"Una sola regista in corsa per il Leone d'Oro? Inquietante, ma c'è un motivo": spiazzante rivelazione di Alberto Barbera

Il direttore artistico della Mostra del Cinema di Venezia si è espresso sulla presenza di un'unica regista donna in gara, spiegandone le motivazioni

Anna Montesano

Anna Montesano

Web Editor

Web editor appassionata di cinema e TV, dopo la laurea in Lettere Moderne mi specializzo in Editoria e Giornalismo e trasformo la passione per la scrittura in un lavoro.

"Una sola regista in corsa per il Leone d'Oro? Inquietante, ma c'è un motivo": spiazzante rivelazione di Alberto Barbera
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Una Mostra del Cinema senza filtri e immersa nei drammi del presente. È così che Alberto Barbera, direttore artistico dell’evento, ha presenta la diciottesima edizione, definendola come una delle più "politiche" di sempre. L’obiettivo? Usare il grande schermo per raccontare le spaccature del mondo attuale: dai conflitti in Ucraina e Medio Oriente alla crisi in Bielorussia, passando per il clima e il futuro incerto delle nuove generazioni.

Una sola regista in gara alla Mostra del Cinema di Venezia: Alberto Barbera ne spiega i motivi

Il tema più spinoso di questa edizione della Mostra riguarda però il drastico calo della presenza femminile nella corsa al Leone d’Oro. Quest’anno c’è infatti una sola regista in gara – la danese May el-Toukhy con Woman Unknown – a fronte delle sei autrici della scorsa edizione. Un dato che fa ancora più scalpore se si pensa che le giurie principali del festival sono guidate proprio da tre donne (Maggie Gyllenhaal, Valerie Donzelli e Carolina Cavalli).

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Alberto Barbera ha ammesso apertamente la propria amarezza per questo minimo storico, definendo "inquietante" questo caso ma spiegando che c’è un motivo preciso per questo ulteriore calo e va trovato nel materiale effettivamente ricevuto: le opere dirette da donne inviate al festival sono scese dal 30% dello scorso anno al 24%. Nonostante il calo preoccupante, la direzione ha confermato di voler valutare unicamente la qualità artistica dei film, senza applicare riequilibri forzati.

Cinema italiano in crescita: gli ultimi dati

Se dal fronte americano si nota una certa latitanza – dovuta alla complessa fase di riorganizzazione che stanno attraversando le grandi produzioni di Hollywood -, il cinema italiano riserva invece piacevoli sorprese. Venezia accoglie infatti una rappresentanza nostrana ricca e variegata, capace di affiancare grandi maestri e nuovi autori emergenti. Un segnale di forte rinnovamento che lascia guardare al futuro della nostra cinematografia con un cauto ottimismo.


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