Alberto Angela analizza 'Odissea' di Nolan: "Ci sono delle incongruenze". Il retroscena che svela il vero significato del film

L'opinione di Alberto Angela su 'Odissea' di Christopher Nolan va in controtendenza con le altre: la rivelazione del divulgatore sui contenuti che si allontanano dall'originale

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Il successo cinematografico dell’estate ha la firma del regista britannico, ma l’analisi più profonda e decisamente meno ingessata del solito arriva dalle pagine de Il Messaggero. Quando il nostro divulgatore preferito Alberto Angela si è messo a guardare l’Odissea di Nolan, l’incontro tra l’epica più pura e il cinema pop ha fatto scintille. L’adattamento sul grande schermo del poema omerico è certo un kolossal pieno di effetti speciali, ma si presta bene per essere una rilettura moderna che può parlare direttamente ai ragazzi di oggi.

Alberto Angela, dalle perplessità storiche all’empatia tra colleghi

A un primo sguardo, bisogna dirlo onestamente, l’occhio clinico di Alberto Angela ha storto un po’ il naso. Le incongruenze tecniche disseminate nella pellicola hanno fatto venire più di un grattacapo al buon Alberto: navi che assomigliano fin troppo a quelle dei vichinghi, paesaggi decisamente nordici ed elmi o armature che con l’Età del Bronzo c’entrano davvero poco.

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Eppure, quel primo momento di perplessità si è trasformato al volo in un abbraccio entusiasta. Perché capire l’obiettivo di Christopher Nolan – ovvero prendere un mattone di 3200 anni fa e farlo digerire a chiunque senza far volare le mosche in sala – ha spinto il conduttore a sentirsi una sorta di "fratello" del regista. E così, la traduzione dell’antichità in un linguaggio visivo fresco può essere l’unico vero trucco per salvare dalla polvere capolavori immortali come la Divina Commedia o I Promessi Sposi.

Omero come primo motivatore tra intelligenza artificiale e lavoro

Ma oltre alle eliche delle navi e alle corazze, il bello del film è nel modo in cui fa sentire attuale il mito. Nella visione di Angela, Omero si rivela a tutti gli effetti il più grande motivatore della storia umana. Il viaggio di Ulisse non è la solita storiella polverosa con mostri e divinità della mitologia, ma diventa lo specchio esatto della vita di oggi.

L’eroe greco deve fare i conti con l’ignoto usando solo il cervello, la furbizia e una buona dose di improvvisazione. Praticamente la stessa identica cosa che devono fare i giovani di oggi quando provano a capire come muoversi tra l’avanzata dell’intelligenza artificiale, le sfide dei cambiamenti climatici e un mondo del lavoro che non garantisce più certezze. In mezzo a questa bufera, il faticoso ritorno a casa di Odisseo diventa la metafora di tutti i ragazzi che ogni giorno sputano sangue per raggiungere la propria personale Itaca.

Una bandiera per i giovani europei e il ritorno ai valori

Secondo Angela, l’opera si basa sui valori del ritorno a casa. Per il divulgatore, fare rotta verso casa non significa affatto rifugiarsi al sicuro nella solita comfort zone, ma ritrovare le proprie radici, i valori veri e il calore della famiglia.

Ed è qui che la riflessione si fa ancora più interessante. Questa sensibilità verso i diritti umani, l’ambiente e la cura dell’altro è una caratteristica del nostro continente. Ecco perché, tra un colpo di scena e l’altro, l’Odissea di Nolan potrebbe trasformarsi in una bandiera per i giovani europei, un promemoria per ricordarci chi siamo e dove stiamo andando.


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