Alessio Boni, paura a Siracusa davanti a migliaia di persone: “Ho perso la memoria”, poi rivela a cosa non rinuncerebbe mai
L’attore racconta l’emozione per I persiani al Teatro Greco di Siracusa, gli esordi, l'amore per il suo lavoro e la vita lontano dal palco con i suoi tre figli.

Dietro quell’immagine di attore perfetto si nasconde un uomo che sa il significato della parola ‘ansia’ prima del debutto. Alessio Boni, in un’intervista a Corriere della Sera, ha raccontato la paura dinanzi a 6 mila persone, al Teatro di Siracusa, prima di salire sul palco per I Persiani, di Eschilo. Un’emozione che lo ha messo alla prova, fino a fargli perdere la memoria durante le prove. Ora, tornato alla quotidianità accanto alla famiglia e ai suoi tre figli, pensa ai nuovi progetti, ai ricordi e non solo. Di seguito, tutti i dettagli.
Alessio Boni e la paura prima di salire sul palco: "Ho perso la memoria, il vuoto"
In un’intervista al Corriere della Sera, Alessio Boni ripercorre il momento particolarmente significativo vissuto al Teatro Greco di Siracusa con "I Persiani" di Eschilo, esperienza che considera una sorta di ritorno alle proprie origini artistiche. L’attore racconta di aver affrontato inizialmente l’appuntamento con grande timore, consapevole del peso storico di un luogo attraversato dell’enorme tradizione della tragedia greca. "Durante le prove ho perso la memoria, il vuoto. Quando siamo saliti sul palco per la prima volta, ho sentito arrivare dalle pietre un’energia che mi ha invaso". Boni che inizialmente lo aveva intimorito ma che si è trasformato in una delle esperienze più intense della sua carriera. "Niente è mai un punto di arrivo, semmai di partenza", afferma l’attore, sottolineando quanto il confronto con un luogo dalla storia millenaria abbia accresciuto il senso di responsabilità e il legame con il teatro.
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Entra nel canale WhatsAppBoni torna anche agli anni della formazione, ricordando l’Accademia Silvio d’Amico, il maestro Orazio Costa e il regista Andreas Rallis, decisivo per il suo ingresso nel mondo della recitazione. A 17 anni, invece, aveva lasciato Sarnico senza un progetto preciso: lavorava come piastrellista e studiava ragioneria, finché la scoperta del teatro non gli fece intravedere una strada diversa. Nell’intervista parla poi del suo impegno con Cesvi e delle missioni umanitarie, soffermandosi in particolare su Haiti, dove ha incontrato situazioni di estrema povertà e tensione: "Haiti mi ha colpito molto. Dopo l’uragano c’era una tensione che si tagliava con il coltello, credo che se avessero potuto ci avrebbero ammazzati e rubato la Jeep per venderla e procurarsi del cibo. Haiti era una ferita aperta, sanguinante. Ricordo la ferocia negli sguardi dovuta proprio alla fame, al non aver più nulla: acqua, cibo, casa. Lo Stato non rispondeva ed erano troppi mesi che vivevano in quelle condizioni. Ci sono stati momenti di tensione e di paura, ogni giorno speravo che non succedesse nulla."
Alessio Boni, a cosa non rinuncerebbe mai e l’amore per i figli
Sul futuro annuncia nuovi progetti tra cinema, televisione e teatro, ribadendo però l’importanza della scena: " Ancora cinema, televisione e teatro, al quale non rinuncio." E, nonostante i numerosi impegni professionali, assicura di non voler rinunciare alla famiglia: "Guai a chi me li toglie. Adesso, finita l’intervista, torno da loro".