Agata Christian, De Sica torna al cinema con un esilarante giallo-comico e un cast irresistibile: Libere Recensioni
Risate e mistero al centro del nuovo film diretto di Christian De Sica con un super cast: un'ora e mezza per divertirsi senza pensieri

Esce il 5 febbraio nei cinema di tutta Italia "Agata Christian. Delitto sulle nevi", il film diretto da Eros Puglielli che regala due ore di divertimento senza troppi pensieri con un cast guidato da Christian De Sica e che raduna tanti volti amati della commedia italiana.
Agata Christian, recensione del nuovo film con Christian De Sica
Il film è un giallo-comico ambientato in un meraviglioso castello tra le nevi della Valle d’Aosta, e l’ambientazione veramente da favola, è già un motivo per andarlo a vedere. Nel castello, di proprietà di una ricca famiglia di imprenditori nel ramo dei giochi in scatola, si ritrovano il criminologo di fama Christian Agata (De Sica), il padrone del castello che ricco fondatore dell’impresa (Giorgio Colangeli), con la seconda moglie (Ilaria Spada) e la loro figlia (Alice Pagani), il figlio di primo letto (Maccio Capatonda) che aspira a prendere le redini dell’azienda del padre, la di lui fidanzata (Sara Croce), uno youtuber trascinato in un progetto promozionale da questo rampollo (Tony Effe), la segretaria del patron (Chiara Francini) e il marito (Enzo Paci) e l’inserviente del castello (Marco Marzocca). A questo gruppo si aggiungono due poliziotti locali, uno più pasticcione dell’altro (Lillo e Paolo Calabresi), piombati lì per contestare un multa. Mentre il gruppo è riunito una improvvisa valanga li blocca all’interno del maniero dove, poco dopo, viene assassinato uno di loro. E l’assassino, come nota subito il criminologo Agata è una persona di questo assortito gruppo.
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Entra nel canale WhatsAppPartono dunque immediatamente le indagini che, tra domande acute, rinvenimento di tracce, ipotesi investigative, costringe tutti i personaggi a tirare fuori i propri indicibili segreti. Tutti infatti, avrebbero avuto buoni motivi per uccidere la vittima, ma chi è stato a farlo veramente? Il viaggio verso la verità per il criminologo che prenderà in mano la situazione, coadiuvato dai due poliziotti pasticcioni sarà intricato e, soprattutto, divertente per il pubblico, tra battute, colpi di scena, ipotesi surreali e un divertito omaggio a grandi classici del cinema, soprattutto anglosassone, come "Invito a cena con delitto".
Un film che, nel bel mezzo di un gelido inverno, accompagna il pubblico in una storia scorrevole, che si svolge nella meraviglia candida di vette e boschi imbiancati dalla neve, in un castello delle fiabe al cui interno però, troviamo un gruppo di esseri umani ognuno con la sua frustrazione e la sua miseria: l’invidia, l’avidità, la rabbia, il tradimento, il bisogno di approvazione, l’ambizione, la frustrazione, l’amore non corrisposto. Ogni personaggi incarna un guaio, e il brillante, ma terribilmente vanesio e dunque spesso ridicolo criminologo protagonista, li svela ad uno ad uno. Christian De Sica si cala nei panni di Agata molto comodamente, mettendogli a disposizione l’esperienza in tanti altri personaggi già incarnati nella sua lunga carriera similmente cialtroni ed egocentrici. Questa volta si ritrova a dialogare comicamente con la super coppia formata da Lillo e Paolo Calabresi che sono sicuramente l’elemento più divertente ed esplosivo di tutta la storia.
Una coppia di sbirri sgangherata: l’uno (Lillo) un pasticcione con un terribile rapporto con gli animali e la natura in cui si ritrova immerso, ma volenteroso nonostante gli scarsi risultati della sua attività investigativa, e perennemente sotto botta del criminologo che si allea con l’altro, un Paolo Calabresi con inedito accento altesino, molto più furbo del collega bonaccione, che manda sempre avanti lui per poi brillare, un po’ misteriosamente, agli occhi dell’illustre criminologo.
Agata Christian – Delitto sulle nevi regala anche al pubblico un inedito (anche esteticamente: senza baffi e con una folta, improbabile, chioma) Maccio Capatonda, figlio viziato e vanamente rampante del ricco imprenditore, che vuole innovare e farsi vedere all’altezza del padre solo per avere la sua approvazione, un’ansia che, naturalmente, lo porta a inanellare un pasticcio dietro l’altro e a tuffarsi in iniziative discutibili, come quella di tentare di coinvolgere nel suo business un annoiatissimo youtuber interpretato da un Tony Effe piuttosto comodo in questi panni, e all’esordio sul grande schermo nell’età adulta (esistono in rete diversi video di una fiction Rai in cui recitava da bambino).
Ci sono poi tante donne nel cast a dare spessore alla storia, a iniziare da Ilaria Spada, sempre più brava, per proseguire con la ciclonica Chiara Francini, la cui energia deborda anche nel personaggio della fedelissima segretaria del boss, mentre Sara Croce si cala nei panni di una femme fatale, opportunamente naiv quando serve, ma parecchio presente a se stessa quando è il caso di usare ogni arma a sua disposizione per raggiungere i suoi obiettivi.
A dirigere cotanta orchestra, Eros Puglielli, che senza sbavature guida una storia corale pensata per regalare intrattenimento senza pensieri a un pubblico che abbia voglia di farsi qualche risata mentre si diverte, insieme ad Agata Christian e ai due strampalatissimi poliziotti, a cercare di capire chi mai sia l’assassino in questa variegata compagnia.
