 2024.

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1 – Lui

Ad aprire l’album è la canzone Lui. Il lui in questione è un uomo immaginario che aiuta a combattere il peso della solitudine: "Tuttavia, andando più a fondo, quella figura prende un altro significato: l’uomo che si cerca nella solitudine ha il volto di qualcuno che non c’è più. Quello che resta è un vuoto ancora più incolmabile", spiega Angelica Bove nella tracklist commentata. Le strofe eleganti portano a un ritornello grintoso e d’impatto che rende il brano un potenziale singolo. Originale.

VOTO 8

2 – Scherzo ridi stupido

Scherzo ridi stupido è una ballata che profuma di fine Anni ’90 senza risultare datata. Ruota attorno al "desiderio di colmare i silenzi dell’altro, di dire al suo posto le parole che non osa pronunciare, insieme alla voglia di provocarlo, per vedere quanto possa essere piccolo di fronte ai propri sentimenti".

VOTO 6 ½

3- Tana

La title track è su quella stanchezza emotiva che ci porta a desiderare "di sparire dal mondo e restare in pace con noi stessi e sognare". C’è un po’ dell’eleganza dell’ultimo Niccolò Fabi in Tana che, però, rispetto ad altre proposte del disco risulta meno d’impatto.

VOTO 6

4- Antipatica

Anche Antipatica ha la stoffa del singolo. Un arrangiamento rockeggiante in crescente fanno da sfondo al rifiuto di fingere di essere simpatica. Sembra una revenge song, ma senza cattiveria. Solo ironia e sarcasmo.

VOTO 7

5- Mi ritroverai

Mi ritroverai è sul "lasciar andare, sull’augurare il meglio a chi si ama, anche quando il cuore vorrebbe il contrario, perché forse è proprio questo l’atto d’amore più autentico", dice Angelica Bove. Elegante e piacevole, il brano, però, non svetta rispetto agli altri.

VOTO 6

6- In giro con la macchina

La sesta traccia è perfetta per l’estate sia musicalmente che a livello di testo. L’artista la descrive come il racconto "di una mente che non sta mai ferma: sbalzi d’umore continui, la voglia di scappare, di giocare, di provocare, ma sempre senza prendersi davvero sul serio".

VOTO 6 ½

7- Santa

Tra ironia e disagio, Santa descrive "l’isolamento come forma di difesa e la consapevolezza che non ne va una giusta e va bene così". Non è il pezzo più forte di TANA, ma si ascolta volentieri soprattutto grazie alla forza del ritornello.

VOTO 6

8- Bene così

Bene così è un pop rock ben confezionato, accompagnato da un visual video in cui la protagonista è una bambola gonfiabile. "È una canzone sull’accettazione della fine, sul dolore che accompagna le rotture e su come il destino scelga sempre i momenti peggiori per farle accadere", racconta Angelica Bove.

VOTO 6 ½

9- Mattone

Chiude l’album Mattone, il brano con cui la cantante parteciperà al Festival 2026. Durante il periodo in cui Sanremo Giovani andava in onda su Rai2 il pezzo ha raggiunto la prima posizione della Viral 50 di Spotify. "Rappresenta il peso insopportabile di due lutti che hanno segnato in modo tragico e definitivo la mia vita. È il racconto del disagio di convivere con un dolore più grande di me, all’interno di un sistema che ho sempre percepito come incapace di accoglierlo. Un dolore che mi ha resa fragile e inerme nel mio rapporto con il mondo, con me stessa e con la perdita", svela Angelica che ha registrato anche una toccante versione orchestrale di Mattone, quasi un assaggio di quello che potremmo sentire e vedere sul palco dell’Ariston. Non sarà la canzone più radiofonica dell’album, e nemmeno la più catchy tra quelle in gara a Sanremo Giovani, ma è una vera perla.

VOTO 8

VOTO COMPLESSIVO 7


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