Alex Belli: "A Temptation Island è tutto vero, il montaggio è geniale. Grande Fratello? Rifarei tutto, i reality hanno preso il posto delle fiction"
L'attore si racconta a Libero Magazine: dai reality che rifarebbe "sempre", alla difesa di Temptation Island dalle accuse di essere costruito, fino all'analisi sul momento della televisione italiana

Da Centovetrine ai reality che hanno segnato la sua carriera, passando per il teatro, i musical e nuovi progetti artistici. Alex Belli continua a dividersi tra televisione e recitazione, senza rinnegare nessuna delle esperienze che lo hanno reso uno dei personaggi più discussi degli ultimi anni. In questa intervista a Libero Magazine parla del futuro del Grande Fratello, spiega perché secondo lui Temptation Island continua a funzionare e risponde alle critiche di chi sostiene che il programma sia costruito. Poi racconta anche come la nascita del figlio abbia cambiato il suo modo di vedere la vita.
Alex Belli, dal Grande Fratello al futuro dei reality: "Hanno bisogno di nuove dinamiche"
Nel corso della sua carriera Alex Belli ha attraversato mondi molto diversi, ma non rinnega nessuno dei percorsi affrontati. Se gli proponessero un nuovo reality, la risposta sarebbe ancora positiva.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsApp"Io rifarei sempre tutto. Ogni cosa che ho scelto di fare nella mia vita l’ho scelta io, l’ho fatta convinto e ho sempre portato a termine i miei progetti. Alcuni hanno avuto anche un grande successo."
Per Belli, il cambiamento della televisione è sotto gli occhi di tutti. Le lunghe serialità hanno progressivamente lasciato spazio ai reality, diventati, di fatto, una forma diversa di racconto.
"A un certo punto la fiction è stata sostituita dai reality. Pensiamo al Grande Fratello: due prime serate a settimana da quattro ore e mezza per sei mesi. È una lunga serialità raccontata in un’altra forma."
Questo, però, non significa che il genere non abbia bisogno di rinnovarsi. Secondo l’attore, il problema non è il format in sé, ma la sua continua ripetizione.
"Siamo andati incontro a una sovraesposizione dei reality. Se proponi lo stesso format in maniera continuativa, il pubblico a un certo punto dice: ‘Questa cosa l’ho già vista’. E va a cercare altro, magari sulle piattaforme."
Per questo motivo ritiene fondamentale investire su idee nuove.
"Io rifarei i reality, ma rifarei soprattutto prodotti nuovi. Amo le novità, le prime stagioni, perché hanno una forza completamente diversa."
Anche il Grande Fratello, secondo lui, avrebbe bisogno di un’evoluzione.
"Ha bisogno di intrattenimento, di nuove dinamiche, magari anche di un format rivoluzionato. Certo, dopo tanti anni è difficile cambiare un programma così longevo."
Belli porta anche il proprio esempio. La dinamica sentimentale che lo ha visto protagonista al Grande Fratello Vip è rimasta impressa nella memoria del pubblico proprio perché inedita.
"Quando ho partecipato io, quella dinamica ha avuto un grandissimo successo. Ma se poi nelle edizioni successive provi a riproporre la stessa cosa, il pubblico ti dice: ‘L’ho già vista’. Anche io, se dovessi rientrare, non potrei rifare quel percorso. Non avrebbe senso."
Per l’attore è la stessa difficoltà che incontrano le grandi serie televisive quando devono affrontare nuove stagioni.
"È come quando devi scrivere una terza o una quarta stagione di una serie di successo: o trovi idee completamente nuove oppure il pubblico perde interesse."
"Sogno ruoli lontani da me: da attore sono le sfide che amo"
Se oggi dovesse scegliere un personaggio da interpretare, Alex Belli non avrebbe dubbi: preferirebbe allontanarsi completamente dall’immagine con cui il pubblico lo identifica.
"Ho tanti ruoli nel cassetto, alcuni li ho scritti anch’io. C’è un progetto a cui tengo molto, si chiama Crypto: racconta la storia di un ragazzo nerd che si muove nel mondo della criminalità e delle criptovalute. È un personaggio completamente diverso da me."
Più che l’eroe affascinante, lo incuriosiscono le trasformazioni.
"Sogno ruoli lontani dalla mia fisicità, perché dal punto di vista attoriale rappresentano una scommessa."
Per questo motivo non avrebbe alcun problema a modificare anche il proprio aspetto.
"Assolutamente sì. Sono le sfide che noi attori amiamo. Guardi certi attori internazionali e si trasformano completamente per un ruolo. In Italia, invece, succede molto meno."
Un’esperienza che gli ha dato questa possibilità è stata Tale e Quale Show, dove ha interpretato personaggi agli antipodi rispetto alla sua immagine.
"Mi sono divertito tantissimo. Quando mi sono visto trasformato in Rosa Chemical o in Toto Cutugno sono impazzito. Non esistevo più io: c’era un’altra persona. Da attore è una sensazione bellissima."
