Addio Guido De Maria, il 'papà' di Nick Carter e SuperGulp che rivoluzionò i fumetti in tv: le cause della morte

L’autore modenese lascia un segno profondo nella tv, nella pubblicità e nel fumetto italiano: dalla collaborazione con Bonvi e Guccini ai personaggi entrati nella memoria.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Guido De Maria
Sky.it

Modena perde una delle sue figure più originali e poliedriche. Guido De Maria è morto nella mattina di lunedì 31 agosto, all’età di 93 anni, dopo una vita trascorsa tra disegno, televisione, pubblicità, cinema e umorismo. Un nome legato soprattutto alla nascita di un modo completamente nuovo di portare i fumetti sul piccolo schermo, ma anche a personaggi, slogan e campagne pubblicitarie rimasti nell’immaginario collettivo. La sua scomparsa arriva a poche settimane da quella dell’amico di lunga data Francesco Guccini e a pochi giorni dalla morte del fotografo Franco Fontana, segnando un altro doloroso addio per il mondo culturale modenese. Non sono al momento note le cause della morte, per quanto è da immaginare possa trattarsi di complicanze legate all’età dell’artista e regista.

Guido De Maria: dalle vignette alla pubblicità

Nato a Lama Mocogno il 20 dicembre 1932, De Maria si trasferì a Bologna, dove nel 1956 abbandonò gli studi universitari per dedicarsi al disegno umoristico. Le sue vignette comparvero su importanti testate italiane, tra cui Epoca e Il Candido, prima che il suo percorso professionale si spostasse sempre più verso la pubblicità. Negli anni Sessanta entrò infatti nel mondo dei Caroselli, realizzando centinaia di produzioni, anche animate, e contribuendo alla nascita di personaggi destinati a diventare riconoscibilissimi. Tra questi c’erano Salomone, il pirata pacioccone, i Brutos e le campagne con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. La sua creatività si tradusse inoltre in slogan e immagini pubblicitarie diventate vere icone, come la celebre "camicia coi baffi", realizzata con Maurizio Costanzo.

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L’invenzione che cambiò i fumetti in tv

Il capitolo più importante della sua carriera arrivò però con la televisione. Nel 1971 fondò la Playvision e poco dopo, insieme a Bonvi, diede vita a Nick Carter, il detective destinato a diventare il volto simbolo di Gulp! I fumetti in TV. De Maria ne fu autore e regista, contribuendo a costruire un format innovativo che portava vignette e personaggi disegnati direttamente davanti agli occhi degli spettatori.

L’esperienza proseguì con SuperGulp! I fumetti in TV, realizzato insieme a Giancarlo Governi tra il 1977 e il 1981. Il programma riuscì a trasformare il fumetto in un appuntamento televisivo seguito da milioni di persone, ospitando personaggi come Corto Maltese, Lupo Alberto, Tex e le Sturmtruppen. Nel 1978 arrivò anche il premio per la regia televisiva nella categoria dedicata ai programmi per ragazzi.

Giumbolo e il legame con Francesco Guccini

Per SuperGulp! De Maria contribuì inoltre alla creazione di Giumbolo, personaggio azzurro protagonista della sigla finale, composta insieme a Franco Godi. La canzone Giumbolo arrivò a vendere oltre 100mila copie nel 1979, confermando quanto il progetto avesse ormai superato i confini della semplice trasmissione televisiva.

Il legame con Francesco Guccini rappresentò un altro filo importante della sua vita artistica. I due condivisero anche l’esperienza del cabaret con gli Archibusti, insieme ad altri amici e collaboratori. Negli anni Duemila De Maria tornò infine a occuparsi di Nick Carter e dell’universo di SuperGulp!, contribuendo a riportarli all’attenzione del pubblico attraverso mostre, libri e raccolte in DVD.


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