Al Bano canta in Israele e scoppia la polemica: “Uso la voce per ispirare la pace”, la replica dopo gli attacchi

Il concerto sold out del cantante salentino a Tel Aviv ha sollevato tantissime critiche sui social: la sua riposta

Pietro Guerrini

Pietro Guerrini

Content editor

Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).

Il palco di Tel Aviv, le luci della festa e le note di ‘Felicità’ mentre la guerra continua a segnare il Medio Oriente. È questa la contraddizione che ha trasformato il concerto di Albano Carrisi in un caso politico e sociale, facendo scoppiare la polemica. Il cantante salentino, però, non si è tirato indietro e, dopo le contestazioni, ha spiegato pubblicamente perché abbia scelto di esibirsi in Israele, rivendicando una concezione della musica come strumento di dialogo e non come espressione delle divisioni tra Stati. Scopriamo cosa ha detto e tutti i dettagli.

Al Bano in Israele: Tel Aviv festeggia, Gaza resta sullo sfondo

Domenica 13 settembre Al Bano è salito sul palco del Charles Bronfman Auditorium di Tel Aviv per uno spettacolo organizzato in occasione di Rosh Hashanah, il capodanno ebraico. La serata ha fatto registrare il sold out e nel repertorio non sono mancati alcuni dei brani più conosciuti del cantante, compresa ‘Felicità’. La scelta di esibirsi in Israele, tuttavia, è stata accolta da una pioggia di contestazioni sui social, soprattutto in relazione alla guerra e alla drammatica situazione lungo la Striscia di Gaza. Il contrasto tra una serata di festa in una delle principali città israeliane e il genocidio che continua a decimare la popolazione palestinese ha inevitabilmente riacceso il dibattito sulla possibilità, per gli artisti, di tenere separata la musica dal contesto politico nel quale viene proposta. Sui social sono comparsi messaggi durissimi contro il cantante pugliese, tanto da portare lo staff di Al Bano a limitare la possibilità di commentare alcuni contenuti sul web. È bene sottolineare, tuttavia, che la posizione di Carrisi appare coerente con una linea già adottata in passato. Il cantante non ha infatti mai rinunciato a esibirsi, a prescindere dal contesto: basti pensare al concerto dello scorso anno a San Pietroburgo, in Russia.

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La risposta di Al Bano: "La musica continua a essere un ponte"

Di fronte alla nuova ondata di critiche Albano Carrisi ha scelto di rispondere direttamente sui social. Nessuna retromarcia e nessuna trasformazione del concerto in una dichiarazione politica: il cantante ha invece ribadito che il significato della sua presenza a Tel Aviv risiede nella possibilità di utilizzare la musica per costruire dialogo anche nei momenti più drammatici. Il suo messaggio è stato affidato a queste parole: "Da orgoglioso italiano e cittadino del mondo, credo che la musica non conosca confini. Parla un linguaggio universale, capace di unire persone di ogni nazionalità, cultura e credo. Per tutta la mia vita, la musica è stata il mio modo di condividere emozioni, costruire amicizie e creare legami con gli altri. Quando salgo su un palco, lo faccio con questo spirito: con rispetto per il mio pubblico e con fiducia nella nostra umanità. Comprendo le preoccupazioni legate alla mia esibizione. La mia presenza vuole essere un gesto di vicinanza umana, ispirato dalla pace e dalla compassione. In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte. Il mio desiderio è mantenerlo aperto, usando la mia voce per ispirare comprensione, amicizia e speranza, oggi e per le generazioni che verranno".


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