Alessandro Antonicelli, addio alla star del web 'PettorAle': la causa della morte e l'ultimo messaggio
Alessandro Antonicelli, personal trainer e star del web conosciuto come PettorAle, è morto a 26 anni per un raro tumore alle ossa. Migliaia di messaggi di cordoglio sui social.

È morto a 26 anni Alessandro Antonicelli, conosciuto sui social come PettorAle. Il giovane personal trainer e coach online, seguito da oltre 150mila persone su Instagram, si è spento a causa di un osteosarcoma condroblastico, una rara forma di tumore maligno alle ossa diagnosticata due anni fa. L’annuncio è arrivato tramite un post pubblicato sul suo profilo ufficiale, dove la famiglia ha chiesto rispetto e riservatezza per il momento di dolore.
È morto Alessandro Antonicelli (PettorAle): la malattia e la causa della morte a 26 anni
La malattia gli era stato diagnosticato nel 2023, dopo un lungo periodo in cui aveva attribuito a un affaticamento i dolori al ginocchio e la stanchezza persistente. Solo gli accertamenti successivi avevano rivelato la presenza di un tumore che colpisce meno dello 0,2% della popolazione. Antonicelli aveva scelto di condividere pubblicamente il suo percorso, raccontando sui social le terapie, i momenti difficili e la quotidianità con la malattia. I suoi video erano diventati in breve tempo un punto di riferimento per molti utenti alle prese con situazioni simili. Appena una settimana fa, Pettor Ale era riapparso sul web con un messaggio doloroso in cui aveva svelato il peggioramento della malattia: "La verità è che durante il viaggio in Giappone, e soprattutto al rientro, la situazione è crollata in fretta: sono partito che camminavo ancora, sono tornato che non mi reggevo in piedi senza stampelle".
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Entra nel canale WhatsAppChi era Alessandro Antonicelli
Originario del Piemonte e laureato in Biologia, Alessandro si era trasferito a Milano per proseguire gli studi in Scienze dell’alimentazione e della nutrizione umana. Nel capoluogo lombardo aveva anche avviato la sua attività professionale come personal trainer, un percorso costruito attraverso anni di sport: dal calcio al nuoto, dal judo al sollevamento pesi. La sua presenza online era cresciuta rapidamente grazie ai contenuti dedicati al fitness e alla nutrizione, caratterizzati da un approccio diretto e molto seguito dalla community. Calcio, nuoto, judo, sollevamento pesi: Alessandro viveva di movimento e per il movimento. Ed è probabilmente questa la parte della sua storia che colpisce di più: la malattia gli ha tolto il corpo come alleato, ma lui non ha mai smesso di ascoltarlo, raccontarlo, rispettarlo.
Il progetto "Fuck Cancer" e il messaggio della famiglia
Durante le cure contro il cancro, Antonicelli aveva lanciato il progetto "Fuck Cancer", un’iniziativa nata per sostenere la ricerca oncologica. Tra le idee, anche una linea di cappellini il cui ricavato sarebbe dovuto andare all’Istituto dei Tumori di Milano. La famiglia ha confermato che proseguirà quanto avviato, nel rispetto dello spirito con cui Alessandro aveva voluto trasformare la propria esperienza in un aiuto per gli altri.
Questo il messaggio lasciato sulla pagina Instagam di Alessandro da parte dei suoi cari:
Oggi il mondo è un po’ più vuoto: Ale è volato via, libero dal dolore, trovando la pace che meritava. Sappiamo quanto lo abbiate amato e sostenuto, ma ora vi chiediamo di proteggere questo momento doloroso che la famiglia, la fidanzata e gli amici stanno attraversando. Porteremo avanti il suo progetto Fuck Cancer con la stessa determinazione che lui ci ha insegnato: è ciò che avrebbe voluto, ed è il modo più vero per tenerlo vivo.
Il cordoglio sui social
L’annuncio della morte ha generato un’ondata di messaggi di affetto. Migliaia di utenti hanno lasciato un ricordo, un pensiero o un ringraziamento sotto i suoi post. In molti hanno sottolineato la forza con cui aveva affrontato la malattia e la capacità di mantenere un tono costruttivo anche nei momenti più complessi. "Vai lassù ad insegnare agli altri come si spinge la ghisa, sei stato un campione", ha scritto un suo fan. E ancora: "Grazie caro Ale per tutto, per avercela messa tutta fino alla fine, ora sei libero, vola altissimo! E guardaci da lassù, sei un esempio di vita per tutti", oppure: "Sarai sempre un esempio di come la vita va presa in mano e vissuta in ogni attimo".
Tra le frasi più condivise, la stessa che accompagna la sua ultima foto:
"La vita vale sempre la pena di essere vissuta."