Alyssa Milano, la star di Streghe riapre una ferita profonda: “Mi sentivo una madre fallita”. L'inferno dopo il parto e il ricovero in psichiatria
L'attrice ricorda il difficile periodo dopo la nascita del figlio Milo: ansia, attacchi di panico e una richiesta d'aiuto nel pieno della crisi post partum.

Tutti noi la ricordiamo bella energica, combattiva, coraggiosa e senza peli sulla lingua nelle serie cult Streghe ma, Alyssa Milano (che vestiva i panni di Phoebe), in realtà è molto fragile. È questo ciò che emerge nel racconto pubblicato nella sua newsletter Substack, in cui ha scelto di tornare a parlare della propria esperienza, ripubblicando un testo scritto nel 2018 per Time. L’attrice di Streghe racconta così gli attacchi di panico, il senso di colpa e la depressione vissuti dopo la nascita del figlio Milo. Vediamo insieme tutti i dettagli.
Alyssa Milano, il dramma vissuto dalla star di Streghe: "Mi sentivo come se avessi già deluso mio figlio"
Alyssa Milano ha deciso di tornare a parlare di salute mentale e della propria esperienza dopo la nascita del primo figlio, ripubblicando sulla sua newsletter Substack un articolo che aveva scritto nel 2018 per il Time. La scelta è arrivata in un momento in cui negli Stati Uniti è tornata al centro dell’attenzione la salute mentale materna e, in particolare, ciò che può accadere quando i disturbi legati al post partum non vengono riconosciuti o curati adeguatamente. Nel suo racconto, l’attrice ha spiegato che la nascita di Milo, nel 2011, è stata seguita da un periodo molto difficile. La gravidanza era stata serena e Milano aveva immaginato un parto naturale, senza induzione né cesareo: "Equiparavo il parto naturale al mio valore come donna e come madre, ed ero determinata a non discostarmi da questa convinzione."
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Entra nel canale WhatsAppLe cose, però, sono andate diversamente: dopo ore di travaglio e diversi tentativi di induzione, il bambino è nato con un cesareo: "Quella prima notte, dopo essere tornati dall’ospedale, ho avuto il mio primo attacco d’ansia. Mi sentivo come se avessi già deluso mio figlio. Mi sentivo una madre fallita, il cuore mi batteva all’impazzata, avevo lo stomaco sottosopra, mi sentivo come se stessi morendo."
Alyssa Milano e il ricovero in un reparto psichiatrico dopo la nascita del figlio
Dopo la nascita del figlio, Milano ha iniziato a soffrire di ansia e attacchi di panico ed è stata ricoverata per tre giorni in un reparto psichiatrico: "Ogni giorno, mentre andavo al lavoro in macchina, pensavo a tutti i modi in cui Milo sarebbe potuto morire per mano di chi si prendeva cura di lui. Ogni sera, dopo giornate lavorative di 16 ore, dopo essere finalmente riuscita a tenere in braccio mio figlio e a farlo addormentare, l’ansia della giornata culminava in un attacco di panico debilitante. Sono rimasta in un reparto psichiatrico pubblico per tre giorni. Finalmente, ho iniziato a sentire che il mio dolore veniva compreso, ma non è stato facile. Ho trovato degli angeli ma uno dei miei medici ha minimizzato i miei sintomi e molti dei miei colleghi, anche donne, facevano ancora fatica a capire che stessi soffrendo."
Oggi Milano utilizza quella esperienza per sottolineare quanto sia importante riconoscere tempestivamente i problemi di salute mentale delle madri: "Le malattie mentali non sempre si manifestano in modo evidente e le risposte non sono sempre chiare o nette. Cosa succederà a quelle madri che non hanno avuto lo stesso tipo di sostegno che ho ricevuto io?" Parlando del caso di Lindsay Clancy, accusata di aver ucciso i suoi tre figli nel 2023 prima di tentare il suicidio, ha precisato: "L’ansia post-parto e la psicosi post-parto sono condizioni diverse, e la mia esperienza non è quella di Lindsay Clancy. Ma il processo ha riportato l’attenzione su una verità che le accomuna: i sintomi dei disturbi mentali materni devono essere riconosciuti, creduti e trattati con urgenza".
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