Secondo Belli, la difficoltà che attraversano oggi molte fiction nasce proprio dalla scrittura.
"Scrivere qualcosa che funzioni è un miracolo. A volte hai un’intuizione geniale, altre volte scrivi una cosa che non funziona. Serve anche l’onestà di capire quando una storia non è quella giusta da proporre."
Temptation Island: "Non è finto, sono vere le reazioni"
Tra le esperienze televisive che Alex Belli ricorda con più piacere c’è Temptation Island, vissuto insieme a Delia Duran. Un percorso che, racconta, ha rafforzato la loro relazione.
"Quando siamo entrati a Temptation Island stavamo insieme da pochissimo. Eravamo molto innamorati e vivevamo un momento bellissimo. Per noi è stato un viaggio nel sentimento che ci ha rafforzato. Ci ha uniti ancora di più e ci siamo divertiti da paura."
Secondo l’attore, però, il programma funziona soprattutto con le coppie che non appartengono al mondo dello spettacolo.
"Sono convinto che Temptation Island funzioni molto meglio con chi non fa questo mestiere. Noi abbiamo soglie di gelosia diverse. Se vedo Delia parlare con un tentatore o farsi spalmare la crema, non è una cosa che mi sconvolge. Delia è un’attrice, l’ho vista girare scene molto più intime di quelle."
Belli interviene anche sul tema che accompagna ogni edizione del programma: le accuse di essere costruito.
"Il pubblico dirà sempre che è tutto finto, perché il reality si presenta come un racconto della realtà. Ma bisogna capire come viene realizzato."
La spiegazione, secondo lui, è semplice: gli autori non scrivono ciò che accade, ma raccontano ciò che succede.
"Ogni reality si basa sull’accadimento. Gli autori aspettano che succeda qualcosa. Il loro lavoro entra nel montaggio, nella scelta delle immagini che vengono mostrate ai concorrenti. Ma quello che succede non è scritto."
Il montaggio, dunque, è parte integrante del linguaggio televisivo, ma non altera la spontaneità delle reazioni.
"Prendono alcuni momenti e li mostrano al partner. Poi aspettano la sua reazione. È questo il gioco di Temptation Island."
Anzi, proprio il lavoro di post-produzione rappresenta uno degli aspetti che più lo hanno colpito.
"Ho fatto i complimenti ai montatori e ai direttori musicali. Sono dei geni assoluti. Riescono a costruire una tensione incredibile."
Le emozioni, però, nascono dal contesto.
"Quando sei dentro un reality tutto è amplificato. Le emozioni, le relazioni, le amicizie e perfino le litigate. Fuori magari non discuteresti mai per certe cose, ma lì vivi ventiquattr’ore su ventiquattro dentro una bolla."
È proprio questa amplificazione, spiega, che spesso viene fraintesa da chi guarda il programma da casa.
"Il pubblico vede una scena e pensa: ‘In fondo non è successo niente’. Ma quando sei lì dentro ogni cosa assume un peso completamente diverso."
Alex Belli: "Fare il papà è una scoperta continua. Non esiste un tutorial"
Dopo anni trascorsi sotto i riflettori, oggi Alex Belli sta vivendo anche un ruolo completamente nuovo: quello di padre. E, a differenza di tanti altri aspetti della sua carriera, ammette di non avere certezze.
"È molto difficile rispondere alla domanda su che papà sono. Non esiste un tutorial. Ogni giorno scopri qualcosa di nuovo."
Parla della paternità come di un’esperienza fatta di improvvisazione e meraviglia.
"Con Delia ci diciamo spesso che è una scommessa continua. Ogni giorno scopri un mondo nuovo. Guardo mio figlio Gabriel e mi chiedo cosa stia pensando. Mi affascina entrare nella sua testolina."
Per lui crescere un figlio significa costruire il proprio ruolo giorno dopo giorno.
"Il ruolo del papà e della mamma si costruisce ogni giorno. È un’improvvisazione continua."
La musica, invece, continua ad accompagnarlo come ha sempre fatto.
"Io sono nato come musicista e questo mi accompagna ancora oggi."
Negli ultimi mesi ha dato vita a Ibrido Puro, un progetto artistico realizzato insieme al regista Michele Burgai che riflette sul rapporto tra creatività e intelligenza artificiale.
"Abbiamo fatto cantare insieme me e il mio alter ego ventenne ricreato con l’intelligenza artificiale. È un progetto provocatorio, non vuole sostituire la musica vera, ma raccontare il rapporto tra un artista e il suo avatar digitale."
Sul futuro, infine, Belli conferma di voler continuare a sperimentare. Oltre alle attività della sua casa di produzione, ha da poco concluso un’esposizione alla Biennale di Venezia con una collezione dedicata alle grandi icone femminili degli ultimi cento anni.
"Sono sempre attivo su più fronti. Mi piace sperimentare e mettermi alla prova. È quello che ho sempre fatto e che continuerò a fare."