Andrea Purgatori, i figli denunciano i medici: “Hanno fatto numerosi errori e provato a defilarsi”. Il docufilm (interrotto)

A tre anni dalla scomparsa del giornalista, gli eredi hanno rilasciato un'intervista ricca di dettagli cruciali. Ma ad emergere è anche un lato più tenero del padre.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Andrea Purgatori
IPA

Tornano a parlare pubblicamente, i figli di Andrea Purgatori, in una lunga e toccante intervista al Corriere della Sera. La morte del giornalista, avvenuta il 19 luglio di tre anni fa, è ora il fulcro di una delicata inchiesta che dovrebbe condurre a un processo per negligenza medica. E proprio di colpe, e di errori fatali, hanno parlato Edoardo, Ludovico e Victoria. Svelando però ai lettori anche un lato più tenero, più umano del noto e intransigente padre. Ecco che cosa hanno detto in dettaglio.

Andrea Purgatori, la denuncia (amara) dei tre figli

Morto a 70 anni il 19 luglio 2023, per via di un’endocardite non diagnosticata, Andrea Purgatori da allora non ha trovato pace. Perché la sua scomparsa è finita al centro di un’inchiesta di malasanità, e ancora oggi i tre figli, Edoardo, Ludovico e Victoria, non riescono a spiegarsi come tutto ciò possa essere avvenuto. Lo ribadiscono in un’intervista al Corriere, rivelando nuovi dettagli sconcertanti sugli ultimi giorni del padre.

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"Riuscimmo ad avere informazioni corrette sulla salute di nostro padre solo poco prima che morisse", spiega Edoardo, aggiungendo che vi "erano delle ischemie cerebrali. Ma i medici continuavano con le metastasi. Le cliniche Pio XI e Villa Margherita di cui tanto nostro padre si era fidato, dopo aver fatto numerosi errori, hanno provato a defilarsi". E ancora peggio. "Nessuno ci ha mai chiesto scusa assumendosi le sue responsabilità", sottolinea Ludovico, pur con una nota di speranza: "Siamo fiduciosi nella legge e nelle autorità che ci hanno portato fin qui. Consigliamo sempre e solo la sanità pubblica".

Il risultato centrale di questa vicenda, secondo Edoardo, è comunque uno solo: "Non abbiamo potuto congedarci da nostro padre che, va detto, non aveva in programma di morire". E infatti, come ricorda Victoria, Andrea ha "continuato a lavorare fino alla fine". Tanto che (a svelarlo è il terzo figlio, Ludovico) ci sarebbe stato un progetto importante in cantiere da realizzare: "Il suo progetto era un docufilm a puntate su Ustica con Netflix".

Il ritratto ‘privato’ di Andrea Purgatori

Al di là delle denunce e della rabbia, nell’intervista al Corriere emerge anche un ritratto genuino di chi era, dietro le quinte, Andrea Purgatori. Un giornalista estremamente dotato, gran lavoratore, intransigente, finito a soli 32 anni a guidare la cronaca di Roma al Corriere: "Un giovane con una redazione molto più anziana di lui. Ma seppe guadagnarsi il rispetto di tutti", come spiega Ludovico. I ritmi serrati sul lavoro, e la mancanza di compromessi, avevano però guastato in qualche modo il quadro familiare: "Da piccolo", racconta Edoardo, "poteva anche sembrarmi un ‘superuomo’. Da grande, essendo padre a mia volta, dico che non è sano. Aveva un’indole guerriera ma, ripeto, non è sano. Il tempo che passava per strada, lontano dalla famiglia, oppure semplicemente al pc di casa mi ha fatto dire ‘l’ho perso’ perché non era totalmente presente".

Tuttavia, restano del professionista Purgatori alcuni dettagli teneri. Piccoli quadri di pace, ancora oggi molto vividi, come fa notare Victoria: "Ho un ricordo molto bello: papà che si metteva vicino a Edo e Ludo e parlavano di vacanze assieme. Era come se qualcuno avesse acceso all’improvviso il rumore delle cascate. Si ammorbidiva subito". E poi l’insospettabile amore per l’arte, con quei pomeriggi passati "al blockbuster di via Barberini a noleggiare cassette. Arrivavamo a guardare tre film di seguito", le "velleità attoriali" e le occasionali collaborazioni tv, come quella con Corrado Guzzanti ne "Il caso Scafroglia". Tutti pezzi di un puzzle complesso, rimessi insieme a posteriori. Con l’amarezza di non aver potuto comporre il quadro in modo sereno, lontano da inchieste, dopo una lunga vecchiaia vissuta pacificamente.


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