Ambra Angiolini spiazza tutti con una confessione sul suo funerale: "Qualcuno canterà T'appartengo", poi la bulimia e la fama
Tra ricordi dolorosi, svolte decisive e aneddoti sorprendenti, l'attrice ripercorre alcune delle pagine più importanti della sua vita.

Ambra Angiolini ha scelto di raccontarsi con grande sincerità nel corso di una lunga intervista concessa a Stories su Sky, ripercorrendo alcuni dei momenti più significativi della sua vita privata e professionale. Dal successo arrivato quando era appena un’adolescente alle difficoltà affrontate lontano dai riflettori, fino ad alcuni episodi curiosi e inaspettati che ancora oggi la fanno sorridere, il racconto dell’attrice restituisce il ritratto di una donna che negli anni ha imparato a fare pace con il proprio passato.
Ambra Angiolini, le sue origine e la passione inaspettata
Nel corso dell’intervista, Ambra ha ricordato l’ambiente in cui è cresciuta, spiegando come il senso di responsabilità sia stato una presenza costante nella sua educazione. "Mio papà era operaio, mia mamma lavorava con lui, quindi in casa eravamo tutti molto responsabili. Si faceva tutto. Ho imparato a cucinare, a darmi da fare, a essere tutto ciò di cui c’era bisogno", ha raccontato. Proprio da quell’educazione, secondo l’attrice, deriverebbe anche una sua insolita passione: le pulizie più impegnative e faticose, quelle che quasi tutti cercano di evitare. Dai cambi di stagione allo spostamento dei mobili, passando per la pulizia approfondita del forno, Ambra ha spiegato che queste attività le trasmettono una sensazione di ordine e serenità.
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Entra nel canale WhatsAppQuel numero sbagliato che cambiò tutta la sua vita
Uno degli aneddoti più sorprendenti riguarda gli inizi della sua carriera televisiva. Il percorso che l’avrebbe portata a diventare il volto simbolo di Non è la Rai, infatti, rischiò di interrompersi ancora prima di cominciare. Dopo il provino, la produzione cercò per settimane la ragazza che aveva conquistato tutti durante le selezioni, ma senza successo. Il motivo era tanto semplice quanto incredibile: nel numero di telefono lasciato da Ambra, un 5 era diventato un 6. Solo grazie all’intervento della sua insegnante di danza fu possibile rintracciarla. Un piccolo errore che avrebbe potuto cambiare completamente il corso della sua vita. Il successo arrivò rapidamente, ma con il tempo il rapporto con la televisione divenne più complicato:"Quando la televisione ha iniziato a tirare fuori la versione peggiore di me, ho capito che non stavo più bene e che non volevo mostrare quella parte. Non mi sembrava onesto", ha spiegato.
La malattia e la rinascita grazie a Jolanda
Tra i passaggi più intensi dell’intervista c’è quello dedicato alla bulimia, una battaglia che Ambra ha affrontato per anni. Con grande lucidità ha descritto il percorso verso la guarigione, sottolineando quanto sia importante non sentirsi soli: "Si guarisce quando si ha la sensazione che nessuno ti lascerà sola a causa di questa malattia. È una malattia, e nessuno di noi sceglie di ammalarsi, ma tutti vorremmo guarire", ha affermato. A segnare una svolta decisiva fu la nascita della figlia Jolanda. L’arrivo della bambina rappresentò per lei un momento di rinascita personale e di profonda trasformazione, tanto da essere ancora oggi ricordato con commozione: "L’incontro è stato incredibile", ha raccontato, spiegando come quella maternità abbia contribuito a rimettere ordine in una fase molto delicata della sua esistenza.
La confessione sul funerale e la sua canzone più famosa
Nonostante i temi profondi affrontati durante la conversazione, non è mancato spazio per l’ironia che da sempre caratterizza Ambra. Verso la fine dell’intervista, infatti, l’attrice ha immaginato con leggerezza una scena del suo lontanissimo futuro: il proprio funerale. Secondo lei ci sarà sicuramente qualcuno pronto a fare uno scherzo molto particolare: "Qualcuno farà lo scherzo di cantarlo, ma a quel punto non potrò fare niente", ha detto sorridendo, riferendosi alla celebre T’appartengo, il brano che ancora oggi la accompagna nell’immaginario collettivo del pubblico. La riflessione si è conclusa con un’altra battuta: "Quindi comincerò ad abituarmi all’idea che, quando parte la musica, non mi arrabbierò: la prenderò bene".