Alessio Boni a Da noi a ruota libera, la rivelazione sul suo Don Chisciotte: "Mio figlio ha pianto"

Ospite di Francesca Fialdini a Da noi… a ruota libera nel giorno di Pasqua, l'attore Alessio Boni si è raccontato tra carriera e vita privata

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Redazione

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Alessio Boni da noi a ruota libera
Ufficio Stampa Rai

Ospite a Da Noi a Ruota Libera nella puntata di domenica di Pasqua del 5 aprile, Alessio Boni si è raccontato tra carriera, ruoli iconici e vita privata, condividendo riflessioni sul suo lavoro e momenti più intimi legati alla famiglia. Ecco cosa è successo.

Da Noi a Ruota Libera, l’intervista ad Alessio Boni del 5 aprile

Nel salotto di Francesca Fialdini, Alessio Boni Alessio Boni si racconta tra lavoro, scelte personali e famiglia: "Sono perennemente in giro per lavoro: tra teatro, presentazioni di Don Chisciotte al cinema, un progetto indipendente a cui sono profondamente legato". Parlando del celebre cavaliere, spiega il suo modo di interpretarlo: "Non lo devi fare come un Pierrot. Don Chisciotte ci crede davvero: è uno che vede oltre, smaschera le ingiustizie e vuole aiutare poveri ed emarginati". Un ruolo che considera ancora estremamente attuale: "Già allora parlava degli ultimi, dei contadini, quando la letteratura era ancora riservata alle élite".

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Sulle sfide legate ai personaggi realmente esistiti aggiunge: "Quando interpreti una leggenda come Walter Chiari, ti tremano i polsi. Mi ha aiutato molto suo figlio Simone. Di Caravaggio non sappiamo con certezza com’era, di Chiari sì: è nell’immaginario di tutti". E ricorda anche il successo inaspettato de La meglio gioventù: "Ci è caduto addosso come una favola. All’inizio nessuno voleva produrlo perché considerato troppo politico. Poi Cannes, il premio, e improvvisamente lo volevano tutti. Eravamo impreparati: avevamo una sola copia del film, quella portata al festival. Il successo fu travolgente, a Parigi rimase in sala per un anno". Infine, sulle proposte internazionali: "Mi chiamavano da tutto il mondo, dalla Francia all’America, con proposte anche bellissime. Ma non volevo fare due battute da stereotipo italiano in film stranieri".

Nel corso dell’intervista emerge anche un lato più personale e toccante: "Chi non desidererebbe un padre così? Un nobile in pensione che indossa un’armatura e cerca uno scudiero per rimettere ordine nel mondo, non per potere ma per migliorarlo". Un’emozione condivisa anche in famiglia: "Vederlo al cinema è stato emozionante anche per mio figlio: ha pianto guardandolo". Infine, uno sguardo alla quotidianità con la compagna Nina Verdelli e al rapporto con i figli: "Ai miei figli dedico ogni ritaglio di tempo possibile".


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