Amanda Lear, il post di dolore per la morte di Philippe Bouvard: "Merci". Chi era il genio della tv francese

L'attrice e cantante ha salutato per l'ultima volta, via social, il giornalista e autore francese scomparso oggi a 96 anni. Avevano condiviso l'avventura di Les Grosses Têtes.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Amanda Lear
IPA

Amanda Lear saluta sui social, con un post commovente, l’amico e collega Philippe Bouvard, venuto a mancare oggi, 24 agosto 2026, all’età di 96 anni. Ideatore geniale del programma radiofonico (e televisivo) francese Les Grosses Têtes, Bouvard aveva condiviso un pezzetto di quell’avventura proprio con Lear, coinvolta come presenza ricorrente e brillante nel cast. Con il suo personaggio pungente e provocatorio, Amanda aveva caratterizzato una stagione irripetibile dell’intrattenimento d’oltralpe. E il suo ultimo saluto a Philippe, oggi, dimostra quanto fosse profondo il debito di gratitudine verso il giornalista scomparso. Ecco qui sotto tutti i dettagli.

Amanda Lear, l’ultimo saluto (commovente) a Philippe Bouvard

Tra le più riconoscibili e amate ‘sociétaire’ del programma cult Les Grosses Têtes, Amanda Lear ha salutato oggi per l’ultima volta il suo mentore e collega Philippe Bouvard. Quel giornalista e autore geniale, che il 1° aprile del 1977 aveva lanciato su RTL la sua creatura più nota, un programma radiofonico a metà strada tra cultura, comicità e improvvisazione. Lear ha ricordato il grande francese con una foto postata sul suo profilo Instagram, in cui i due sono ritratti fianco a fianco nel corso di un evento pubblico. Ad accompagnare l’immagine, solo due parole: "Merci Philippe". Un grazie dovuto, nella lingua madre del conduttore venuto a mancare all’età di 96 anni a Cannes.

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Stando alle prime ricostruzioni, non è ancora chiara la ragione del decesso di Bouvard. Nessuna causa né malattia particolare è stata resa nota, al momento. Mentre si susseguono, specialmente sui media francesi, i ricordi di una carriera fuori dal comune. Prima del successo clamoroso di Les Grosses Têtes, alla cui guida Bouvard sarebbe rimasto fino al 2014, c’era stata una lunga e intensa carriera nella carta stampata. Era iniziata a Le Figaro, dal gradino più basso, per risalire fino a posizioni di grande rilievo. Un aneddoto su tutti inquadra quegli anni: quando nel marzo del 1955, giovane cronista al reparto Varietà del Figaro, Bouvard fu aggredito dal direttore di un teatro (apparentemente insoddisfatto di una recensione).

Lo stile tagliente e irriverente di Bouvard si era poi riversato in radio, e in tv, con altri programmi iconici come "Il Teatro di Bouvard", successo televisivo anni Ottanta che divenne una vera officina per i talenti comici dell’epoca. Ma il suo nome è rimasto sempre e soprattutto legato all’avventura che anche Amanda Lear aveva condiviso con lui.

Come funzionava lo show di Bouvard e il ruolo di Amanda Lear

Il senso del programma Les Grosses Têtes, lanciato nel 1977 e con protagonista anche Amanda Lear, era quello di riunire attorno a un unico tavolo tanti personaggi noti. Da attori a comici, passando per scrittori, cantanti, giornalisti, a cui il conduttore poneva domane di ogni tipo (cultura generale, curiosità, citazioni da completare o quesiti volutamente bizzarri). I partecipanti, tra cui proprio la Lear, erano chiamati sociétaires e dovevano cercare una risposta alle domande, certo. Ma il vero fulcro dello show rimanevano le battute, le digressioni e le frecciatine che inevitabilmente prendevano forma tra un quesito e l’altro.

Dopo il passaggio della conduzione da Bouvard a Laurent Ruquier, nel 2014, anche Amanda Lear ha progressivamente preso le distanze da quell’avventura. Per lei era stata strettamente e irrimediabilmente legata all’amico scomparso oggi. E giustamente lo ha celebrato con un sobrio saluto sui social.


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